(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - La Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per combattere il traffico di armi da fuoco e altri reati connessi alle armi da fuoco nell’UE. Si tratta della prima iniziativa legislativa a essere adottata nell’ambito della strategia europea di sicurezza interna ProtectEU.
Le armi da fuoco illegali rappresentano una minaccia seria per la sicurezza pubblica, in quanto alimentano il terrorismo, la criminalità organizzata, la violenza delle bande e altri reati gravi. Il rischio è amplificato da sviluppi tecnologici come la stampa 3D e dall’evoluzione delle minacce provenienti dall’esterno dei confini dell’UE, che richiedono una maggiore preparazione dell’Unione.
Attualmente esistono differenze significative nel modo in cui i reati connessi alle armi da fuoco sono definiti e puniti, il che porta a un quadro giuridico frammentato nell’UE. La proposta mira a promuovere l’armonizzazione e migliorare l’efficacia delle attività di contrasto contro i reati connessi alle armi da fuoco i) introducendo un quadro a livello dell’UE con definizioni comuni dei reati e delle sanzioni in materia, ii) sostenendo una maggiore cooperazione tra gli Stati membri, iii) migliorando la raccolta e l’uso dei dati e iv) colmando il divario per quanto riguarda l’uso improprio della stampa 3D per la produzione illecita di armi.
Rendendo più efficaci le indagini e le azioni penali e rafforzando la capacità delle autorità di contrasto di rispondere alle minacce emergenti, le nuove norme contribuiranno a proteggere i cittadini dell’UE dai pericoli che rappresentano le armi da fuoco illegali.
La proposta riguarda solo gli atti intenzionali che coinvolgono armi da fuoco illegali, preservando pienamente le attività legittime degli armaioli autorizzati, dell’industria e dei cittadini. Essa non modifica né incide in alcun modo sulle vigenti norme dell’UE in materia di acquisizione, detenzione e circolazione transfrontaliera legali delle armi da fuoco.
Definizioni e sanzioni a livello dell’UE
La proposta introduce definizioni e sanzioni armonizzate, anche per quanto riguarda:
- il traffico, la fabbricazione o la detenzione di armi da fuoco, componenti essenziali di armi da fuoco e munizioni illegali;
- la falsificazione, la rimozione o la modifica illecita delle marcature obbligatorie che identificano in modo univoco le armi da fuoco e i loro componenti essenziali, fungendo da “marchio di identità” per tutto il loro ciclo di vita;
- la creazione, l’acquisizione, la detenzione e la diffusione illecite di modelli per la stampa 3D di armi da fuoco, che rappresentano una nuova e crescente minaccia per la sicurezza.
Gli Stati membri dovrebbero fissare un limite massimo di sanzioni per i reati connessi alle armi da fuoco di almeno 2 anni di reclusione per la creazione, l’acquisizione, la detenzione e la diffusione di modelli 3D, di almeno 5 anni per la detenzione di armi da fuoco, componenti essenziali e munizioni illegali e di almeno 8 anni per il traffico e la fabbricazione di armi da fuoco illegali.
Una cooperazione transfrontaliera più forte
La proposta prevede l’obbligo per gli Stati membri di istituire un punto focale nazionale Armi da fuoco che consenta la cooperazione operativa tra gli Stati membri, ad esempio per rintracciare e sequestrare le armi oggetto di traffico in tutti gli Stati membri. I punti focali nazionali Armi da fuoco dovrebbero inoltre raccogliere i dati necessari per creare un quadro regolare delle minacce e fungere da punto di contatto per la cooperazione nei consessi internazionali.
Miglioramento della raccolta dei dati e dell’analisi criminale
La proposta introduce nuove misure per migliorare la raccolta e la standardizzazione dei dati disponibili sulle armi da fuoco.
Fra queste figura una serie minima di dati per la registrazione delle armi da fuoco sequestrate dalle autorità di contrasto o da altre autorità competenti. Ciò consentirà una migliore stima della portata e dell’entità del traffico illecito di armi da fuoco nell’UE. La serie di dati è stata sviluppata in stretta collaborazione con gli operatori del settore e comprende informazioni di base come il modello e il tipo di arma da fuoco. Queste informazioni aiuteranno gli Stati membri a individuare le tendenze, ad esempio quando entrano nell’Unione armi da fuoco dismesse provenienti da zone di conflitto. Sosterrà inoltre gli sforzi mirati per sequestrare le armi da fuoco e prevenire la proliferazione.
La proposta introduce inoltre l’obbligo per gli Stati membri di raccogliere i dati statistici esistenti in relazione ai diversi reati connessi alle armi da fuoco e di condividerli con la Commissione ogni cinque anni. Tra questi dati figurano il numero di armi da fuoco sequestrate nel contesto di reati e dati statistici sul numero di indagini, azioni penali, condanne, casi archiviati, numero di persone giuridiche coinvolte, livello e tipo di sanzioni irrogate. Questo aumenterà la disponibilità di dati comparabili in tutti gli Stati membri e consentirà di migliorare il quadro situazionale, il monitoraggio e la sensibilizzazione del pubblico.
Prossime fasi
La Commissione collaborerà ora con il Parlamento europeo e il Consiglio per facilitare un rapido accordo sulla proposta.
Contesto
L’UE ha adottato diversi strumenti nel settore delle armi da fuoco dal punto di vista del mercato interno legale. Le attuali norme dell’UE sulle armi da fuoco disciplinano solo la proprietà e il trasferimento legali delle armi da fuoco: la direttiva sulle armi da fuocostabilisce norme minime comuni per l’acquisizione, la detenzione e il trasferimento legittimi di armi da fuoco ad uso civile all’interno dell’UE e la rifusione del regolamento sulle armi da fuoco disciplina le autorizzazioni all’importazione e all’esportazione per le armi da fuoco che circolano da e verso paesi terzi.
Nel 2014 l’UE ha ratificato il protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco, impegnandosi a configurare come reato la fabbricazione e il traffico illeciti, a rafforzare la marcatura e il rintracciamento e a garantire licenze e controlli efficaci. Non esistono tuttavia ancora norme dell’UE sui reati connessi alle armi da fuoco. Questa è la finalità della presente proposta, che completa il quadro normativo ispirato al protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco.
