(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2026 - Il Cremlino ha espresso preoccupazione per le recenti dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha ribadito l’intenzione di “non arrendersi senza combattere” né nel Donbass né presso la centrale nucleare di Zaporozhye (ZNPP). Secondo Mosca, tali affermazioni sollevano interrogativi su possibili piani militari di Kiev, inclusa l’ipotesi di un attacco alla centrale.
A dichiararlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, durante un briefing con la stampa. “Certo, abbiamo visto queste dichiarazioni”, ha affermato Peskov, sottolineando che la centrale nucleare di Zaporozhye si trova sotto il controllo russo già da diversi anni.
Il portavoce ha quindi posto una domanda diretta sulle reali intenzioni di Kiev: “Questo significa che il regime di Kiev cercherà di riconquistare questa centrale nucleare combattendo oppure attaccherà questa centrale nucleare?”. Un interrogativo che, secondo il Cremlino, deriva dalla durezza delle parole utilizzate dal leader ucraino e dal contesto di forte tensione che continua a caratterizzare il conflitto.
In precedenza, parlando con i giornalisti, Zelensky aveva escluso qualsiasi compromesso sulla soluzione del conflitto, affermando che l’Ucraina non avrebbe ceduto né il Donbass né la centrale nucleare di Zaporozhye alla Russia senza combattere. Le sue dichiarazioni sono state interpretate da Mosca come un possibile segnale di escalation, soprattutto considerando la sensibilità e i rischi legati a un’infrastruttura nucleare nel mezzo di un teatro di guerra.
La centrale di Zaporozhye, la più grande d’Europa, è da tempo al centro delle preoccupazioni internazionali per la sicurezza nucleare. Le dichiarazioni incrociate tra Kiev e Mosca evidenziano come il suo controllo rimanga uno dei nodi più delicati del conflitto, con potenziali conseguenze che vanno ben oltre il piano militare.
