(AGENPARL) - Roma, 23 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 23 December 2025 CITTA’ METROPOLITANA DI MESSINA
COPIA CONFORME ALL’ORIGINALE DIGITALE
REPUBBLICA ITALIANA
Firmatario: DANIELA DI ROSA
REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO DELLA FAMIGLIA, DELLE POLITICHE SOCIALI E DEL LAVORO
DIPARTIMENTO DELLA FAMIGLIA E DELLE POLITICHE SOCIALI
SERVIZIO 8 “Politiche della famiglia e giovanili”
Via Trinacria 34-36 – 90143 – PALERMO
Prot. n.
Oggetto: Attuazione della L.R. 5 giugno 2025, n. 24, Interventi di sostegno e protezione sociale in
favore di soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché siano “Liberi di scegliere” – Notifica D.A.
AGRIGENTO
Libero Consorzio Comunale
Settore 3 Servizi alla persona – Politiche Attive del Lavoro e dell’Istruzione,
Solidarietà Sociale, Trasporti, Provveditorato, URP, Formazione
referente Dott.ssa Antonella Testone
CALTANISSETTA
Libero Consorzio Comunale
Settore VI – Sviluppo Economico/Servizi sociali e culturali
Referente P.O. Dott.ssa Elena Virone
CATANIA
Città Metropolitana
Politiche sociali e del lavoro
Libero Consorzio Comunale
Servizio 4 – Pubblica istruzione – Diritto allo studio – Sport e Politiche sociali
Presidente provincia Enna Avv. Piero Capizzi
Referente dott.ssa Nigrelli Enza
MESSINA
Città Metropolitana
Servizio Politiche Sociali, del Lavoro, dello Sport, Giovanili ed occupazionali
Assessore politiche sociali Città Metropolitana Avv. Alessandra Calafiore
PALERMO
Città Metropolitana
Direzione sviluppo economico, servizi sociali, turistici e culturali
Assistente Sociale Città Metropolitana Palermo dott.ssa Concetta Taranto
RAGUSA
Libero Consorzio Comunale
Settore Politiche sociali
referente dott.ssa Rita Schembari
SIRACUSA
Libero Consorzio Comunale
Settore Politiche sociali
Dirigente Settore Politiche Sociali dott.ssa Claudia Calore
TRAPANI
Libero Consorzio Comunale
Settore 5 – Servizi Sociali, Pubblica Istruzione, Sport, Politiche Giovanili
Referente Dott.ssa Marilena Cricchio
e,p.c.
Assessorato dell’istruzione e
della formazione professionale della Regione Siciliana
Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia
Tribunale per i minorenni di Catania
Tribunale per i minorenni di Caltanissetta
Tribunale per i minorenni di Messina
Tribunale per i minorenni di Palermo
Centro per la Giustizia Minorile per la Sicilia – PALERMO
Responsabile dott. Ippolito Santo
ASP Agrigento
ASP Caltanissetta
ASP Catania
ASP Enna
ASP Messina
ASP Palermo
ASP Ragusa
ASP Siracusa
ASP Trapani
Con riferimento alla legge regionale 5 giugno 2025, n. 24 recante Interventi di sostegno e
protezione sociale in favore di soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché siano “liberi di
scegliere”, che introduce un sistema coordinato di interventi atti a prevenire la devianza minorile e
attivare misure di prevenzione, protezione e accompagnamento sociale rivolte ai nuclei familiari
esposti al condizionamento criminale, si rappresenta quanto segue:
➢ l’art. 3 Misure di protezione sociale e assistenza della predetta legge regionale prevede:
– al comma 3, lett. c), la creazione di una rete operativa in grado di accompagnare i
minori e i familiari che decidono di seguirli, in attuazione dei provvedimenti giudiziari,
sino alla completa integrazione nella nuova realtà sociale, con il pieno raggiungimento
di una autonomia esistenziale e lavorativa;
– al comma 4, la promozione da parte della Regione di iniziative rivolte alle famiglie a
rischio di condizionamento in ambienti criminali, attraverso il sostegno del genitore
che desidera trasferirsi in altra residenza e non ha i mezzi;
➢ la legge regionale 22 ottobre 2025, n. 31, all’art. 3 Misure di protezione sociale in contesti di
criminalità, autorizza le seguenti spese:
– al comma 1, per le finalità di cui al sopra citato art. 3, comma 3, lett. c), della l.r. 5
giugno 2025, n. 24 (rete operativa) la spesa di 500 migliaia di euro per l’esercizio
finanziario 2025 (Missione 12, Programma 4);
– al comma 2,per le finalità di cui all’art. 3, comma 4 della legge regionale n. 24/2025
(sostegno del genitore che desidera trasferirsi in altra residenza e non ha i mezzi), la
spesa di 1.500 migliaia di euro per l’esercizio finanziario 2025 (Missione 12,
Programma 4);
➢ il medesimo articolo 3 della l.r. 31/2025, al comma 3, prevede che le risorse siano assegnate
con decreto dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
si individua la rete operativa, richiamando il Protocollo d’Intesa, Registro num.
8/2025 del 03 settembre 2025, stipulato dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione e
della Formazione Professionale e dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR), che
prevede, tra gli impegni delle parti, la definizione di accordi tra le Aziende Sanitarie
Provinciali (ASP), i servizi sociali degli enti locali, le Prefetture, le Forze dell’Ordine,
i Centri per la giustizia minorile, gli Ambiti territoriali scolastici, volti ad istituire
presso ciascuna ASP equipe multidisciplinari integrate (EMI) quali referenti unici
qualificati degli uffici giudiziari competenti, in grado di definire una metodologia di
approccio capace di affrontare la specificità del disagio giovanile ed elaborare progetti
di aiuto individualizzato che rispondano ai bisogni dei minori e dei giovani adulti da
tutelare;
si approva il riparto delle risorse finanziarie assegnate, suddivise in misura
proporzionale tra le Province dell’Isola, secondo i criteri indicati nel citato D.A. e
riportati nella seguente tabella di riparto:
CRITERIO 1 * ASSORBE IL
40% DELLA
DISPONIBILITA’
CRITERIO 2 ** ASSORBE IL
25% DELLA
DISPONIBILITA’
CRITERIO 3 *** ASSORBE IL
35% DELLA DISPONIBILITA’
RIPARTO
PROVINCE
RIPARTO
POPOLAZIONE
0-17 AL
RIPARTO
CRIMINALITA’
RIPARTO
INDICE
DISPERSIONE
SCOLASTICA
GLOBALE
(IDSG) 2022-2023
Agrigento
62.555
65.775 €
10.063
30.923 €
75.922 €
172.619 €
Caltanissetta
37.960
39.914 €
7.176
22.052 €
69.981 €
131.947 €
Catania
180.443
189.730 €
42.478
130.535 €
70.910 €
391.175 €
21.788
22.909 €
3.673
11.286 €
66.269 €
100.464 €
Messina
85.343
89.735 €
15.689
48.212 €
55.131 €
193.079 €
Palermo
198.466
208.681 €
47.242
145.176 €
78.706 €
432.562 €
Ragusa
53.253
55.994 €
9.096
27.954 €
93.927 €
177.875 €
Siracusa
59.237
62.286 €
14.837
45.594 €
92.999 €
200.879 €
Trapani
61.796
64.977 €
12.453
38.268 €
96.155 €
199.400 €
760.841
800.000 €
162.706
500.000 €
37,71
700.000 €
Per quanto sopra, le suddette risorse sono destinate alle Città metropolitane e ai Consorzi
comunali per l’attuazione, nei rispettivi territori, della citata l.r. 24/2025, finalizzata all’introduzione
di un sistema coordinato di interventi volto a prevenire la devianza minorile ed attivare misure di
prevenzione, protezione e accompagnamento sociale in favore dei nuclei familiari esposti al
condizionamento criminale.
I destinatari degli interventi economici sono individuati all’art. 2 della citata l.r. 24/2025 e
richiamati nel D.A. 109/2025.
Ciascuna delle 9 Città metropolitane/Consorzi comunali in indirizzo dovrà riscontrare la
presente comunicazione, sia in caso di accettazione sia in caso di rinuncia. In quest’ultimo caso, le
eventuali quote disponibili saranno ripartite in misura proporzionale tra i soggetti interessati.
Si evidenzia che tale riscontro riveste carattere d’urgenza, considerato che, trattandosi di
risorse regionali, è necessario procedere, entro il corrente esercizio finanziario, all’impegno delle
stesse in favore dei beneficiari certi. Si chiede pertanto a codesti enti di far conoscere la disponibilità ad
accettare o meno le somme destinate riscontrando la presente, sia in caso di accettazione che in caso di
rinuncia.
La risposta dovrà pervenire entro e non oltre il 23 dicembre p.v., a mezzo PEC al seguente
Affinché ne possano prendere visione, la presente comunicazione è trasmessa, per conoscenza,
agli enti richiamati dalla normativa quali componenti della rete operativa, così come meglio
individuati nel Protocollo d’Intesa, Registro num. 8/2025 del 03 settembre 2025, stipulato
dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale e l’Ufficio Scolastico
Regionale (USR), che si trasmette in allegato alla presente.
Si resta a disposizione per ogni eventuale chiarimento.
IL FUNZIONARIO DIRETTIVO
Francesca Patti
La firma autografa è sostituita a mezzo stampa
ai sensi della normativa vigente
IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO
Daniela Di Rosa
CITTA’ METROPOLITANA DI MESSINA
COPIA CONFORME ALL’ORIGINALE DIGITALE
Firmatario: RENATO SCHIFANI
D.A. n. ______________ del _________________
REPUBBLICA ITALIANA
REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO DELLA FAMIGLIA, DELLE POLITICHE SOCIALI E DEL LAVORO
L’ASSESSORE
L.R. 5 giugno 2025, n. 24, Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti inseriti in contesti
di criminalità affinché siano “liberi di scegliere”
VISTO lo Statuto della Regione;
VISTA la legge 6 novembre 2012, n. 190 e s.m.i. “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della
corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” ed i relativi decreti legislativi di attuazione n. 33
del 14 marzo 2013 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione
di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
VISTO il D.P.Reg. del 05 aprile 2022, n. 9, pubblicato sulla G.U.R.S. n. 25 parte I, del 01 giugno 2022, con il
quale è stato emanato il “Regolamento di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008, n.
19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi dell’art. 13, comma 3, della
legge regionale 17 marzo 2016, n. 3”;
VISTA la legge regionale 09 gennaio 2025, n. 1 “Legge di stabilità regionale 2025-2027”;
VISTA la legge regionale 09 gennaio 2025, n. 2 “Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2025 – 2027”;
VISTO il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), per il triennio 2025/2027, approvato con
VISTO il D.P. n. 180/Area1/S.G. del 10 novembre 2025, con cui il Presidente della Regione Siciliana Renato
Schifani, al fine di assicurare la continuità nell’esercizio delle funzioni politico-amministrative, assume
temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e per il lavoro;
VISTO il D.P.Reg. n. 5204 del 10 novembre 2025 con il quale, in esecuzione della deliberazione di Giunta
Regionale n. 340 del 7 novembre 2025, all’Avvocato Ettore Riccardo Foti, dirigente di terza fascia
dell’Amministrazione regionale, è stato conferito l’incarico di Dirigente Generale ad interim del Dipartimento
regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali;
VISTO il D.D.G. n. 939 del 14 giugno 2022, con il quale è stato conferito l’incarico di Dirigente del Servizio
D.D.G. n. 1890 del 01 luglio 2025;
VISTA la legge 28 agosto 1997, n. 285, recante “Disposizioni per la promozione dei diritti e di opportunità
per l’infanzia e l’adolescenza”;
VISTO l’articolo 8, comma 3, lett. a), della legge 8 novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione
del sistema integrato di interventi e servizi sociali”;
VISTO il decreto interministeriale del 02 aprile 2025, con cui i Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali
e dell’Economia e delle Finanze:
adottano il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali per il triennio 2024-2026;
assegnano le risorse afferenti al Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) 2024-2026,
Regione Siciliana per finanziare la sua attuazione in n. 19 Distretti socio sanitari;
programmano l’utilizzo delle risorse del Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale;
VISTO l’allegato B del predetto decreto interministeriale recante Modalità attuative per l’implementazione
del LEPS Prevenzione e allontanamento familiare P.I.P.P.I. e riportante anche il relativo Piano di lavoro
denominato “Programma per l’implementazione del livello essenziale di prestazione sociale (P.I.P.P.I.) e delle
Linee di indirizzo nazionali sull’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità” 2024-2026;
VISTA la legge regionale 5 giugno 2025, n. 24, recante Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di
soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché siano “liberi di scegliere”;
CONSIDERATO che l’art. 3 Misure di protezione sociale e assistenza della medesima legge prevede:
al comma 3, lett. c), la creazione di una rete operativa in grado di accompagnare i minori e i familiari
che decidono di seguirli, in attuazione dei provvedimenti giudiziari, sino alla completa integrazione
nella nuova realtà sociale, con il pieno raggiungimento di una autonomia esistenziale e lavorativa;
al comma 4, la promozione da parte della Regione di iniziative rivolte alle famiglie a rischio di
condizionamento in ambienti criminali, attraverso il sostegno dei genitore che desidera trasferirsi in
altra residenza e non ha i mezzi;
VISTO l’art. 3 della legge regionale 22 ottobre 2025, n. 31, recante Misure di protezione sociale in contesti di
criminalità, in attuazione del quale si dispone quanto segue:
al comma 1 si autorizza l’ulteriore spesa di 500 migliaia di euro per l’esercizio finanziario 2025
(Missione 12, Programma 4) per le finalità di cui al sopra citato art. 3, comma 3, lett. c), della l.r. 5
giugno 2025, n. 24;
al comma 2 si autorizza la spesa di 1.500 migliaia di euro per l’esercizio finanziario 2025 (Missione
12, Programma 4) per le finalità di cui al comma 4 dell’art. 3 della legge regionale n. 24/2025;
al comma 3 si assegnano ai Comuni di residenza del nucleo familiare che desidera trasferirsi altrove,
le risorse di cui al comma 2, con decreto dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e il lavoro;
RITENUTO di dovere dare seguito alle disposizioni previste dalle sopra citate leggi regionali n. 24/2025 e n.
31/2025, mediante individuazione della rete operativa sopra menzionata e promozione delle iniziative rivolte
alle famiglie a rischio di condizionamento in ambienti criminali, provvedendo, al contempo all’assegnazione,
ai Comuni, delle somme di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 3 della sopra detta l.r. n. 31/2025;
VISTO il Protocollo d’Intesa Registro num. 8/2025 del 03 settembre 2025, stipulato dall’Assessorato
Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale e l’Ufficio Scolastico Regionale (USR), che
prevede, tra gli impegni delle parti, la definizione di accordi tra le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), i servizi
sociali degli enti locali, le Prefetture, le Forze dell’Ordine, i Centri per la giustizia minorile, gli Ambiti
territoriali scolastici, volti ad istituire presso ciascuna ASP equipe multidisciplinari integrate (EMI) quali
referenti unici qualificati degli uffici giudiziari competenti, in grado di definire una metodologia di approccio
capace di affrontare la specificità del disagio giovanile ed elaborare progetti di aiuto individualizzato che
rispondano ai bisogni dei minori e dei giovani adulti da tutelare;
CONSIDERATO che il predetto Protocollo d’Intesa istituisce, altresì, una Cabina di Regia finalizzata alla
realizzazione di azioni comuni volte a promuovere e incentivare la realizzazione del sistema coordinato
denominato “Liberi di scegliere” in attuazione della suddetta l.r. n. 24/2025;
RITENUTO di dover provvedere all’individuazione della rete operativa prevista dall’art. 3, comma 3, lett. c)
della l.r. n. 24/2025, richiamandosi al predetto Protocollo, come indicato nell’Allegato 1, facente parte
integrante del presente provvedimento;
2025, n. 24, e del 22 ottobre 2025, n. 31 – Progetto “Liberi di scegliere”, con la quale questo Dipartimento ha
richiesto ai Comuni di trasmettere le richieste di rimborso, corredate di apposito elenco, di eventuali famiglie
destinatarie del predetto contributo;
CONSIDERATO il ridotto numero di positivi riscontri alla suddetta richiesta e il conseguente utilizzo solo di
una esigua parte dello stanziamento disponibile sul bilancio regionale;
CONSIDERATE le scadenze previste dalle norme contabili, che impongono di effettuare gli impegni di spesa
di risorse regionali entro il 31 dicembre dell’esercizio finanziario di riferimento;
RITENUTO, per quanto sopra, di dover individuare un criterio di assegnazione delle somme, che consenta di
raggiungere il maggior numero di destinatari;
RITENUTO che tale esigenza possa essere soddisfatta da una distribuzione su base provinciale del
➢ 40% dello stanziamento complessivo, in base al bilancio demografico di minori presenti in ogni
Provincia (fonte ISTAT – Dato sulla popolazione di età 0-17 anni residente per provincia al 1 gennaio
2025);
➢ 25% dello stanziamento complessivo, in base al tasso di criminalità per Provincia (Fonte Ministero
dell’Interno – Interdittive antimafia);
➢ 35% dello stanziamento complessivo, in base al tasso di dispersione scolastica per provincia (Fonte
Ministero dell’istruzione e del merito – Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia – La Dispersione
scolastica in Sicilia Monitoraggio dati A.S. 2022-2023);
VISTA la tabella di riparto, contenuta nell’Allegato 1, facente parte integrante del presente provvedimento,
riguardante le somme assegnate a ciascuna provincia secondo i predetti criteri;
RITENUTO di approvare il citato Allegato 1, Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti
integrante del presente decreto;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa, si approva l’Allegato 1 Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti
integrante del presente provvedimento.
Art. 2
Il presente decreto sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione Siciliana, secondo la normativa vigente.
IL PRESIDENTE
ASSESSORE AD INTERIM
Schifani
digitalmente
RENATO Firmato
da RENATO SCHIFANI
SCHIFANI 16:34:42 +01’00’
Allegato 1 al D.A. n. _________ del ___________
INTERVENTI DI SOSTEGNO E PROTEZIONE SOCIALE IN FAVORE DI SOGGETTI INSERITI IN
Premessa e quadro normativo di riferimento
La legge regionale 5 giugno 2025, n. 24 recante Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di
soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché siano “liberi di scegliere” introduce un sistema coordinato
di interventi atti a prevenire la devianza minorile e attivare misure di prevenzione, protezione e
accompagnamento sociale rivolte ai nuclei familiari esposti al condizionamento criminale.
La legge tutela in particolare i bambini, i giovani adulti e gli esercenti la responsabilità genitoriale che si
trovano in una condizione di grave, concreto e attuale pericolo a causa della volontà di recidere il legame
derivante da rapporti di parentela, di affinità, di coniugio, o di stabile convivenza con indagati, imputati o
condannati per i delitti di cui all’art. 51, c. 3 bis, del codice di procedura penale o per la sussistenza dei suddetti
legami familiari.
Sono previste, ove necessario, anche misure di sostegno alla mobilità e al trasferimento dei nuclei familiari
che intendano sottrarsi al condizionamento criminale, riconoscendo il loro diritto a intraprendere percorsi di
vita alternativi e non determinati dall’ambiente di origine. In questo quadro, la prevenzione territoriale e la
mobilità protetta non sono considerate strumenti alternativi, ma fasi complementari di un unico processo di
tutela.
La legge richiama, inoltre, l’attenzione anche sul ruolo fondamentale svolto dalle Equipe multidisciplinari
integrate, indispensabile per garantire interventi efficaci di prevenzione, protezione e accompagnamento
sociale a favore dei destinatari
Negli ultimi decenni, l’intervento dello Stato nei confronti della criminalità si è concentrato prevalentemente
sull’azione repressiva. Tuttavia, a fronte di un know-how consolidato sul piano investigativo e giudiziario, è
mancata una riflessione sistematica sul versante educativo e sociale, capace di rispondere alla complessità e ai
bisogni delle traiettorie familiari segnate dalla presenza mafiosa.
L’ascolto delle storie dei ragazzi e ragazze coinvolti in procedimenti giudiziari ha fatto emergere la necessità
di spostare lo sguardo dal reato alla relazione, dalla devianza alla condizione educativa, dalla colpa alla
possibilità. Le bambine e i bambini cresciuti in ambienti criminali sono segnati da una vulnerabilità che non
dipende da un singolo evento traumatico ma da una trama di condizioni familiari, ambientali e culturali che
ostacola il loro sviluppo e limita l’accesso a reali opportunità di crescita.
Nei contesti mafiosi, infatti, la vulnerabilità familiare assume forme specifiche: non riguarda soltanto la
mancanza di risorse materiali, ma include il condizionamento culturale, la delega educativa, la povertà di
opportunità, l’interiorizzazione di codici devianti e l’appartenenza criminale.
Accanto alle misure di tutela e protezione, occorre quindi costruire sistemi territoriali capaci di interrompere
quella circolarità che riproduce ruoli, appartenenze e destini già scritti, offrendo spazi reali di discontinuità,
che garantiscano presenza educativa, continuità e prossimità. Servizi pubblici che, alla logica della dipendenza
criminale, contrappongano una rete legittima, riconoscibile e competente.
In questa prospettiva, le famiglie non vanno considerate come meri destinatari di protezione, ma come luoghi
entro cui prendere in carico il nodo educativo, delle funzioni genitoriali, dei legami affettivi e della possibilità
stessa del cambiamento. Infatti, l’obiettivo non è solo proteggere dal rischio, ma aprire percorsi di crescita
alternativi per i bambini e le loro famiglie, disinnescare il bisogno che alimenta la dipendenza da forme di
welfare criminale e offrire servizi pubblici capaci di rappresentare una reale alternativa di cittadinanza,
sicurezza, cura e appartenenza.
Troppo spesso i ragazzi vengono intercettati dai servizi sociali solo quando sono ormai direttamente coinvolti
come autori o corresponsabili di reati e quando sono stati ampiamente lesi quei diritti fondamentali di cui, per
nascita, sono titolari: il diritto a crescere in un ambiente familiare capace di garantire cura, protezione e affetto;
il diritto a essere protetti da ogni forma di violenza, abuso, negligenza o sfruttamento; il diritto alla salute,
all’educazione, al gioco e al tempo libero, e così via.
Un programma capace di spostare il baricentro dalla sola repressione o protezione verso la promozione di
interventi che rispondano ai bisogni generati dalla vulnerabilità criminale è il LEPS (Livello Essenziale Delle
Prestazioni Sociali) Prevenzione e allontanamento familiare P.I.P.P.I., che offre una infrastruttura educativa
e sociale di prevenzione dell’allontanamento dei bambini dalla propria famiglia di origine.
L’esperienza maturata e i report dei dati raccolti a conclusione delle diverse edizioni di P.I.P.P.I, includono, tra
le varie tipologie di vulnerabilità considerate, anche quella legata ai contesti mafiosi. L’adozione di questo
approccio anche per le famiglie in situazione di vulnerabilità mafiosa consentirà di cogliere la complessità del
fenomeno e di valutare, per ogni nucleo, il percorso più idoneo.
Laddove necessario, saranno attivati percorsi di protezione, trasferimento e ricollocazione, permettendo ai
Comuni di predisporre una risposta coordinata nelle diverse fasi della fuoriuscita dal contesto criminale. È
essenziale che l’intervento non si limiti alla sola fase del trasferimento al di fuori del contesto criminale, ma
sia concepito come un processo continuativo di presa in carico e protezione familiare, centrato sulla continuità
educativa e sulla salvaguardia delle relazioni genitori-figli. Interventi discontinui, infatti, espongono a rischi
molto elevati, come evidenziato nel documento “La condizione dei minorenni nel quadro del programma di
protezione dei collaboratori di giustizia – Documento di studio e proposta” redatto dall’AGIA (Autorità
Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza) nel maggio 2025, che richiama gli effetti di sradicamento e la possibile
“doppia vittimizzazione” dei minori quando i percorsi di protezione non sono adeguatamente accompagnati sul
piano educativo, psicologico e sociale.
Destinatari degli interventi economici
Sono destinatari delle misure di sostegno e protezione sociale i soggetti elencati all’art. 2 della citata l.r.
24/2025, ovvero:
a) i minori inseriti in contesti di criminalità organizzata o da essi provenienti, per i quali il Tribunale
per i minorenni abbia emesso un provvedimento amministrativo o penale;
b) i minori interessati da procedure di cui agli articoli 330, 333 e 336, ultimo comma, del codice civile,
nell’ambito delle quali sia stato emesso un provvedimento che incide sulla responsabilità genitoriale
disponendo l’allontanamento dei minori dal contesto familiare ovvero territoriale di appartenenza;
c ) i figli di soggetti indagati, imputati o condannati per i reati di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del
codice di procedura penale allorquando si ravvisino situazioni pregiudizievoli e condizionanti
ricollegabili al degradato contesto familiare, intraneo o contiguo alla criminalità organizzata del
territorio;
d) i minori in carico al Tribunale per i minorenni per procedimenti civili instaurati ai sensi dell’articolo
32, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448 e successive
modificazioni o ai sensi dell’articolo 609-decies del codice penale, nei casi di maltrattamento
intrafamiliare legato a dinamiche criminali;
e ) i minori e i giovani adulti provenienti da nuclei familiari intranei o contigui alla criminalità
organizzata, condannati, ammessi alla messa alla prova o collocati presso i servizi minorili
residenziali anche come misura alternativa alla detenzione;
f ) i minori sottoposti a protezione e quelli compresi nelle speciali misure di protezione secondo le
previsioni di cui al decreto del Ministro dell’Interno 13 maggio 2005, n. 138;
g ) gli esercenti la responsabilità genitoriale di figli minori destinatari dei provvedimenti di cui alle
lettere a), b), d) ed f), nei casi in cui sia stata accertata dall’autorità giudiziaria la volontà di affrancarsi
concretamente dalla cultura mafiosa e di ricevere le misure di assistenza e protezione della presente
legge.
Risorse finanziarie
La cornice normativa delineata dalla legge regionale 24/2025 trova attuazione finanziaria nella legge regionale
31 del 22 ottobre 2025, che all’articolo 3, comma 3, lett. c), prevede la creazione di una rete operativa in grado
di accompagnare i minori e i familiari che decidono di seguirli, in attuazione dei provvedimenti giudiziari, sino
alla completa integrazione nella nuova realtà sociale, con il pieno raggiungimento di una autonomia
esistenziale e lavorativa.
In particolare, la citata legge 31/2025 assegna le seguenti risorse:
➢ € 500.000 per l’attuazione dell’art. 3, comma 3, lett. c), destinati alla finalità sopra meglio descritta;
iniziative rivolte alle famiglie a rischio di condizionamento in ambienti criminali, attraverso il sostegno
dei genitore che desidera trasferirsi in altra residenza e non ha i mezzi.
Rete operativa
Al fine di ottemperare a quanto disposto dall’art 3, comma 3, lett. c), della l.r. n. 24/2025, si ritiene di
provvedere all’individuazione della rete operativa, richiamandosi al Protocollo d’Intesa, Registro num. 8/2025
del 03 settembre 2025, stipulato dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale
e l’Ufficio Scolastico Regionale (USR), che prevede, tra gli impegni delle parti, la definizione di accordi tra le
Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), i servizi sociali degli enti locali, le Prefetture, le Forze dell’Ordine, i
Centri per la giustizia minorile, gli Ambiti territoriali scolastici, volti ad istituire presso ciascuna ASP equipe
multidisciplinari integrate (EMI) quali referenti unici qualificati degli uffici giudiziari competenti, in grado di
definire una metodologia di approccio capace di affrontare la specificità del disagio giovanile ed elaborare
progetti di aiuto individualizzato che rispondano ai bisogni dei minori e dei giovani adulti da tutelare.
Riparto delle risorse
Al fine di garantire un utilizzo equo, trasparente e calibrato delle risorse economiche stanziate con L.R.
31/2025, art. 3, commi 1 e 2, sarà effettuata una ripartizione proporzionale delle stesse tra le Province dell’Isola
come da seguente tabella:
CRITERIO 1 * ASSORBE IL
40% DELLA
DISPONIBILITA’
CRITERIO 2 ** ASSORBE IL
25% DELLA
DISPONIBILITA’
CRITERIO 3 *** ASSORBE IL
35% DELLA DISPONIBILITA’
RIPARTO
PROVINCE
RIPARTO
POPOLAZIONE
0-17 AL
RIPARTO
CRIMINALITA’
RIPARTO
INDICE
DISPERSIONE
SCOLASTICA
GLOBALE
(IDSG) 2022-2023
Agrigento
62.555
65.775 €
10.063
30.923 €
75.922 €
172.619 €
Caltanissetta
37.960
39.914 €
7.176
22.052 €
69.981 €
131.947 €
Catania
180.443
189.730 €
42.478
130.535 €
70.910 €
391.175 €
21.788
22.909 €
3.673
11.286 €
66.269 €
100.464 €
Messina
85.343
89.735 €
15.689
48.212 €
55.131 €
193.079 €
Palermo
198.466
208.681 €
47.242
145.176 €
78.706 €
432.562 €
Ragusa
53.253
55.994 €
9.096
27.954 €
93.927 €
177.875 €
Siracusa
59.237
62.286 €
14.837
45.594 €
92.999 €
200.879 €
Trapani
61.796
64.977 €
12.453
38.268 €
96.155 €
199.400 €
760.841
800.000 €
162.706
500.000 €
37,71
700.000 €
Criterio 1 *
Fonte ISTAT – Dato sulla popolazione di età 0-17 anni residente per provincia al 1 gennaio 2025
Criterio 2 **
Fonte Ministero dell’Interno – Interdittive antimafia
Criterio 3 ***
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