(AGENPARL) - Roma, 23 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 23 December 2025 CS CITTÀ
BRhan
DI BOLOGNA
Verbaledi incontro tra
Città metropolitana di Bologna
le 00.SS. CGIL Bologna e Imola, CISL AMB, UIL E-R, SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP, FP-CGIL,
CISL-FP, UIL-FPL
In data odierna si sono incontrate nell’ambito della prosecuzione del percorso di confronto sul
bilancio metropolitano 2026-2028.
PREMESSA
Il quadro internazionale è sempre più contraddistinto da tensioni geopolitiche, anche di natura
economica, conflitti e guerre. Le scelte compiute dall’Europa rischiano di compromettere il green
deal e le politiche di coesione. A questo si aggiunge il riproporsi di politiche di austerità, a partire
da quanto definito dal nuovo Patto di stabilità e crescita dell’Unione Europea, che va nella direzione
sbagliata invertendo la rotta rispetto alla NGEU, con l’esito di sottrarre risorse fondamentali per
rispondere alle priorità economichee sociali, sostenere piani straordinari di investimenti pubblici in
grado di affrontare le grandi transizioni che l’Europa ha di fronte a se, aumentando il rischio di
recessione, aggravando la condizione di disuguaglianza sociale.
Dazi, protezionismi e crisi globali impattano direttamente sui territori, rallentando la crescita e
mettendoin difficoltà imprese e lavoratori, con effetti già visibili anche nel bolognese, se si guarda
alle dinamiche della CIG Straordinaria e alle crisi aperte, in particolare nel settore manifatturiero, ai
segnali di una brusca frenata dell’occupazione, all’aumento delle disuguaglianze di reddito, del
cosiddetto “lavoro povero” e frammentato, al confermarsi di alcune emergenze sociali a partire dal
“diritto all’abitare”.
È un quadro complesso, entro il quale si collocano le problematiche scelte definite dal Governo
Italiano con la Legge di Bilancio in discussione in Parlamento, rispetto alla quale sono stati espressi
giudizi profondamente differenti dalle Organizzazioni Sindacali confederali.
In questo scenario generale è preoccupazione comune a tutte le parti che sottoscrivono il presente
verbale di incontro il venir meno di importanti strumenti in capo al sistema delle Autonomie Locali
per rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini. I tagli ai trasferimenti definiti dalle precedenti
Leggi di Bilancio nazionali e quelli che sono indicati nel testo in discussione in Parlamento
produrranno pesanti effetti sulla tenuta di servizi fondamentali, con una riduzione di risorse per la
spesa corrente e per gli investimenti, su capitoli essenziali, oltre a permanere di inaccettabili vincoli
assunzionali e sulle spese di personale. Il rischio concreto è quello di scaricare sugli Enti Locali e
sulla negoziazione tra le parti firmatarie del presente verbale, il peso delle scelte economiche
nazionali fatte con le ultime Leggidi bilancio.
Inoltre continuano a non essere ripristinati o garantiti alcuni fondamentali fondi di spesa sociale
nazionale, a partire da quelli relativi al diritto all’abitare e aldiritto alla salute.
Occorre consolidare e ampliare i livelli di contrattazione territoriale confederale sociale e per lo
sviluppo, partendo dall’esito del lavoro svolto nelle stagioni negoziali precedenti, rafforzando la
capacità di costruire risposte ai bisogni sociali, definendole priorità. Va ulteriormente sviluppatoil
sistema di relazioni sindacali con il Comune di Bologna e il carattere preventivo dei processi
negoziali, rispetto alle principali scelte strategiche ed anche per ciò che attiene le problematiche
interne all’Ente, attuando coerentemente quanto chiaramente indicato nel vigente Protocollo di
relazioni sindacali.
In questi anni hanno svolto una funzioneessenziale il Patto Regionale per il Lavoro e per il Clima, e
il Patto Metropolitano per il Lavoro e lo Sviluppo Sostenibile, per orientare la qualità dello sviluppo
anche rispetto ai processi di innovazione tecnologica e digitale, investire sulla giusta transizione,
qualificare il lavoro, in particolare nei settori dove la precarietà e le forme di lavoro povero sono più
diffuse. rafforzare il welfare ed il sistema di servizi pubblici, gestire le crisi aziendali, promuovere
un modello produttivo innovativo, inclusivo e sostenibile, capace di rafforzare la coesione sociale e
valorizzare il contributo delle parti sociali nelle scelte strategiche dellacittà.
Tenuto conto del confronto in atto con la Regione Emilia-Romagna peril rinnovo del Patto
regionale e del percorso avviato da parte della Città Metropolitana relativo alla definizione
del nuovo Piano Strategico Metropolitano (di seguito “PSM”), le parti hanno condiviso la
decisione di procedere al rinnovo del Patto Metropolitano per il lavoro e lo sviluppo
sostenibile, nel corso del 2026 a conclusione del percorso per il nuovo PSM.
Considerato che:
In data 11 dicembre la Città metropolitana ha illustrato le linee principali della Nota di
aggiornamento al documento unico di programmazionee Bilancio di previsione 2026-2028.
La cornice della finanza pubblica
Gli indirizzi nazionali e regionali indicano una crescita contenuta (PIL programmatico 0,7-0,9%) e
un quadro stabile di entrate statali e vincoli di equilibrio. La Città metropolitana conferma
l’applicazione rigorosa del principio di sostenibilità finanziaria, del monitoraggio dei saldi e del
presidio delle entrate tributarie.
I principali indirizzi del bilancio metropolitano 2026-2028: le entrate tributarie
Le entrate tributarie seguono previsioni prudenziali, con unastabilizzazione del gettito derivante da
IPT e RCAuto. Leattività di contrasto all’evasione dell’Imposta Provinciale di Trascrizione, hanno
generato tra il 2021 e il 2024 maggiori accertamenti per 7,4 milioni di euro, contribuendo ad un
recupero strutturale della base imponibile. Dal 2026 è prevista una misura orientata all’equità
AL K te fu è
fiscale e al riequilibrio territoriale del prelievo, con l’applicazione dell’aliquota base per specifiche
categorie di veicoli: operatori economici e di interesse pubblico e sociale.
Il totale delle spese
Il totale delle spese per il triennio 2026-2028 ammonta a 646,7 milioni di euro complessivi, con
258,1 milioni in conto capitale e 388,6 milioni di spesa corrente.
Investimenti e principali interventi
Gli investimenti 2026-2028 rafforzano le funzioni fondamentali dell’Ente e sostengono la mobilità
sostenibile, la sicurezza del territorio e l’edilizia scolastica. Le principali linee riguardano:
Viabilità e infrastrutture stradali — 108 milioni nel 2026, con interventi su ponti, viadotti,
barriere, pavimentazioni e opere post-frana.
Edilizia scolastica — 19 milioni nel 2026, per ampliamenti, adeguamenti sismici, nuove aule
e miglioramento energetico.
Ciclovie e mobilità sostenibile — 12,93 milioni, tra cui Ciclovia del Sole e Ciclovia Idice.
Interventi post-emergenzae dissesti — 9,98 milioni, per consolidamenti, ripristini e messa in
sicurezza dei versanti.
Infrastrutture sociali e tecnologiche — 1,68 milioni per la riqualificazione impiantistica e gli
edifici di servizio.
Le principali componenti della spesa corrente
Le principali componenti della spesa corrente confermano la continuita dei servizi essenziali
dell’ Ente.
Il Piano strategico metropolitano / Agenda 2.0 prevede 0,29 milioni, per l’avvio del nuovo
ciclo strategico.
Nei servizi e funzioni istituzionali e territoriali si registrano 14,65 milioni per l’edilizia
scolastica e istituzionale, 5,62 milioni per strade, sicurezza e ciclovie, 1,09 milioni per la
mobilità, 0,37 milioni per la pianificazione territoriale e 1,33 milioni per la Polizia
metropolitana.
Nell’area delle politiche economiche, sociali e per lo sviluppo, le risorse ammontanoa 6,80
milioni per lo sviluppo economico e sociale e 6,89 milioni per istruzione e sviluppo sociale,
garantendo la continuità degli interventi programmati e il supporto alle comunità del
territorio metropolitano.
Gli indirizzi strategici 2026-2028 confermano un programmaorientato a sostenibilità, innovazione
e qualità dell’azione pubblica.
Le priorità riguardano il rafforzamento del governoterritoriale attraverso il nuovo Piano Strategico
Metropolitano, la tutela del territorio e la rigenerazione urbana, lo sviluppo della mobilità
sostenibile, gli investimenti in edilizia scolastica, il sostegno allo sviluppo economico e sociale, la
valorizzazione del sistema culturale e turistico, il potenziamento dei servizi ai Comunie dellereti
digitali, nonché il consolidamentodella sostenibilità finanziaria e della capacità amministrativa.
In questo quadro, /a parte più rilevante delle risorse si concentra sui primi tre ambiti.
Rete stradale, trasporto pubblico e mobilità sostenibile è il principale asse finanziario,
con 194 milioni di euro a bilancio per la viabilità, 120 milioni di opere programmate e
12,9 milioni per ciclovie e mobilità sostenibile, mentre la spesa corrente raggiunge 17,6
milioni. In questo asse è importante sottolineare la costituzione di un fondo per potenziare
i progetti di trasporto pubblico con un incremento del budget € 600.000 nel 2026 e di €
500.000 nel 2027 e 2028.
Edilizia scolastica, istruzione e diritto allo studio con 35,5 milioni di investimenti e 26,4
milioni di spesa corrente dedicati a manutenzioni, servizi scolastici e nuoverealizzazioni.
Sviluppo economico e sociale assorbe 17,4 milioni di euro, con una forte incidenza su
politiche sociali, welfare di comunità, lavoro, innovazione e imprese.
Sviluppo strategico metropolitano è sostenuto da 311.000 euro per il nuovo PSM,
l’Agenda2.0 le iniziative di innovazione amministrativa.
Pianificazione territoriale e tutela ambientale presenta 12,6 milioni di investimenti
(fondo perequativo e PNRR) e 26,6 milioni di spesa corrente prevalentemente energetica.
Cultura e turismo destina 7,15 milioni di euro alla promozionedeidistretti culturali, delle
reti creative e del turismo metropolitano.
Supporto ai Comuni, svolge funzionitecniche ad alta rilevanza strategica
Per le funzioni centrali dell’Ente segnaliamo: 21,8 milioni di euro per il personale, 5,3
milioni per servizi essenziali e provveditorato, 5,0 milioni per digitalizzazione, 4,5 milioni
per canonie locazioni e 8 milioni in fondi e accantonamenti.
Le priorità trasversali del triennio
La manovra individua alcune priorità trasversali che guideranno l’azione dell’Ente:
1. Transizione digitale e IA pubblica, per semplificare processi, migliorare l’efficienza e
garantire servizi di qualità.
2. Sostenibilità ambientale ed energetica, con interventi mirati su scuole, mobilità, sicurezza
delterritorio e politiche energetiche.
Attrattività territoriale e coesione sociale, attraverso politiche integrate su lavoro, welfare,
cultura e turismo.
4. Sicurezza delle infrastrutture e resilienza climatica, tramite manutenzioni programmate e
interventi di prevenzione delrischio.
5. Rafforzamento della capacità amministrativa, sviluppo delle competenze, innovazione
organizzativa e miglioramento della qualità del lavoro pubblico.
Considerato inoltre che:
Le Organizzazioni Sindacali confederali hanno presentato le rispettive piattaforme per la
contrattazione sociale territoriale e per lo sviluppo, per il 2026, integrate dalle rispettive linee
di indirizzo per la contrattazione territoriale dei Sindacati dei pensionati.
Nel corso del 2025 l’attività di confronto è stata continuativa e su diversi ambiti ha consentito di
raggiungereulteriori intese, in particolare in merito a:
Verbale d’incontro sulla rete delle cure primarie
Protocollo per la riduzione del disagio abitativo
Accordo Quadroperlo sviluppo della rete metropolitana per l’apprendimento permanente
(ReMAP)
Protocollo di buonepratiche per lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della produzione
culturale
Protocollo d’Intesa – Economia sociale e amministrazione condivisa
Le parti definiscono temi e modalità di prosecuzione del confronto:
PIANO STRATEGICO METROPOLITANO
Il terzo piano strategico metropolitano rappresenta un’occasione fondamentale per delineare la
visione del territorio nei prossimi anni e per definire scelte e azioni politiche orientate al futuro. I
tavoli di lavoro che opereranno all’interno delle missioni individuate nel manifesto del PSM chesi
avvieranno a partire da gennaio 2026, vedrannotuttele istituzioni e le parti interessate del territorio
metropolitano impegnati nella definizione puntuale degli impegni da prevedere nella redazione del
Fermo restando l’impegno indicato in premessa relativo al rinnovo del Patto metropolitano per il
Lavoro e lo Sviluppo sostenibile a conclusione del percorso per il nuovo PSM,le Parti concordano
circa il coinvolgimento delle OO.SS firmatarie del presente verbale su tutte le materie delle dieci
missioni previste dal piano stesso.
INVESTIMENTI
In coerenza con quanto definito nel verbale sottoscritto a dicembre 2024, le parti concordano di
confrontarsi sul Piano triennale delle Opere Pubbliche, con particolare riguardo alle politiche
ambientali, alla messa in sicurezza del territorio, all’edilizia pubblica e scolastica, anche in
riferimento alle previsioni dei principali atti di programmazione relativamente alle politiche per la
transizione ecologica, quella energetica, sugli interventi sugli edifici pubblici e privati, e sulla
mobilità sostenibile.
In particolare per quanto attiene la messa in sicurezza delterritorio, il confronto con la C. M. dovrà
riguardare le misure previste dai decreti e dalle ordinanze Commissariali riguardanti la ricostruzione
post alluvione: ricostruzione pubblica, nuove infrastrutture per la sicurezza idrogeologica,
delocalizzazioni.
PERSONALE
Le parti riconosconochei servizi pubblici garantisconoi diritti costituzionali fondamentalidi tutti a
partire dai soggetti più fragili. Negli ultimi anni la Città metropolitana ha visto un progressivo
ampliamento delle funzioni e delle responsabilità, legato alla programmazione strategica, alla
gestione di interventi complessi (PNRR, ricostruzione post-alluvione), al coordinamento delle
politicheterritoriali e alla crescente domanda di supporto da parte di Comuni e Unioni. Il tema del
personale viene ritenuto strategico e trasversale, in quanto incide direttamente sulla capacità della
Città metropolitana di rispondere ai bisogni emergenti e di garantire continuità, efficacia e qualità
dell’azione pubblica.
Le parti condividono la necessità di proseguire il potenziamento già in corso nella regia e nel
raccordo metropolitano della definizione dei fabbisogni di personale di tutti gli enti locali del
territorio metropolitano per la conseguente programmazionein termini di assunzionie di servizi.
TRASPORTO PUBBLICO METROPOLITANO
Il bilancio di previsione della Città metropolitana di Bologna prevede una particolare attenzione al
Trasporto Pubblico Metropolitano finanziando uno specifico fondo con l’obiettivo di incrementarlo
progressivamente già nel corso del 2026 attraverso risorse specificamente destinate, valutando
interventi sul TPM,fatti salvi gli approfondimentitecnici e i percorsi di decisione politica necessari.
Le parti concordano anche in relazione a quanto sopra definito, sull’opportunità di costituire un
tavolo permanente di confronto in area metropolitana sulle politiche riguardanti il trasporto
pubblico in cui affrontare i seguenti punti specifici:
La possibile estensione delle agevolazioni tariffarie previste nell’area urbana di Bologna al
trasporto pubblico extraurbano in area metropolitana;
Il tema dell’integrazione tariffaria (biglietto integrato su area metropolitana) e quindi
l’indifferenza del titolo tra i diversi mezzi di trasporto sull’intera area metropolitana (SFM,
Tram, bus urbani ed extraurbani) e l’integrazione ferro-gommaancheconle linee extraurbane è
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un obiettivo prioritario che prevede un’interlocuzione sostanziale con la Regione EmiliaRomagnae i gestori dei servizi.
Riorganizzazione delle linee extraurbane a seguito dell’entrata in esercizio del Tram per avere
un approccio sistemico, con il coinvolgimento delle OOSS del TPL.
Condividere l’obiettivo di potenziare il Trasporto Pubblico Metropolitano in linea con quanto
già previsto nella pianificazione di settore e con le esigenze espresse dai territori in merito al
servizio ai poli metropolitani (salute, scuola, ambiti produttivi sovralocali), ai centri abitati
menoserviti e alle fasce orarie e giornaliere non coperte.
Le parti ribadiscono la volontà di effettuare una gara unica nel 2028 per il TPL dell’intero bacino
metropolitano (Servizi urbani ed extraurbani) e sosta del Comune capoluogo.
Si condividealtresì l’obiettivo della valorizzazione e sviluppo del polo manutentivo treni TrenitaliaTper presso Deposito Locomotive Lazzaretto.
POLITICHE ABITATIVE
Il tema della casa è uno dei principali fattori di disuguaglianza e di fragilità sociale nell’area
metropolitana. Sul piano degli strumenti messi in atto a livello locale, frutto delle intese raggiunte,
assume assoluta centralità la funzione che dovrà sviluppare la Fondazione Abitare Bologna e il
Fondo per l’edilizia sociale, sia per raccogliere dal mercato della locazione privata appartamenti
attualmente sfitti, da locare a canone concordato, sia per costituire il vettore per il riutilizzo di
patrimonio pubblico attualmente inutilizzato, sempre a condizioni calmierate.
Nel percorso di messa a regime della Fondazione Abitare Bologna si condivide la necessità di
ricercare la più ampia adesione da parte dei Comuni. Vengono altresì assunti nel presente verbale i
contenuti e le modalità di relazione tra le parti definiti nell’accordo in corso di sottoscrizione tra
Città metropolitana, Comune di Bologna, Organizzazioni sindacali confederali e Associazione degli
inquilini.
Si condivide inoltre di attuare un confronto costante in apposito Tavolo sulle politiche abitative tra
la C.M., le 00.SS. confederali e le Associazioni degli inquilini, in raccordo con il Tavolo di
concertazione delle Politiche abitative, sui seguenti punti:
1. il monitoraggio del patrimonio pubblico inutilizzato destinabile alla locazione a canone
calmierato o alla realizzazione di studentati pubblici, sostenendo la definizione di piani
pluriennali di recupero;
2. la non dismissione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica in area metropolitana;
3. le politiche e gli investimenti da parte degli enti su ERP e ERS;
4. la continuità degli strumenti di sostegno alla locazione (bando affitti) e alla morosità
incolpevole.
APPALTI, LEGALITA’, LAVORO E SVILUPPO ECONOMICO
Le parti ritengono necessario lavorare insieme per dare attuazione al Patto per il Lavoro e peril
Clima regionale, anche successivamente al suo rinnovo, nell’ottica di tenere insieme politiche
industriali, economia sociale, formazione, innovazione e coesione sociale, anche attraverso il già
richiamato aggiornamento del Patto per il Lavoro e lo Sviluppo sostenibile metropolitano, a
conclusione del percorso relativo al PSM.
Le parti riconoscono il ruolo centrale negli appalti pubblici della legalità, della tutela dei diritti,
della sicurezza sul lavoro e della qualità dei servizi pubblici locali, considerando la legalità
strumento fondamentale per garantire diritti del lavoro, continuità occupazionale, qualità delle
prestazioni erogateai cittadini.
Per garantire il contrasto al lavoro povero, in particolare nei settori caratterizzati da maggiore
vulnerabilità contrattuale e garantire maggiore prevenzione in materia di salute e sicurezza per le
lavoratrici e i lavoratori impiegati negli appalti pubblici, fermo restando l’obiettivo di addivenire al
rinnovo del protocollo generale sugli appalti del 2019, si condivide di definire un’intesa specifica
tra la stazione appaltante e le 00.SS., in linea con i contenuti sottoscritti in materia di appalti dalle
OO.SS. con la Regione Emilia Romagna e quelli definiti nel Protocollo di intesa sulle opere della
Vanno inoltre sollecitati al rinnovo, laddove scaduti, i protocolli sugli appalti delle società
partecipate sulla base delle migliori pratiche già consolidate e non già regolati da accordidi livello
regionale o nazionale.
La C.M. si impegna a definire incontri specifici per discutere le questioni sollevate dalle OO.SS.
relativamente ai servizi gestiti in convenzione, in appalto o concessione degli Enti del territorio
metropolitano al fine di attuare azioni di coordinamento nello stesso ambito.
Si condivide la necessità di agire con un’azione concertata nel territorio tra istituzioni,
organizzazioni sindacali, soggetti preposti ai controlli, associazionismo antimafia, a partire dalle
sedi e dagli ambiti di confronto già individuati attraverso lo specifico Protocollo di legalità
sottoscritto nel 2023. Il tavolo di lavoro previsto sulla Legalità dovrà riunirsi con cadenza definita
anche con riguardo alla condivisione dei progetti riguardanti l’utilizzo dei beni confiscati alla
criminalità organizzata di stampo mafioso già destinati agli enti locali del territorio metropolitano e
per condividere le possibili manifestazioni di interesse da presentare alla piattaforma dell’ Agenzia
Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati.
In coerenza con il Protocollo sopra richiamato, le parti condividono l’impegno di giungere alla
definizione di un Protocollo generale peri settori del turismo e dei pubblici esercizi, continuandoil
confronto sul tavolo di lavoro metropolitano già in essere con l’obiettivo, fra gli altri, di contrastare
l’infiltrazione malavitosa, lo sfruttamento lavorativo e le forme di illegalità presenti, oltre ad
intervenire sulle diffuse condizioni di precarietà del lavoro e bassisalari delsettore.
Va rinnovato il Protocollo di collaborazione per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e il
sostegno all’immigrazione regolare nell’ambito del progetto Common Grounde della rete regionale
Oltre la Strada, implementandolo ulteriormente secondo quanto stabilito in quell’intesa: l’impegno
di tutti i soggetti a promuovere nel territorio bolognese sistemi di collaborazione con Ispettorato,
NIL, GdF, istituzioni preposte al controllo e vigilanza, Procura, per far emergere le situazioni di
sfruttamento lavorativo e sviluppare la rete di assistenza alle vittime, con il coinvolgimento della
Prefettura.
SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
La sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un diritto essenziale e non negoziabile, che deve
essere garantito attraverso un impegno concreto, strutturato e continuativo da parte di tutte le
istituzioni, delle imprese e delle parti sociali. L’aggravarsi degli incidenti e degli eventi lesivi
impone un intervento immediato, sistemico e coordinato, fondato sulla prevenzione e sulla tutela
effettiva della salute dei lavoratori e delle lavoratrici.
Le parti concordano sul diritto essenziale alla sicurezza nei luoghi di lavoro che deve essere
garantito attraverso un impegno concreto, strutturato e continuativo da parte di tutte le istituzioni,
imprese e parti sociali. La Città metropolitana si impegna a proseguire nel coordinamento del
“Tavolo metropolitano sulla sicurezza dei luoghi di lavoro”, in complementarietà con quanto
definito a livello regionale.
L’andamento degli infortuni, già di per sé drammatico, impone un cambiodi passo deciso.
In tale contesto, il Tavolo permanente sulla sicurezza assume un ruolo decisivo e determinante.
Esso deve essere il luogo nel quale monitorare costantemente l’andamento degli infortuni e delle
malattie professionali, individuare i settori e le dinamiche di rischio, elaborare proposte per la
prevenzione, concordare le urgenti misure da mettere in campo nei luoghi di lavoro e verificare
l’attuazione delle misure adottate.
Per rispondere all’emergenza in corso è necessario che il Tavolo operi con strumenti adeguati,
risorse dedicate e poteri di indirizzo reali, diventando il motore di unastrategia integrata e condivisa
per la sicurezza sul lavoro, capace di prevenire i rischi, ridurre gli infortuni e tutelare la salute di
ogni lavoratrice e lavoratore. A tal fine si promuoverà l’estensione del Tavolo a tutti gli altri
soggetti competenti in materia di sicurezza (Ispettorato del Lavoro, AUSL, INAIL,…).
FIERA
Le parti condividono di procedere al rinnovo del Protocollo con BolognaFiere in attuazione degli
SANITA’
Negli ultimi decenniil progressivo invecchiamento della popolazione, la diminuzione della natalità
e l’aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche hanno assunto un rilievo crescente come
temidi sanità pubblica.
La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana (CTSSM) è il luogo all’interno del
quale deve essere attuata la programmazione tra i vari soggetti istituzionali (Comuni ed Aziende
sanitarie) che eroganole prestazioni e i servizi, con particgdare attenzione alle sfide che ci troviamo
di fronte, dalla definizione delle Case di Comunità alla attuazione degli Ospedali di comunità, fino
al progressivo assorbimentodelle liste d’attesa.
In attesa del prossimo Piano Socio Sanitario Regionale e in considerazione del grave quadro
normativo e di finanziamento del sistema sanitario, occorre implementare la negoziazionein atto in
CTSSM e nei Distretti Sociali e Sanitari anche sul nuovo sistema di accreditamento.
Sulla base di quanto definito nel Protocollo di relazioni sindacali con la CTSSM edin quell’ambito,
le parti condividonodi:
le diverse aziende sanitarie in relazione ai servizi e alle prestazioni sanitarie da erogare;
confrontarsi sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, del decollo della sanità territoriale e
del potenziamento dell’integrazione socio-sanitaria:
confrontarsi sullo sviluppo dei servizi pubblici in grado di agire in contesti di comunità e di
socializzazione.
POLITICHE A FAVORE DELLA POPOLAZIONE ANZIANA
L’invecchiamento della popolazione, indicato anche conil termine di inverno demografico, sarà il
principale fenomenoche i sistemi di welfare dovranno affrontare in prospettiva, per preservare la
propria sostenibilità nel corso del tempo. Una particolare attenzione sarà dovuta all’aumento dei
disturbi di deterioramento cognitivo che incrementanola fragilità sanitaria, sociale ed economica
della popolazione anziana.
A tal fine le parti riconoscono la necessità di porre particolare attenzione alla presa in carico
integrata delle persone non autosufficienti, al rafforzamento dell’assistenza domiciliare, allo
sviluppo di strutture intermedie, al sostegno ai caregiver familiari, all’integrazione tra politiche
sanitarie e sociali. Nell’ambito dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari le tecnologie possono
costituire una risposta innovativa a una parte significativa dei nuovi bisogni emergenti, le nuove
tecnologie e l’intelligenza artificiale possono infatti fornire risposte alle necessità di “care” di una
popolazione sempre più anziana e con necessità assistenziali, in particolare al domicilio, a supporto
dei caregiver e non solo. Al contempo è fondamentale sottolineare come la progressiva
digitalizzazione dei servizi pubblici, pur rappresentando un’opportunità di semplificazione ed
efficienza, rischia di trasformarsi in un fattore di esclusione per una parte significativa della
popolazione, pertanto le parti condividonola necessità di promuovereazionia livello territoriale di
facilitazione e accompagnamentoal superamento del digital divide.
Queste riflessioni rafforzano l’impegno delle parti nel proseguire e attivare confronti specifici per
individuare proposte sulla condizione della popolazione anziana nell’ambito dei lavori del PSM e
del prossimo Atto di indirizzo e coordinamento triennale della CTSSM (ad esempio DIGITAL
DIVIDE, TRASPORTI E MOBILITA’, ABITAREecc.).
“2 fe
SISTEMA EDUCATIVO, ISTRUZIONE E RICERCA
Rispetto agli obiettivi strategici indicati nel Patto Metropolitano per il lavoro e lo sviluppo
sostenibile e nel Patto regionale per il Lavoro e per il Clima, riferiti a educazione, istruzione,
formazione e ricerca, in particolare considerando le competenze specifiche degli Enti Locali in
queste materie e le risorse che a questo scopo verranno complessivamente destinate, le parti
condividono di prevedere incontri specifici incentrati sulle questioni che attengono al diritto allo
studio, agli investimenti nell’edilizia scolastica, alla riqualificazione dell’offerta, alla formazione
del personale, valorizzando la continuità educativa, la parità di accesso, e affermando la centralità
del sistema pubblico.
PARI OPPORTUNITA”, DIRITTI E CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE
Le parti condividono la priorità di sviluppo di politiche innovative che migliorino la qualità
dell’occupazione femminile, garantendo pari opportunità di carriera, rafforzando la formazioneedil
sostegno all’imprenditoria femminile, favorendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
attraverso il potenziamento del sistema di welfare. Altresì riconoscono la prevenzione quale fulcro
delle politiche contro la violenza di genere e la necessità di: adottare misure territoriali per
contrastare la discriminazione contro le persone LGBTIQ+, continuare a promuovere iniziative
pubbliche sui diritti, combattere odio e disinformazione, tutelare la salute fisica e mentale e
sostenere la partecipazione della società civile, anche in attuazione e coerenza con quanto definito
nell’ambito del Piano uguaglianza della Città Metropolitana.
RIORDINO ISTITUZIONALE
Si concorda sulla necessità di ripensare alla geografia istituzionale attraverso una nuova legislazione
sul riordino territoriale mettendo al centro la naturae il livello dei servizi che il sistema pubblico ha
il dovere di garantire. In tale contesto, il ruolo della Città metropolitana di Bologna va rafforzato in
un’ottica di rinnovata e ancor più strutturata collaborazione tra istituzioni, sviluppando tutte le
potenzialità dell’Ente, previste dalle attuali fonti normative nazionali, regionali, anche frutto di
specifiche Intese, e nel suo Statuto.
Il PSM sarà un’ulteriore possibilità per definire le scelte in merito al riordino istituzionale ed ai
rapporti fra i diversi Enti.
Le parti concordano sull’opportunità che vada potenziata la collaborazione fra Città metropolitana,
Unioni di Comuni dell’area e Comuni non associati per l’esercizio di funzioni, servizi e attività con
attuazione delle previsioni contenute nel Piano di Riordino Territoriale della Regione Emilia
Romagna (PRT 2024/2026).
POLITICHE PER L’ACCOGLIENZA
E’ impegno condiviso dalle parti salvaguardare l’esperienza in atto nella Città Metropolitana di
Bologna, che ha visto nel tempola strutturazione di un sistema di accoglienza diffusa (SAI e CAS).
Si conviene altresì in ordine alla necessità di rafforzare e ulteriormente implementare i sistemi di
inserimento sociale e lavorativo dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) al termine del
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periodo di permanenzanei centri di accoglienza, predisponendo programmidi formazione e avvio
al lavoro, con l’obiettivo di favorire un inserimento effettivo nella comunità.
Le OO.SS. con il Comune di Bologna, la Città Metropolitana di Bologna e ASP Città di Bologna
hanno condiviso la necessità di aggiornare il “Protocollo per promuovere la semplificazione delle
procedure amministrative ed il coordinamento delle politiche per l’accoglienza e l’inclusione dei
cittadini di paesi terzi” al fine di apportare soluzioni che possano migliorare la condizione delle/i
migranti in riferimentoairitardi burocratici nelrilascio e rinnovo dei Pds. Il percorso condiviso nel
citato Protocollo, ha l’obiettivo di individuare specifiche criticità delle procedure amministrative di
regolarizzazione delle/dei migranti, programmando specifici incontri con gli Uffici, Enti e
Istituzioni preposte (Ufficio Anagrafe Comunale, Az. Usl e Questura al fine di garantire percorsi
accelerati per la trasmissione della documentazione necessaria all’ottenimento dei Permessi di
soggiorno) e per garantire l’esercizio deidiritti (iscrizione al SSN, al lavoro, ecc) che oggi trovano
ostacoli alla loro realizzazione a causadeiritardi amministrativi.
ISTITUTI PENITENZIARI
Si condivide la necessità di avviare un confronto tra il Comune di Bologna, la Città Metropolitana e
le Organizzazioni sindacali confederali, con l’obiettivo di condividere unastrategia, sulla base delle
linee di lavoro programmatee via via stabilite dal Comitato Locale per L’Area Penale (*CLEPA”),
rivolta al Governo e agli altri livelli istituzionali competenti, a partire dal DAP, per affrontare e
risolvere la condizione di estremacriticità che caratterizza gli Istituti penitenziari bolognesi.
Il confronto da svolgersi su mandato e nell’ambito di quanto condiviso all’interno del CLEPA,
potrà anche riguardare le azioni che possono essere attivate in ambito locale per assicurarei diritti
Costituzionali: garantire servizi pubblici di supporto attraverso gli strumenti del welfare; favorire la
cittadinanza attiva ed il lavoro di comunità, anche attraverso il volontariato; promuovere tutte le
azioni possibili per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti.
Quanto sopra, con particolare attenzione alla condizione dei minori.
Le parti si impegnano ad attivare i suddetti confronti a partire da gennaio 2026, con
l’obiettivo di attuare gli impegnidi confronto sui capitoli sopra richiamati, progressivamente
in relazione alle priorità delle parti e alle decisioni da assumere.
CITTA’ METROPOLITANA DI BOLOGNA
LE 00.SS.
Capo di Gabingtto Stefano Mazzetti
Delegata al Bilancio Giulia Sarti
boloSA
st ano Moni CGIL Imola
Alberto Schincaglia e Lorenzo Bignami CISL
problefh
Manuel Wiehe UIL E-R
Antonella Raspadori SPI CGIL Bologna
Angelo Gentilini SPI CGIL Imola
Alberto Schincaglia FNP CISL AMB
March Pasqui i FEXGIL BOLOGNA
ugual CAVIA
ta Serra FP CGIL ys OLA
{Gowkiure
Bologna, 22 dicembre 2025
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