
La Gran Loggia di Rimini del 2025 passerà alla storia. Per la prima volta, l’evento si è svolto in assenza delle delegazioni estere, escluse vuoi per mancato invito, vuoi per la prassi che le vede partecipare esclusivamente all’insediamento del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI). Un’assenza che simboleggia il clima teso e incerto che aleggia sull’Obbedienza.
È giusto, opportuno e doveroso impugnare i risultati delle votazioni della Gran Loggia. Chi ha votato SÌ si è assunto la responsabilità di aver approvato decisioni il cui esito è ancora al vaglio del Tribunale di Roma. L’indizione di nuove elezioni, se mai ci saranno, non annullerà i ricorsi già depositati. Si attendono le sentenze del Tribunale, così come le risultanze delle indagini penali avviate.
La presentazione di un esposto in Prefettura e l’impugnazione delle votazioni rappresentano solo il primo passo di un percorso volto alla ri-moralizzazione del Grande Oriente d’Italia. Sono stati aditi il giudice ordinario e la Procura della Repubblica per denunciare le irregolarità e gli illeciti attribuiti al vertice dell’Obbedienza.
Ma la riflessione si spinge oltre, toccando un tema delicato: il rapporto tra la Massoneria e l’ordinamento giuridico italiano. La legge ordinaria è fondamento della nostra democrazia, promulgata dal Presidente della Repubblica secondo i dettami della Costituzione. In tale contesto, ci si chiede: può un’Istituzione come il GOI stabilire norme interne in contrasto con la legge dello Stato?
L’interrogativo si fa più acuto quando si evoca il concetto giuridico di “eversione dell’ordine democratico”, ovvero il tentativo di sovvertire le fondamenta costituzionali tramite un disordine sistemico. Può un sistema autoreferenziale come quello massonico anteporre le proprie regole a quelle dello Stato?
In una democrazia, la libertà di associazione è tutelata dalla Costituzione, ma tutte le associazioni sono tenute al rispetto della legge. Se il GOI sta tentando di creare un ordinamento parallelo, si tratta di una deriva pericolosa, incompatibile con lo Stato di diritto.
A rendere il quadro ancora più problematico è la vicenda delle elezioni del Gran Maestro del GOI del 2024. Le imminenti sentenze del Tribunale di Roma potrebbero rappresentare un punto di svolta decisivo. Sarà la Magistratura a stabilire se il sistema elettorale interno sia compatibile con le norme italiane o se siano necessarie riforme per garantirne la legalità.
Le domande sono molte:
• Perché le irregolarità elettorali non hanno avuto seguito in provvedimenti concreti?
• Perché nessuno è stato ritenuto responsabile?
• Può bastare un annullamento per chiudere il caso?
La decisione della Commissione Elettorale Nazionale (CEN) di annullare le schede con il tagliando antifrode ha sollevato dubbi sulla regolarità del voto e sulla trasparenza dell’intero processo. A ciò si aggiungono le dichiarazioni del Gran Maestro Stefano Bisi, che con il Decreto N. 506/SB ha annullato le elezioni precedenti per “vizi e irregolarità”, senza però assumere iniziative per chiarire i fatti.
L’articolo 90, comma 2, del d.p.R. 16 maggio 1960, n. 570, e l’articolo 96, che disciplina il reato di alterazione del risultato elettorale, delineano un quadro giuridico preciso: l’interferenza illecita nel voto mina la volontà dell’elettorato e la legittimità degli eletti.
A questo punto, sarebbe opportuno il coinvolgimento delle Commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato. Il Gran Maestro, i membri della CEN e i candidati dovrebbero essere convocati in audizione per far luce sulla situazione. Anche la relazione morale del Grande Oratore e il Decreto N. 506/SB vanno acquisiti come elementi di valutazione.
L’obiettivo è uno solo: garantire trasparenza e legalità, evitando che un sistema autoreferenziale si ponga al di sopra delle leggi dello Stato. In una democrazia, nessuna istituzione, per quanto antica, può sottrarsi alla giustizia e alla coerenza costituzionale.
La Massoneria, se vuole sopravvivere e prosperare, deve rientrare pienamente nel quadro giuridico democratico. Le prossime settimane diranno se il GOI saprà o vorrà farlo. Per ora, resta una sola certezza: la riflessione è solo all’inizio.