(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2025 - (AGENPARL) – mar 18 febbraio 2025 FEMMINICIDI, ASCARI (M5S): PROCESSO GUALANDI SOLLEVA INTERROGATIVI ISTITUZIONALI, VITTIME SIANO TUTELATE ANCHE IN AULE TRIBUNALI
Roma, 18 feb. – “Lascia perplessi la decisione della Corte d’Assise di Bologna che, nell’ambito del processo a Giampiero Gualandi per l’omicidio di Sofia Stefani, ha respinto la richiesta dei centri antiviolenza di costituirsi parte civile, motivando tale esclusione con il fatto che il reato contestato non rientrerebbe nella definizione di femminicidio. La scelta è discutibile e più che di un tecnicismo giuridico, sembra trattarsi di una decisione dal chiaro valore politico, che solleva non pochi interrogativi istituzionali. Per questo ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia per chiedere se il Governo sia a conoscenza della decisione della Corte d’Assise di Bologna e quali siano le sue valutazioni in merito”. Lo dichiara in una nota la deputata M5S Stefania Ascari. “Il termine ‘femminicidio’ – continua Ascari – è ormai riconosciuto nella normativa italiana, in particolare con la Legge n. 69/2019 (cd. “Codice Rosso”), e nella giurisprudenza come una categoria criminologica che identifica l’uccisione di una donna in quanto tale, spesso in contesti di violenza domestica o relazionale. L’esclusione dei centri antiviolenza come parte civile potrebbe avere conseguenze rilevanti, limitando la possibilità per le associazioni di dare voce alle vittime e di contribuire attivamente al contrasto della violenza di genere nei procedimenti giudiziari. Sarebbe il caso di attivare un monitoraggio delle decisioni giudiziarie in materia di violenza di genere per verificare la corretta applicazione della normativa vigente e l’effettiva tutela delle vittime. Andrebbe anche rafforzata la formazione dei magistrati e degli operatori del diritto in materia di violenza di genere. L’auspicio è che questa vicenda apra un dibattito istituzionale e porti a interventi concreti per garantire una giustizia più sensibile e attenta alla tutela delle vittime di violenza di genere. Su questo – conclude – il Ministro deve dare una risposta, perché le decisioni giudiziarie non possono non essere coerenti con l’evoluzione normativa e sociale sul tema”.
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Ufficio Stampa Parlamento
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