(AGENPARL) - Roma, 17 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – ven 17 gennaio 2025 Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari
Direzione Distrettuale Antimafia
Molfetta (BA). Omicidio di Antonia Lopez.
Eseguita un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere nei confronti di 2 persone accusate di detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo, condotte aggravate dall’art. 416 bis.1 c.p.
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I Carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno eseguito una misura cautelare custodiale, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di nr. 2 persone indagate per detenzione e porto di armi da fuoco, aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa. Il provvedimento restrittivo
Come già noto, nel corso di quella serata, un folto gruppo di giovani baresi (tra i quali vi era PALERMITI Eugenio) accedeva senza pagare e con prepotenza all’interno della detta discoteca, sfondando la linea di sicurezza gestita da alcuni buttafuori. Il predetto gruppo, una volta entrato, incrociava la comitiva di LAVOPA Michele, costituita sempre da giovani baresi, con la quale vi erano pregressi dissapori. Secondo la ricostruzione dei fatti accolta dal Gip (e comunque soggetta alle successive verifiche nel contraddittorio delle parti), la situazione degenerava rapidamente e il PALERMITI portava la mano alla cintura, o alla tasca, inducendo il LAVOPA ad estrarre la pistola che deteneva ed aprire il fuoco in mezzo alla folla di giovani presenti. Come si ricorderà, tra i bersagli dei suoi colpi c’erano LOPEZ Antonia, che si trovava in compagnia di PALERMITI e che decedeva poco dopo, quest’ultimo e tre suoi amici, CRUDELE Francesco, RANA Davide e CEGLIE Gianmarco, rimasti gravemente feriti e ricoverati presso Policlinico di Bari.
Le prime indagini consentirono di ottenere un grave quadro indiziario a carico del LAVOPA, ma il seguito delle investigazioni permetteva di acquisire gravi indizi anche a carico di PALERMITI Eugenio e, in particolare, in ordine al fatto che, quella notte, anche lui fosse armato, all’interno del locale “BAHIA BEACH”. Dopo la sparatoria, l’arma veniva occultata e non più rinvenuta.
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