
L’Interpol ha annunciato martedì l’arresto di almeno 200 persone in quattro Paesi dell’Africa occidentale, nell’ambito di una serie di operazioni contro l’attività mineraria illegale. Le operazioni, denominate con il nome in codice Sanu, si sono svolte in Burkina Faso, Gambia, Guinea e Senegal tra giugno e ottobre dell’anno scorso, evidenziando l’intensificazione degli sforzi delle forze dell’ordine per contrastare una delle più gravi minacce economiche e ambientali della regione.
Gli investigatori hanno sequestrato una vasta gamma di sostanze chimiche e attrezzature utilizzate nell’estrazione mineraria illegale, tra cui 150 chilogrammi di cianuro, 325 chilogrammi di carbone attivo, 14 bombole di mercurio dal valore di oltre 100.000 dollari, 20 litri di acido nitrico e due contenitori da 57 litri di acido solforico. Tra i sequestri figurano anche 10 chilogrammi di cocaina e circa 7.000 ordigni esplosivi, il che suggerisce che l’attività mineraria illegale è strettamente legata a reti criminali transnazionali che operano in tutta la regione.
L’operazione ha messo in luce l’enorme danno ambientale causato dall’estrazione mineraria non regolamentata, con gravi conseguenze come la deforestazione, le frane, la siccità e le inondazioni. Questi impatti ambientali non solo danneggiano l’ecosistema ma minano anche la stabilità economica e sociale delle comunità locali, rendendo più vulnerabili le regioni già fragili e aumentando i rischi per la salute pubblica.
Valdecy Urquiza, Segretario generale dell’Interpol, ha commentato: “Le reti criminali transnazionali sfruttano le risorse minerarie in tutto il mondo, danneggiando l’ambiente, indebolendo le economie nazionali, minacciando la sicurezza e la salute pubblica. Il successo di quest’operazione dimostra l’efficacia delle forze dell’ordine quando collaborano e uniscono gli sforzi per affrontare queste gravi minacce”.
Un aspetto distintivo di queste operazioni è che, sebbene l’obiettivo principale fosse il contrasto all’estrazione illegale di oro, in Gambia sono state effettuate anche operazioni contro l’estrazione illegale di sabbia. Per la prima volta, le forze dell’ordine hanno arrestato sette persone in relazione a questa attività e sequestrato equipaggiamenti minerari, segnando un passo importante nella lotta contro la depredazione delle risorse naturali.
Il risultato complessivo dell’operazione Sanu dimostra come l’estrazione mineraria illegale, pur essendo una fonte di guadagno per alcune reti criminali, rappresenti una minaccia crescente per la sicurezza economica, ambientale e sociale dei Paesi dell’Africa occidentale. Le operazioni hanno messo in evidenza la necessità di un’azione internazionale coordinata per fermare il traffico di risorse naturali e garantire che i benefici derivanti dalle risorse minerarie vengano utilizzati in modo responsabile e a vantaggio delle popolazioni locali.
Il successo di Sanu rafforza l’importanza della collaborazione tra le forze dell’ordine dei vari Paesi e sottolinea la determinazione dell’Interpol a combattere attività criminali che devastano le risorse naturali e compromettano la sicurezza pubblica in tutta la regione.