(AGENPARL) - Roma, 27 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – ven 27 dicembre 2024 *MANOVRA, DI GIROLAMO (M5S): SU INFRASTRUTTURE E TRASPORTI MISURE RIDICOLE*
Roma, 27 dic. – “La legge di Bilancio ci restituisce una fotografia
sbiadita dall’arroganza del governo di quelle che sono le reali necessità
di questo Paese, e certifica la distanza siderale che c’è ovviamente tra
Meloni e i suoi e quello che c’è fuori. Basterebbe infatti guardare le
impietose statistiche sull’aumento della povertà assoluta, oppure le
condizioni dei nostri ospedali. Il Paese arranca, le fabbriche chiudono, le
imprese rischiano di fallire, una fetta consistente della popolazione
decide di non curarsi. E in tutta risposta, si aumentano gli stipendi dei
ministri, a fronte di pensioni minime che aumenteranno di 1,80 euro al
mese. Si taglia il fondo automotive per 4,5 miliardi nell’ottica della
guerra assurda alla decarbonizzazione, salvo poi tornare indietro e
recuperare 400 milioni, insufficienti a coprire il peso del taglio che è
stato posto all’origine e che andrà soprattutto a colpire i produttori
della galassia della componentistica, come la Marelli di Sulmona, come la
Sodecia di Raiano. L’edilizia viene riportata ai livelli del 2019, mentre
sulle infrastrutture sono ben 12 miliardi rimodulati per delle marchette
localistiche, che non rispondono di certo alle esigenze dei territori: 5
miliardi tagliati al Fondo per lo sviluppo e la coesione; 1,5 miliardi
tagliati a Province, Città metropolitane e Regioni per manutenzione
ordinaria e straordinaria delle strade; 6 miliardi in meno al fondo
pluriennale per gli investimenti pubblici; altri milioni tolti al fondo per
la mobilità sostenibile e alle ciclovie turistiche. C’è poi il fantastico
Ponte sullo Stretto, per il quale si bruciano altri due miliardi. Ci sono
poi le briciole lasciate al Fondo nazionale per il trasporto pubblico
locale: 120 milioni di euro, decisamente insufficienti a soddisfare le
necessità crescenti di questo di questo settore, con un impatto negativo
non solo sulla qualità della vita urbana, ma anche sulla possibilità di
riduzione del traffico e dell’inquinamento atmosferico. Ma questa è una
scelta che fa semplicemente il paio con la mancanza di misure per la tutela
dei diritti dei lavoratori e mi riferisco agli autisti del trasporto
pubblico: non solo non vengono previste risorse per l’adeguamento dei loro
salari e per migliorare le loro condizioni di lavoro, andando ad aumentare
il divario già esistente tra il trasporto pubblico e il trasporto privato.
In poche parole, gli interventi di competenza del Ministero dei trasporti
sono pressoché ridicoli, se consideriamo che non c’è traccia di questioni
cruciali, tra cui mobilità sostenibile, portualità, intermodalità, settore
aereo. Ebbene, in ragione degli insuccessi ottenuti in questa manovra, che
si sommano al sistema ferroviario al collasso ormai da mesi, sentiamo negli
ultimi giorni rincorrersi delle voci sulla volontà del ministro Salvini di
cambiare Ministero, ovvero di lasciare il Ministero dei trasporti e tornare
a quello dell’interno. Certo, una volta rotto il giocattolo che aveva in
mano, ora decide di buttarlo per tornare a quello vecchio”. Così
intervenendo in aula la capogruppo M5s in comm. Trasporti e Lavori Pubblici
al Senato Gabriella Di Girolamo.
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