
(AGENPARL) – ven 22 novembre 2024 Buon pomeriggio,
si invia comunicato relativo all’assemblea nazionale Anci a cui ha
partecipato il presidente della Provincia di Belluno, in qualità di sindaco
di Longarone.
In allegato alcune foto con gli amministratori veneti.
Grazie della collaborazione
Damiano Tormen
addetto stampa Provincia di Belluno
*Assemblea nazionale Anci, affrontati i temi dello spopolamento, dei
servizi nelle aree interne e delle fusioni tra Comuni*
*Padrin: «Chiara e inequivocabile la voce della montagna. Ottime le
aperture sul ritorno all’elettività delle Province»*
«L’ossatura del Paese sono le aree interne e quelle montane. La richiesta
di servizi per renderle abitabili oggi e abitate in futuro è arrivata forte
e chiara dai sindaci. E ci conforta nella richiesta che la Provincia avanza
da tempo di garantire servizi anche nelle zone “a fallimento di mercato”».
È il commento del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin,
che in qualità di sindaco di Longarone ha partecipato alla due giorni di
Anci a Torino.
Il presidente ha condiviso non solo il ragionamento portato avanti dai
colleghi sindaci sulle aree interne e montane, ma anche quello relativo
alla ridefinizione del Tuel (Testo unico enti locali). «Gli amministratori
locali lo sanno bene ed è fondamentale che si capisca a tutti i livelli: la
sopravvivenza delle aree montane – che sono in tutta la Penisola, da nord a
sud – passa da due pilastri. Da una parte la capillarità dei servizi ai
cittadini, dall’altra la capacità di incidere dei Comuni con politiche
territoriali per famiglie e imprese che garantiscano sviluppo e soluzioni
rapide dei problemi. Questo significa capacità finanziaria e
semplificazione, ma anche dotazione organica dei Comuni, verso i quali è
crescente la disaffezione come dimostrano i concorsi che vanno spesso
deserti. Un tema critico su cui Anci ha fatto un’analisi dettagliata, anche
con l’intervento del ministro Zangrillo, che ha parlato di strumenti di
flessibilità per attrarre personale».
Il presidente Padrin sottolinea in particolare l’importanza del tema
fusioni tra Comuni, affrontato da Anci non solo in riferimento alle piccole
realtà, ma anche ai grandi centri metropolitani. «Un tema che rischia di
essere divisivo nel Bellunese, ma su cui va fatto un ragionamento serio,
soprattutto nell’ottica di garantire servizi efficaci e di avere risorse
aggiuntive. Non si tratta di azzerare le periferie o i campanilismi, ma di
avere strumenti efficienti per i cittadini, verso i quali – come ha detto
il presidente Mattarella parlando di disaffezione al voto – è doveroso
rinsaldare i rapporti anche per tutelare e rafforzare la partecipazione
democratica».
Infine, durante l’assemblea è arrivata l’apertura da parte del ministro
Salvini al ripristino dell’elettività delle Province. «Il ministro ha detto
che l’obiettivo è il 2026. Ci contiamo, ma che sia un recupero di funzioni,
di risorse e di spazio d’azione delle Province. Un ripristino
dell’elettività senza questi punti rischia di non essere funzionale a
ridare quella operatività alla Provincia che negli anni non è venuta meno,
ma ha costretto i nostri uffici a sforzi mastodontici per far fronte a
quanto la Delrio ha smantellato».