(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2024 - (AGENPARL) – mer 25 settembre 2024 Comunicato stampa del 25 settembre 2024
Follonica e le vocali mancanti
Non è difficile: in italiano non esiste la forma neutra, un nome è maschile o femminile e non si scappa. Dottore o dottoressa, scrittore o scrittrice, bambino o bambina. Una regola semplice, codificata dall’Accademia della Crusca e in ogni vocabolario e manuale di grammatica. Basta consultare gli scritti di Cecilia Robustelli, Giuseppe Patota o Vera Gheno. E invece no, la Destra – questa brutta destra che nega diritti ed è dura coi deboli e prona coi forti – in barba ai linguisti ha cancellato dal suo alfabeto la A e la E quando si tratta di questioni di genere. Ne sa qualcosa Francesca Stella, consiglieRA di opposizione e vicepresidenTESSA del Consiglio Comunale di Follonica, apostrofata ieri diverse volte come ConsiglieRE –-“per me è consiglieRE, RE” urlato più volte con la giugulare palpitante per lo sforzo vocale – da Alberto Aloisi, presidente del Consiglio Comunale.
Poco importa la questione in discussione – una proposta da mettere o non mettere in votazione – importa invece, e tanto, la pretesa di cancellare la differenza di genere dal linguaggio istituzionale. Ha cominciato la – per noi è LA – presidente del Consiglio Giorgia Meloni che orgogliosamente rivendica il suo essere IL premier. Gli altri la seguono a ruota liberando evidentemente istinti repressi per anni nel finto adeguarsi al politicamente corretto: gli uomini, a conferma di una gigantesca questione culturale e di un irrisolto retaggio patriarcale; ma anche le donne il che è ancor più grave. Ma non sorprendete perché se sono soprattutto le donne di destra a minacciare la libertà della donna di decidere del proprio corpo, è conseguente (normale no, normale proprio non si può dire) che si vivano al maschile. Cancellando quelle due vocali si vorrebbero cancellare anni di emancipazione e liberazione, come se si potesse tornare indietro di decenni per negare diritti
acquisiti e conquiste culturali.
Noi no, noi del Partito Democratico rivendichiamo l’uso del corretto linguaggio di genere a seconda che ci si trovi di fronte ad un uomo o a una donna. Quindi: consigliera, sindaca, ministra, senatrice. E via dicendo. Non è difficile. A Francesca Stella va la nostra solidarietà, ad Alberto Aloisi – per altro eletto nelle liste di Forza Italia e Italia Viva che così si accoda alla peggior destra – la nostra condanna e, per il prossimo Natale, un manuale di grammatica. Un ripasso non fa male. E rassicuriamo tutti: ad ogni intervento correggeremo sempre chiunque usi il maschile per una donna, rileggeremo ogni atto e verbale perché sia corretto anche il linguaggio scritto. Non permetteremo che si torni indietro.
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