(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2024 - (AGENPARL) – gio 06 giugno 2024 PIATTAFORMA CONDIVISA IN DIFESA DEL SSN
Oggi le delegate ed i delegati di 7 organizzazioni Sindacali del Comparto e della Dirigenza del SSN sono riuniti a Roma in una iniziativa comune in rappresentanza di medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi, chimici, infermieri, tecnici, amministrativi, operatori e dipendenti delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale, per avviare un movimento che si identifica nella rabbia di centinaia di migliaia di lavoratori della sanità e ne vuole raccogliere le energie, per costruire un percorso di mobilitazione che sensibilizzi e coinvolga tutta la cittadinanza nella difesa del diritto alla salute sancito dall’Art 32 della Costituzione.
Da una parte non possiamo accettare che un patrimonio pubblico di solidarietà e eccellenza professionale sia svenduto sul mercato privato per incapacità, o per monetizzare le possibilità di cura a vantaggio delle assicurazioni o di altri commercianti di salute.
Dall’altra è una vergogna di questo paese quella di avere 6 milioni di poveri, anche di lavoratori poveri, alle cui famiglie deve essere garantita almeno un’assistenza sanitaria del livello consono a un paese del G7, e che invece sono lasciate senza cure, nelle diseguaglianze di una autonomia differenziata che accentuerà le insopportabili differenze che già esistono fra le diverse realtà nel paese.
I dipendenti del SSN non possono assistere passivamente a questa accelerazione verso il disastro del SSN, mentre dovrebbero anche sopportare di continuare ad essere usati come un bancomat silenzioso, e intanto, con il decreto sulle liste di attesa, dal tempismo elettorale per lo meno discutibile, si fanno operazioni di maquillage organizzativo che, senza risorse, aumenteranno i carichi di lavoro dei professionisti e favoriranno l’esternalizzazione delle prestazioni.
È arrivato il momento di rivendicare senza indugi l’esigibilità dei diritti fondamentali dettati dalla Costituzione.
Noi operatori assumiamo la responsabilità collettiva di aprire la vertenza in difesa del SSN ai cittadini per mettere in discussione ruoli e funzioni, posizioni di rendita e inefficienze di sistema, fuori da fallimentari logiche di appartenenza corporativa. Per questo abbiamo condiviso una piattaforma comune che identifica criticità, strategie e programmi.
Un recente SONDAGGIO IPSOS di Gennaio 2024 ha messo in evidenza che:
il 69 % degli italiani afferma che la sanità sia l’area su cui il governo dovrebbe investire più urgentemente (in particolare sui Servizi di Emergenza, assistenza Ospedaliera, Territorio, Prevenzione);
per il 70% circa l’art 32 della Costituzione non viene rispettato in tutto o in parte.
Le principali criticità che gli italiani riscontrano nell’ambito del Servizio sanitario sono:
tempi di attesa lunghi per fare gli esami diagnostici necessari e per avere una prima visita;
carenza di personale del ruolo sanitario.
Il 50% circa della popolazione concorda sul fatto che i pazienti debbano essere attivamente coinvolti nei processi decisionali di cura, e solo il 18% sostiene fermamente che venga data la giusta attenzione ai bisogni specifici del paziente nel percorso diagnostico-assistenziale.
A tal proposito si sottolinea quanto il ruolo delle associazioni dei pazienti sia importante per promuovere insieme agli operatori sanitari processi di cura condivisi ed integrati utili a fornire informazioni chiare sulle condizioni cliniche e sulle opzioni di trattamento, per valorizzare il rapporto paritario come unico veicolo di riforma condivisa del SSN per rappresentare gli interessi delle persone, operatori ed utenti, nelle politiche di sanità pubblica
I processi di sensibilizzazione e di coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti del SSN, dopo anni di politiche di desensibilizzazione della cittadinanza sui temi riguardanti la propria salute, sono obbiettivo complicato, ma ineludibile per lo sviluppo di una coscienza critica diffusa, non solo finalizzata alla costruzione di una mobilitazione partecipata, ma soprattutto per il rilancio di modelli organizzativi incentrati sul coinvolgimento attivo delle persone nella promozione della loro stessa salute.
La legge 833 del 1978 fondava le sue radici su modelli partecipativi incentrati sui distretti che avrebbero dovuto essere luoghi di incontro e di incrocio sui territori tra la cittadinanza, la politica ed i servizi sanitari per la rilevazione dei bisogni di salute di quello specifico territorio e per la programmazione di interventi integrati sui determinanti della salute pubblica: istruzione, cultura, ambiente, infrastrutture, lavoro, relazioni sociali e familiari, alimentazione, igiene, educazione fisica, psichica e sociosanitaria.
Necessaria a tal proposito, la promozione di attività di informazione/formazione rivolta ai cittadini di ogni fascia di età circa le evidenze scientifiche più aggiornate per far crescere una maggiore consapevolezza sull’uso appropriato di farmaci, di prestazioni diagnostiche e visite mediche, al fine di evitare il ricorso ad un inutile consumismo sanitario, e contribuire di conseguenza alla sostenibilità del SSN pubblico. La sostenibilità è da perseguire anche attraverso la diffusione di Pratiche socio sanitarie integrate da implementare in contesti comunitari per ridurre la diffusione di malattie infettive. (Guida ECDC 20 marzo 2024)
Tale attività di sensibilizzazione recupererebbe quella tanto auspicata alleanza tra le persone e gli operatori sanitari; una alleanza che negli anni è stata inasprita da politiche denigratorie volte ad identificare nei professionisti i capri espiatori dell’inefficienza dei servizi definanziati, destrutturati disorganizzati e malgovernati. In quest’ottica è fondamentale che i cittadini siano consapevoli delle ricadute che la carenza di organico hanno:
sulle liste d’attesa e sulla perdita della qualità prestazionale dell’erogatore pubblico;
sul peggioramento delle condizioni di lavoro organizzative ed economiche, che inducono gli operatori sanitari a preferire rapporti di lavoro libero professionali e favorisce quindi l’esodo dai servizi pubblici, da ultimo verso gli altri paesi Europei ed extra Europei.
Oggi è più che mai necessaria una riforma strutturale del SSN
Il modello di organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale deve rispecchiare un modello di società incardinata sulla relazione, sul mutuo soccorso e sulla reciprocità, i cui principi ispiratori, secondo la 833 del 1978 dovevano essere, solidarietà, equità ed universalità.
Oggi questi principi sono profondamente disattesi dal progressivo insinuarsi di una cultura individualista alimentata da politiche economiche concorrenziali e competitive tra le persone che hanno generato una società frammentate in cui è venuta meno la coesione sociale.
Il Servizio Sanitario Nazionale nella sua dimensione intrinsecamente democratica della cura e intrinsecamente sociale del prendersi cura, può rappresentare il volano su cui costruire una società equa e solidale, a patto che recuperi il suo ruolo strutturante del benessere delle persone.
Per fare questo è necessario superare questa terribile e lunga fase storica nella quale, il SSN è al servizio dell’economicismo, dell’individualismo e del profitto, in cui il cittadino è fruitore autonomo di prestazioni sanitarie che allungano le liste d’attesa, rendono inefficienti ed insostenibili i servizi pubblici, spianando cosi la strada al profitto del privato e della sanità integrative a danno della salute dei cittadini che è un bene universale non subalterno ad alcun interesse di parte.
Il modello organizzativo deve essere:
Universale ed equamente diffuso sul territorio nazionale
L’autonomia differenziata espone l’intero Paese ai rischi di una frammentazione insostenibile delle politiche pubbliche chiamate a definire una strategia nazionale per la crescita, l’inclusione sociale e il rafforzamento del sistema delle imprese.
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