
(AGENPARL) – mar 14 maggio 2024 “Partendo da uno scenario generale sull’andamento climatico nel lungo
periodo e da alcuni dati davvero molto preoccupanti (l’Italia perde ogni
anno l’89% dell’acqua piovana e la dispersione idrica raggiunge il 40% a
livello nazionale, con punte che superano l’80% in alcune reti, soprattutto
quelle degli acquedotti rurali e di alcune reti consortili), il Governo
Meloni ed il Parlamento un anno fa decidevano che era arrivato il tempo di
agire, superando la logica delle emergenze ed avviando una seria
programmazione in materia, approvando una legge che prevede disposizioni
urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e
l’adeguamento delle infrastrutture idriche”. Lo ha detto il deputato Aldo
Mattia, membro della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici
della Camera, intervenendo all’incontro nella Sala delle Statue di Palazzo
Rospigliosi a Roma, promosso da Coldiretti, Anbi e Fondazione Univerde
nell’ambito della premiazione del Concorso Fotografico Nazionale indetto
sul tema dell’acqua. “Con questa legge sono stati adottati finalmente
provvedimenti strutturali decisivi per affrontare la problematica della
carenza idrica e le sue ripercussioni sul territorio, sull’ambiente, sulle
comunità civili e sui sistemi produttivi, l’agricoltura e non solo,
partendo proprio dagli effetti prodotti dal cambiamento climatico. Il primo
risultato della legge è l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri di una Cabina di regia presieduta dallo stesso Presidente del
Consiglio che esercita funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio
per il contenimento e il contrasto della crisi idrica e, tramite un
Commissario straordinario, il Governo può intervenire direttamente – ha
aggiunto il deputato – superando le attuali frammentazioni nella gestione
della risorsa acqua, accelerando gli interventi fermi da troppo tempo.
Inoltre la legge prevede risorse e interventi straordinari per completare i
lavori necessari a rendere utilizzabili al massimo possibile gli invasi
esistenti, per terminare quelli ancora incompiuti, per realizzare nuovi
invasi dove necessari, per ridurre la dispersione idrica delle reti
esistenti e per riutilizzare le acque reflue depurate per uso irriguo. Ora
lo strumento c’è e anche se una legge da sola non risolverà tutti i
problemi e non subito – ha concluso Mattia – la strada è stata finalmente
imboccata, continueremo senza sosta in questa direzione”.