(AGENPARL) - Roma, 18 Marzo 2024 - (AGENPARL) – lun 18 marzo 2024 Gentili Colleghi,
in allegato e di seguito, oltre al comunicato stampa che riporta le
dichiarazioni della sindaca Katia Tarasconi, del prefetto Paolo Ponta, del
vescovo Adriano Cevolotto e della direttrice generale Ausl Paola Bardasi,
le foto dell’area verde “Giardino di vita” di via Portapuglia, dedicato
alle vittime del Covid.
Grazie per l’attenzione, buon lavoro.
L’Ufficio Stampa
Piacenza, 18 marzo 2024
*Oggetto: **Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus,
Piacenza non dimentica*
Anche le istituzioni e la comunità piacentina si stringono idealmente,
nella Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di
Coronavirus, a tutti i concittadini che hanno pianto, a causa della
pandemia, la perdita dei propri affetti più cari.
Nel “Giardino di vita” inaugurato due anni fa in via Portapuglia, che già
nel nome racchiude l’intensità della memoria, fiorisce come ogni anno lo
stemma “simbolo della nostra identità – sottolinea la sindaca Katia
Tarasconi – e di un sentimento nel quale ancora oggi ci riconosciamo: nel
dolore che abbiamo condiviso, così come nella riconoscenza che ci unisce
nei confronti di tutti i professionisti, operatori e volontari che, ciascuno
nel proprio settore di riferimento, sono rimasti in prima linea per
proteggerci e prendersi cura della collettività. E lo hanno fatto con
straordinario spirito di servizio e senso di appartenenza, mettendo a
rischio la propria incolumità nel nome di un impegno morale e civile che
non dimenticheremo mai. Perché ciò che quei lunghi, drammatici mesi di
emergenza hanno significato per Piacenza e per il mondo intero possa
essere, per noi tutti, un faro di consapevolezza, che onori per sempre il
ricordo delle persone cui oggi va il nostro commosso pensiero”.
Parole cui fanno eco quelle del prefetto Paolo Ponta: “La pandemia ha
rappresentato, in particolare nel territorio piacentino, una tragedia le
cui conseguenze nefaste non si sono arrestate al bilancio delle vittime –
cui spesso i familiari non hanno potuto neppure dare l’estremo saluto – o
delle persone colpite in modo grave e con effetti a lungo termine dalla
malattia; devono essere ancora studiati e approfonditi i danni psicologici
che, specie nei più giovani, sono stati determinati dall’isolamento forzato
e dalla sospensione di tutte le attività in presenza, così come non vanno
trascurate le ripercussioni economiche della prolungata inattività di
numerose realtà economiche e produttive. Tuttavia, la pandemia ha messo
alla prova anche la capacità dei cittadini e delle istituzioni di far fronte
, nel miglior modo possibile, a un evento imprevisto e in rapida,
inimmaginabile, evoluzione; l’opera di coordinamento svolta dallo Stato,
dalle Regioni, dalle Aziende sanitarie e – per quanto attiene al controllo
e al monitoraggio – dalle Prefetture in sede provinciale, è stata
importante, ma non vanno dimenticati gli sforzi immani di coloro che a
qualsiasi titolo sono stati protagonisti di quell’emergenza
improvvisa: ciascuno
ha saputo esercitare la propria funzione e il proprio lavoro con umiltà e
abnegazione, anche a costo di sacrificare la propria vita. Giornate come
questa debbono servire a non dimenticare quel lavoro e quei sacrifici e a
confermare, da parte di tutti, un pensiero di sincera e affettuosa
gratitudine”.
“Non possiamo dimenticare, è necessario ricordare”, sottolinea il vescovo
della Diocesi di Piacenza – Bobbio, monsignor Adriano Cevolotto: “Non per
rimanere prigionieri del passato, ma per capire ed essere capaci di cura e
di responsabilità nel presente e nel futuro. Innanzitutto ricordiamo coloro
che hanno perso la vita a causa del coronavirus, chi ancora li sta
piangendo, unitamente all’immane sofferenza che ha colpito le persone più
fragili delle nostre comunità e il senso di paura, di fragilità e di
smarrimento
che tutti insieme abbiamo sperimentato. Ma ricordiamo anche ciò che proprio
quei giorni oscuri ci hanno rivelato essere essenziale nella vita. Gesti
ricchi di umanità, di prossimità, di cura, di stima reciproca e di generosa
condivisione che hanno allietato il cuore di chi li ha saputi compiere e di
chi ha avuto la grazia di riceverli. Per rispetto e memoria vera delle
vittime dovremmo cercare di tenere vivi tali atteggiamenti, mossi dal
desiderio di spendere con coraggio e oblatività la nostra vita”.
“A quattro anni di distanza da quel periodo così critico e difficile per la
comunità piacentina e per tutto l’ambito sanitario – rimarca Paola Bardasi,
direttrice generale dell’Azienda Usl – il ricordo a Piacenza è ancora molto
vivo. Per questo la celebrazione di questa giornata non è formale ma è
densa di partecipazione e per molti dei nostri professionisti il ricordo è
talmente vivo da suscitare ancora grandi emozioni. Vorrei ringraziare tutto
il personale che ha lavorato e che lavora tuttora per preservare la salute
dei nostri cittadini. Il Covid, seppur in misura minima, è ancora in
circolazione ma, soprattutto, la sanità pubblica sta vivendo un momento di
grande difficoltà. A Piacenza cerchiamo di far fronte a questa situazione
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