(AGENPARL) - Roma, 22 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – Bruxelles, 22 feb 2024 – Briefing pre-sessione con gli eurodeputati italiani, venerdì 23 febbraio ore 10:00 – 10:45, in vista della plenaria del 26-29 febbraio,
martedì pomeriggio: DICHIARAZIONE DEL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE/ALTO RAPPRESENTANTE DELL’UNIONE PER GLI AFFARI ESTERI E LA POLITICA DI SICUREZZA – GUERRA NELLA STRISCIA DI GAZA, COMPRESI I RECENTI SVILUPPI RELATIVI ALL’ICJ E ALL’UNRWA E NELLA REGIONE
Sono 10 i Paesi che hanno finora sospeso tutti i finanziamenti all’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), in seguito alle accuse di un possibile coinvolgimento di dipendenti (almeno 12 persone) nell’attacco di Hamas in territorio israeliano del 7 ottobre.
Ad esempio, un consulente scolastico sarebbe coinvolto nel rapimento di donna, oppure un assistente sociale avrebbe aiutato a distribuire armi e a trafugare il corpo di un soldato israeliano mordo. Un terzo dipendente dell’agenzia dell’ONU avrebbe preso anche parte alla mattanza di 97 persone in un kibbuz.
Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha affermato già il mese scorso che le accuse di Israele sono “molto credibili”, ricordando però che l’Unrwa, che attualmente impiega circa 12 mila persone nella Striscia di Gaza, gioca un ruolo cruciale nell’assistenza umanitaria alla popolazione civile palestinese.
Pubblicazione sui media ebraici dei dati del sistema di sicurezza di Tel Aviv, secondo cui un operatore dell’Unrwa su cinque è un membro delle brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas. In particolare, dei 12mila dipendenti dell’agenzia a Gaza, 440 sarebbero attivi tra le fila dell’organizzazione terroristica, 2mila circa sarebbero agenti del gruppo ma non combattenti, mentre quasi 7mila avrebbero un parente di primo grado che è parte del movimento palestinese.
Cifre allarmanti, queste, che hanno fatto eco alle dichiarazioni dell’ambasciatore israeliano all’Onu GiladErdan. “A Gaza Hamas è l’Onu e l’Onu è Hamas”, ha affermato durante la riunione del Consiglio di sicurezza nella quale gli Stati Uniti hanno apposto per la terza volta il veto a una risoluzione che chiedeva il cessate il fuoco nella Striscia.
Il diplomatico ha anche criticato Philippe Lazzarini, capo dell’Unrwa, per aver sostenuto che gli attacchi del 7 ottobre non sono stati un esempio di antisemitismo perché non connessi agli ebrei in nome della loro religione, ma contro l’occupazione dei territori palestinesi. Per quanto riguarda l’agenzia stessa, Erdan ha dichiarato che “è parte della macchina terroristica di Hamas, e questo la rende un’organizzazione terroristica”.
sempre martedì pomeriggio: DICHIARAZIONE DEL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE/ALTO RAPPRESENTANTE DELL’UNIONE PER GLI AFFARI ESTERI E LA POLITICA DI SICUREZZA – LEGAMI PIÙ STRETTI TRA L’UE E L’ARMENIA E NECESSITÀ DI UN ACCORDO DI PACE TRA AZERBAIGIAN E ARMENIA
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che continueranno a sostenere l’Armenia e a fornire armi a questo Paese “in uno spirito di responsabilità e senza il proposito di inasprire le tensioni”.
“Potete confidare nel sostegno della Francia all’indipendenza, all’integrità territoriale, al corso democratico e al desiderio di pace dell’Armenia”, ha dichiarato Macron.
Macron sostenendo che l’Azerbaigian dovrebbe eliminare “tutte le equivoci” in merito al rispetto dell’integrità territoriale dell’Armenia, ha affermato che è necessario collaborare in “buona fede” sulla demarcazione dei confini per il ritiro delle truppe in queste zone.
Gli Stati Uniti (USA) hanno comunicato il loro sostegno al processo di pace in corso tra Azerbaigian e Armenia, ritenendo che sia possibile raggiungere un accordo.
“Come Stati Uniti, siamo a favore di un accordo tra i due Paesi e continueremo ad assisterli”, ha dichiarato, il portavoce Miller aggiungendo che un accordo di pace tra Baku ed Erevan è “un obiettivo raggiungibile”.
Il Consiglio di partenariato UE-Armenia si è riunito per la quinta volta a Bruxelles il 13 febbraio 2024. È stato presieduto dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, mentre la delegazione armena era guidata dal ministro degli Affari esteri della Repubblica d’Armenia Ararat Mirzoyan. Ha partecipato anche Gert Jan Koopman, direttore generale della direzione generale Politica europea di vicinato e negoziati di allargamento della Commissione europea.
La riunione ha confermato l’interesse e l’impegno reciproci dell’UE e dell’Armenia a rafforzare e approfondire le loro relazioni sulla base di valori comuni. A tal fine, le due parti hanno convenuto di avviare i lavori per una nuova agenda di partenariato UE-Armenia, stabilendo priorità comuni più ambiziose per una cooperazione che abbracci tutte le dimensioni.
DICHIARAZIONE DEL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE/ALTO RAPPRESENTANTE DELL’UNIONE PER GLI AFFARI ESTERI E LA POLITICA DI SICUREZZA – LA SITUAZIONE ATTUALE NELLA PARTE ORIENTALE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
TUA DICHIARAZIONE: “La tragica morte dell’Ambasciatore Luca Attanasio, del Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo è un trauma condiviso da tutti italiani. Le Istituzioni europee, quindi, commemorano i servitori dello Stato caduti nell’adempimento della propria missione al servizio dell’Italia.
Inoltre, è nostro dovere perseguire verità e giustizia per l’Ambasciatore Luca Attanasio, il Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e l’autista del Programma alimentare mondiale Mustapha Milambo.”
C’è un conflitto in corso nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), al confine con il Ruanda e l’Uganda. Gli scontri hanno provocato l’esodo di milioni di civili e la morte di migliaia di persone, e lo stupro è stato usato come arma di guerra. Le ostilità coinvolgono diversi gruppi armati ed eserciti nazionali, oltre a mercenari che in passato facevano parte della legione straniera francese. Tutto questo in una regione ricca di minerali come il coltan, indispensabile per produrre i telefoni che tutti noi teniamo in tasca.
MERCOLEDÌ
DIBATTITO CONGIUNTO – SICUREZZA E DIFESA EUROPEA
DICHIARAZIONI DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE – RAFFORZARE LA DIFESA EUROPEA IN UN PANORAMA GEOPOLITICO INSTABILE
DISCORSO DI YULIA NAVALNAYA, SEGUITO DA UN GIRO DI RELATORI DEI GRUPPI POLITICI
DICHIARAZIONI DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE – L’ASSASSINIO DI ALEXEI NAVALNY E LA NECESSITÀ DI UN’AZIONE DELL’UE A SOSTEGNO DEI PRIGIONIERI POLITICI E DELLA SOCIETÀ CIVILE OPPRESSA IN RUSSIA VOTAZIONE: GIOVEDÌ
BRUXELLES, 16 FEB – A. BONFRISCO (LEGA – GRUPPO ID): “Sulla morte in carcere di Alexei Navalny il Governo russo dovrà rispondere alle serie domande della comunità internazionale.”
Il Governo russo ha il dovere di rispondere alle serie domande sulla morte in carcere di Alexei Navalny, poiché era il principale oppositore di Putin e la Russia andrà alle elezioni presidenziali tra un mese. Solo a dicembre Alexei Navalny era stato trasferito nella prigione di massima sicurezza IK-3, in una regione remota della Siberia.
C’è un principio di responsabilità nei confronti di chiunque detiene il potere che non può essere ignorato ed è il criterio sul quale si basa la libertà in uno Stato. Su questo si fonda l’indignazione unanime e motivata della comunità internazionale in queste tragiche ore. La morte di Alexei Navalny rappresenta anche un ammonimento per i difensori dell’ordine internazionale basato su regole.
L’Unione Europea trovi le parole e le azioni più efficaci per giungere a verità e giustizia per Alexei Navalny.
