(AGENPARL) - Roma, 23 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – sab 23 dicembre 2023 “Giuseppe Benedetto Labre, il santo mendicante” di Davide Romano,
giornalista
*”Sii povero e ama la povertà. Ricorda che niente siamo, che niente
possediamo, che niente vale la pena tranne Dio.” – Giuseppe Benedetto Labre*
La storia di Giuseppe Benedetto Labre, sano per la Chiesa cattolica romana,
nonostante le sue radici francesi, si intreccia in modo indelebile con il
nostro Paerse, dove ha vissuto gran parte della sua vita dedicandosi alla
preghiera, all’adorazione eucaristica e a un profondo senso di povertà e di
condivisione con i più poveri ed emarginati. Nato il 26 marzo 1748 ad
Amettes, un piccolo villaggio nella diocesi di Boulogne-sur-Mer, in
Francia, Labre ha incarnato la spiritualità attraverso una vita di rinuncia
e servizio.
Labre proveniva da una famiglia di agricoltori, ma fin dalla giovinezza, il
suo cuore era orientato verso la vita spirituale. A soli sedici anni,
intraprese il cammino della rinuncia alle ricchezze materiali, desiderando
dedicare la sua vita a Dio. Tuttavia, i primi tentativi di ingresso in
ordini religiosi come i Cappuccini e i Trappisti furono infruttuosi.
Nel 1770, Labre giunse a Roma, la Città Eterna, alla ricerca della sua
vocazione spirituale. Qui iniziò il capitolo più significativo della sua
vita, caratterizzato da una profonda devozione e povertà. La sua giornata
era un perpetuo atto di adorazione, passata pregando nelle chiese e
nutrendo una vita ascetica. La sua testimonianza di vita divenne presto una
fonte di ispirazione per coloro che lo incontravano.
*”Sii come il pane: il pane è per tutti e si dà a tutti. Sii anche tu per
tutti.” – Giuseppe Benedetto Labre*
La vita di Labre era segnata da estrema povertà. Dipendeva interamente
dalla carità degli altri, eppure la sua gioia interiore e la sua pace lo
rendevano un faro di speranza per i poveri e gli emarginati di Roma.
Indossava abiti logori e digiunava quasi ininterrottamente, dimostrando che
la vera ricchezza risiede nella consacrazione a Dio.
Labre trascorse gli ultimi anni della sua vita peregrinando tra le chiese
di Roma e compiendo pellegrinaggi a luoghi sacri. Nel periodo della
Quaresima del 1783, la sua salute peggiorò notevolmente, e il 16 aprile di
quell’anno, a trentacinque anni, chiuse gli occhi sulla terra. La sua morte
fu accolta con una mistura di tristezza e riconoscenza per la testimonianza
di vita offerta.
La fama di santità di Giuseppe Benedetto Labre si diffuse rapidamente. Il
suo spirito di sacrificio e la sua dedizione alla povertà ispirarono molte
persone. La Chiesa Cattolica lo canonizzò il 8 dicembre 1881, riconoscendo
ufficialmente la sua santità.
*”Il mio unico desiderio è quello di essere santo.” – Giuseppe Benedetto
Labre*
Oggi, San Giuseppe Benedetto Labre è venerato come il patrono dei
senzatetto, dei pellegrini e dei giovani in cerca di direzione nella vita.
La sua vita di totale abbandono a Dio continua a ispirare milioni di
persone in tutto il mondo, insegnando che la vera ricchezza è nel dono di
sé e nell’amore per il prossimo.
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Davide Romano – giornalista
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