
(AGENPARL) – ven 17 novembre 2023 Resca, Confimprese: «No al posticipo dei saldi invernali 2024.
Auspicabile la liberalizzazione del mercato»
Nell?incontro con il ministro Adolfo Urso, il presidente di Confimprese
Mario Resca si è dichiarato non favorevole al posticipo dei saldi invernali
a stagione in corso e senza congruo preavviso. L?associazione chiede con
urgenza un confronto tra gli operatori al tavolo ministeriale con
l?obiettivo di risolvere le asimmetrie competitive tra i canali di vendita
off e online e la completa liberalizzazione del mercato
Milano, 17 novembre 2023 ? Nell?incontro del 13 novembre scorso con il
ministro Adolfo Urso e il segretario generale del Mimit Benedetto Mineo,
riguardo il disegno di legge per il mercato e la libera concorrenza,
Confimprese ha ribadito la posizione sul possibile posticipo dei saldi
invernali.
«Condividiamo la posizione della Commissione Europea e la proposta dell?AGCM
? dichiara Mario Resca, presidente Confimprese ? volta a eliminare sia i
vincoli alle vendite promozionali, rendendole possibili anche nei periodi
precedenti i saldi di fine stagione per i medesimi prodotti, sia i vincoli
di periodi e durata alle vendite di fine stagione. Il problema delle
asimmetrie competitive tra i player fisici del retail e le piattaforme
online, che ad oggi non sono soggette ad alcuna limitazione in materia, deve
essere affrontato e risolto in un confronto al tavolo ministeriale tra gli
operatori».
Quanto alla possibilità o meno di posticipare la data di inizio dei saldi
previsti per il 5 gennaio, la base associativa, a seguito di un confronto
interno, si dichiara contraria essendo già la stagione in corso e gli
acquisti effettuati. Il preavviso per un cambio di data di un mese da
gennaio a febbraio non è sufficiente e l?eventuale posticipo di una sola
settimana avrebbe solo l?effetto di far ritardare gli acquisti. Nel percorso
verso la possibile liberalizzazione del settore, le imprese associate a
Confimprese accetterebbero il posticipo dei saldi a partire dall?estate 2024
per consentire un?adeguata organizzazione delle aziende e un?efficace
comunicazione ai consumatori.
«È fondamentale ? prosegue Resca ? un allineamento tra canali fisico e
online e tra regioni, che ad oggi hanno la libertà di stabilire una data dei
saldi diversa da quanto prevede l?accordo del 2011 in Conferenza delle
Regioni, creando anomalie competitive tra territori limitrofi. È urgente
semplificare il dialogo tra imprese e PA, razionalizzare la normativa di
settore e favorire la concorrenza e il libero mercato per permettere gli
operatori di competere sul mercato globale in Italia e all?estero».
Il settore retail in Italia ha un fatturato di 445 miliardi di euro con 1
milione 290 mila imprese e circa 3,4 milioni di occupati, è un serbatoio
occupazionale decisivo per il sistema Paese. Il centro studi Confimprese
evidenzia un costante ritardo del retail da inizio 2023 rispetto al 2022. In
particolare, da maggio si è passati da un inizio 2023 positivo a dati
mensili costantemente negativi o appena positivi con il complessivo delle
vendite maggio-settembre pari a -1% contro il +18% dei primi 4 mesi. Lo
stesso trend si riflette nei settori merceologici monitorati. Sempre
considerando il periodo maggio-settembre sullo stesso periodo 2022, i dati
dell?abbigliamento e delle altre merceologie non alimentari risultano in
campo negativo, rispettivamente a -4,5% e a -0,2%, solo la ristorazione si
mantiene più dinamica a +4,6%. Si conferma il trend negativo delle vendite
anche in novembre. E questo è prodromico a una chiusura di fine anno in
flessione.
Laura Galdabini