(AGENPARL) - Roma, 5 Luglio 2023 - (AGENPARL) – mer 05 luglio 2023 NOTTI COLORATE
in Piazza del Carmine
Cagliari, 7 – 9 luglio 2023
COMUNICATO STAMPA
Cagliari, crocevia di scambi fin dall’antichità, una lunga storia di vie, quartieri, di negotia. Ed ecco,
ancora, NOTTI COLORATE in Piazza del Carmine, il cartellone di spettacoli e animazione
organizzato da Il crogiuolo, che si inserisce nella manifestazione Shopping sotto le Stelle
voluta dall’Assessorato alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Cagliari.
Un po’ meno “colori” rispetto alle edizioni passate, due “notti”, “azzurra” e “rossa”, concentrate
fra il 7 e il 9 luglio, ma un programma che rimane, come sempre, ricco e variegato, curato da
Rita Atzeri, direttrice artistica della storica compagnia cagliaritana: nove appuntamenti di teatro,
danza e musica che avranno come palcoscenico, appunto, la Piazza del Carmine.
“Anche l’edizione 2023 di Notti Colorate nasce come risposta alla volontà da parte
dell’amministrazione comunale di rivitalizzare e valorizzare Piazza del Carmine”, spiega Rita Atzeri.
“Le piazze rappresentano da sempre un nodo nevralgico nella vita di un paese e di una città:
sono luoghi di comunità e alla comunità nella sua interezza noi vogliamo rivolgerci. Le piazze sono
luogo di incontro, passaggio, sosta, ritrovo e chiacchiera, per anziani e giovani allo stesso modo,
di nazionalità italiana o straniera. Il nostro intento è quello di vivere e animare la piazza, di fare
ed essere comunità”.
IL PROGRAMMA
Si parte, dunque, venerdì 7 luglio, alle 19.30, con NOTTE AZZURRA. A MUSICA SULLE
RUOTE, con il sassofonista Juri Deidda (una produzione Palazzo d’Inverno in collaborazione con
l’Ape Calessino Cagliari Touring), il compito di rompere il ghiaccio. “Musica sulle ruote’ è un
progetto pensato per animare la città e portare artisti e concerti direttamente nel cuore del centro
urbano. Un tour che sfrutta il palco mobile dell’Ape Calessino, un mezzo originale ed efficace per
veicolare ovunque spettacoli e musica. Deidda è musicista, diplomato al Conservatorio di Cagliari,
dal vasto repertorio, che spazia dalla musica pop alla classica, dal jazz allo swing.
Alle 20 TRA IL SERIO E IL FACETO…, libero percorso narrativo scritto e interpretato da Manuela
Loddo, che, prendendo spunto da testi arcaici e poco conosciuti o sconosciuti, lo rappresenta con
forme espressive in stile di “giullarata”, assumendo modi e tempi narrativi per raccontar storia di
storie remote, ma sempre attuali (produzione Art’In).
A seguire, alle 20.30, SAPIENZE IN TRANSITO, un progetto realizzato con il sostegno
dell’Arcidiocesi di Cagliari, Caritas Diocesana, nell’ambito del programma “Emergenza Ucraina”, una
produzione per SdiT (Stazioni di Transito) PRM (Performing Radio Multiculturale) di Carovana SMI,
con la direzione artistica e regia di Ornella D’Agostino.
I laboratori multidisciplinari del programma “Sapienze in Transito” coinvolgono professionisti della
comunità ucraina rifugiata in Sardegna, sono aperti a tutti e si svolgono in italiano, ucraino e
inglese, per favorire l’interazione e lo scambio multiculturale. L’esito dei laboratori prevede la
realizzazione di un’installazione performativa multidisciplinare da presentare in paesaggi urbani
suggestivi di Cagliari. La città si trasforma grazie alle storie e alle sapienze in transito delle nuove
cittadinanze che abitano la Sardegna contemporanea. In Piazza del Carmine si esibirà il gruppo
“Danze in transito”, guidato da Fatima Dakik e Anastasiya Bogach.
Si continua alle 21, per poi chudere la serata, con ECO DEL MONDO, performance site specific di
Francesca Cinalli e Paolo De Santis, anche performer con Amalia Franco, musiche e paesaggi
sonori live di De Santis, mentorship a cura di Ornella D’Agostino, una produzione della Compagnia
Tecnologia Filosofica di Torino (oggetti di scena e costumi di Francesca Cinalli, marionetta
realizzata da Amalia Franco, oggetti animati realizzati da Gianluca Vigone).
Nell’eco della piazza di una città ideale, metafisica, un caleidoscopio sull’Adesso e sul senso del
fare arte oggi, un’azione scenica fra poesia, musica, danza, movimento. In scena tre performer,
Arlecchino senza parole che si specchia come nel celebre dipinto di Picasso, invitandoci a riflettere
sulla fragilità della condizione umana dinanzi ai crocicchi della vita. Che fare davanti allo spettacolo
del mondo frantumato? Ricostruire? Cosa può rinascere dalle macerie?
Il progetto è stato selezionato dal Bando Cura 2022, che incentiva la crescita di artisti e artiste,
con il sostegno di Officine CAOS/Residenza Arte Transitiva, Cross Project, Teatri di Vita.
Domenica 9 luglio sarà NOTTE ROSSA. Alle 18 si comincia con ALTRO CHE WALT DISNEY,
di e con Gloria Uccheddu, contrappunto musicale di Alberto Balia (produzione Le voci di Astarte).
Un concerto dai sapori nostrani allieta il pubblico con musiche che richiamano suoni e ricordi della
nostra Isola. Il musicista Alberto Balia è impegnato in un concerto che viene però improvvisamente
interrotto… Una simpatica pantegana, attratta dai profumi che sente arrivare dalle strade della
città e dalla gente, irrompe sulla scena, creando non poco disagio al musicista. L’animaletto
racconta quello che le è accaduto proprio quella mattina al mercato quando, per saziare la fame
incombente, decide di afferrare una preda, ma in un istante l’occhio della pescivendola cade su di
lei e scoppia il pandemonio…
Un soliloquio dell’animale meno amato dalla nostra civiltà pone il mirino dello sguardo del pubblico
su un tema ricorrente ai nostri tempi: il razzismo. Uno spettacolo che fa divertire e contemporaneamente riflettere.
Alle 19 sarà la volta di FABRIZIO DE ANDRE’: LE CANZONI DI UN POETA, un reading, su
musiche di Faber, di e con Ivano Cugia, (Produzione La Bottega dei Teatranti). Lo spettacolo è una
breve presentazione di un artista che ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana. De
Andrè è stato un cantautore, musicista e poeta che si è imposto con la sua voce intensa e malinconica e le sue liriche profonde e significative; ha abbracciato diversi generi musicali, spaziando dal
folk al rock, dal jazz al blues, riuscendo a creare, con le sue melodie spesso semplici ma fortemen te evocative, un suono unico che lo ha contraddistinto dagli altri artisti. Come è noto, le sue canzoni hanno affrontato temi universali come l’amore, la guerra, la povertà, l’emarginazione sociale, i
diritti umani, sono state veicolo per esprimere il suo dissenso nei confronti dell’oppressione e delle
ingiustizie e per far sentire la sua voce in difesa dei più deboli.
LA DISTANZA DELLA LUNA è lo spettacolo con Marta Proietti Orzella che andrà in scena alle 20,
tratto da Le cosmicomiche di Italo Calvino, musiche a cura di Alessandro Melis (produzione Teatro
del Sale). In un altro tempo, in un universo dove comandano leggi di un’altra fisica, una terra e
una luna sono tanto vicine da potersi quasi toccare. Gli abitanti di quel mondo salgono e scendono
dal satellite giocando con una gravità un po’ bislacca, a tratti simile, ma in fondo completamente
diversa dalla nostra. Il protagonista di questa storia si chiama Qfwfq. Altro non si sa, non è
nemmeno detto che sia un uomo. Non viene mai chiaramente detto chi era e com’era, ma solo che
c’era, che era lì. Quanti anni ha? Dato che non c’è avvenimento di milioni o di miliardi di anni fa cui
non abbia assistito, si deve calcolare che ha più o meno l’età dell’universo. Qfwfq non è nemmeno
un personaggio, è una voce, un punto di vista, un occhio umano proiettato sulla realtà di un
mondo che pare sempre più refrattario alla parola e all’immagine.
La trama è semplice e bella. La Luna è vicina alla Terra, “L’avevamo sempre addosso, la Luna,
smisurata”, così vicina che quando era plenilunio quasi si bagnava nel mare, perché anche le
maree erano particolarmente alte, non quelle poche decine di centimetri a cui siamo abituati oggi.
E se Terra e Luna si sfiorano, che cosa c’è di più naturale per Qfwfq se non prendere una scaletta,
andar sotto la Luna con una barca e, proprio quando il satellite è alla massima vicinanza, salirvi
agilmente sopra?
Seguirà alle 21 BENEDETTA JUDIKISSA DI CAGLIARI, il reading/presentazione del libro di
Rossana Copez (pubblicato da Janus Editore), lettura scenica di Elena Pau, accompagnata dalla
chitarra di Roberto Deidda (produzione La fabbrica illuminata). Era il secolo tredicesimo.
Benedetta, dei marchesi Obertenghi di Massa, era nata nel 1194 a Santa Igia. Sua madre era
Adelasia, figlia del marchese Moroello Malaspina. Suo padre era Guglielmo, marchese di Massa e
giudice cagliaritano. I primi “signori” continentali, che di fatto e di diritto si impossessarono di un
giudicato sardo. “Re in Sardegna e cittadini a Pisa”, chiamò quei Pisani il poeta Giosuè Carducci.
Benedetta è stata la prima donna Judikissa del Giudicato di Cagliari, e della storia della Sardegna.
Aveva la sua capitale a Santa Igia e nel castello regnava con il marito e la corte.
Aveva appena vent’anni quando, orfana di un padre severo e un po’ tiranno, in mancanza di fratelli
maschi, si dovette accollare un compito così gravoso: reggere il giudicato di Cagliari. Pare di