(AGENPARL) - Roma, 16 Aprile 2023 - Gentile Presidente, caro Giampaolo,
il 16 aprile di cinquant’anni fa l’Italia e Roma hanno vissuto una delle pagine più buie della storia nazionale. Con il rogo di Primavalle e il barbaro assassinio di Stefano e Virgilio Mattei, il nostro popolo è stato costretto a prendere coscienza di una realtà che si andava affermando ma che in tanti continuavano a voler ignorare: l’odio cieco e totale nei confronti dell’avversario politico. Un odio allo stato puro che stava divorando la mente e il cuore di molti e che stava avvelenando la Nazione.
L’atroce uccisione di due giovani innocenti di 10 e 22 anni, colpevoli di essere figli del segretario della locale sezione del Movimento Sociale Italiano, fece toccare alla violenza politica un punto di non ritorno. La terribile strage di Primavalle non è rimasta, purtroppo, isolata. Ad essa è seguita una lunga catena di morte e dolore che ha insanguinato le nostre città, ha distrutto intere famiglie e ha segnato per sempre la vita di tanti nostri connazionali, lacerando il nostro tessuto sociale e contribuendo a spalancare le porte all’abisso del terrorismo.
“Erano gli anni dell’odio”, come ha correttamente sottolineato il senatore Verini giovedì scorso nell’Aula del Senato della Repubblica. Sì, erano gli anni nei quali l’avversario politico era un nemico da abbattere, erano gli anni dei cattivi maestri sempre pronti a giustificare anche il più orrendo dei crimini o a costruire false verità per coprire i responsabili, erano gli anni delle fazioni contrapposte e della delegittimazione reciproca.
Il popolo italiano ha saputo superare quegli anni così duri. Non lo ha fatto senza difficoltà. Le cicatrici delle profonde ferite subite ne sono il segno concreto e, spesso, tornano a far male. Non possiamo cancellare la storia o chiedere alle famiglie delle vittime di dimenticare ciò che è successo. Non possiamo restituire la vita ai troppi giovani che l’hanno sacrificata ad un’ingiusta violenza. Quello che possiamo fare oggi è tenere viva la memoria di quanto accaduto, per evitare il pericolo di ricadute e condurre l’Italia e il nostro popolo verso una piena e vera pacificazione nazionale.
È l’obiettivo che l’Associazione Fratelli Mattei persegue fin dalla sua fondazione e che era nel cuore della signora Anna, donna straordinaria che non ha mai smesso di chiedere giustizia per i suoi figli e che ha impegnato tutta la sua vita con la forza della testimonianza. È l’obiettivo che mi auguro tutte le forze politiche, le Istituzioni, le agenzie educative e la società vogliano porsi per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio di rispetto e tolleranza. Perché nel confronto politico non ci siano più nemici da abbattere o da distruggere, ma soltanto avversari, con i quali confrontarsi civilmente e nel riconoscimento reciproco.
Buon lavoro.
Trending
- Meta e i sindacati USA siglano un accordo nazionale per costruire i data center dell’intelligenza artificiale
- I Ricchi e Poveri in concerto il 16 agosto 2026
- Meloni. Almici (FdI): sinistra isoli estremisti
- MIGRANTI, ALMICI (FDI): I NUMERI SMENTISCONO LA SINISTRA. CON MELONI MENO SBARCHI, PIÙ RIMPATRI E PIÙ SICUREZZA
- Schengen, Caroppo (FI): “Sospensione inevitabile, governo si è mosso nella cornice europea. Spagna ha fallito
- Ceuta. Colombo (Fdi): Nessuna lezione su sicurezza, controlli portano già risultati
- Il Kazakistan scommette sul tungsteno: accordo da un miliardo con gli USA per la lavorazione locale
- TRANSIZIONE 5.0, MASCARETTI (FDI): OLTRE 10MILA IMPRESE IN DUE MESI, LA POLITICA INDUSTRIALE DEL GOVERNO FUNZIONA
- IMMIGRAZIONE, VIGNALI (FI): «DE PASCALE PRENDA ATTO CHE IL MODELLO EMILIA È FALLITO COSI’ COME QUELLO SPAGNOLO. I NUMERI DANNO RAGIONE AL GOVERNO»
- Boldrini: dibattito politico surreale da teatro dell’assurdo