
(AGENPARL) – mar 14 marzo 2023 COMUNICATO STAMPA
Frutta, Confagricoltura Emilia Romagna: «[Mai più prezzi all’agricoltore sotto ai costi di produzione: nel 2022, pere -60%, mele e susine -50%.][Necessari correttivi per ripartire equamente il valore lungo la filiera».]
Bologna, 14 marzo 2023 – Nell’anno passato ai frutticoltori dell’Emilia-Romagna è stato riconosciuto un prezzo ben al di sotto dei costi di produzione – a esempio: pere – 60% e mele e susine -50% -. Le distorsioni o asimmetrie di potere hanno penalizzato, ancora una volta, l’anello più debole della filiera, gli agricoltori, aggravando così la crisi del comparto che nel periodo 2006-2022, in regione, ha visto ridurre del 35% le superfici frutticole coltivate.
Dai frutticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, che si sono riuniti nella sede di Confagricoltura Ferrara, alla presenza dei vertici regionali e provinciali dell’organizzazione agricola, parte ora la richiesta di una soluzione urgente «per garantire all’agricoltore un prezzo minimo che sia congruo, un’equa distribuzione del valore lungo la filiera e stimolare chi commercializza il prodotto a regolare il rapporto con la grande distribuzione[».]
Di fatto, nell’ultimo anno, la fiammata dei costi di produzione è stata imputata come minor valore di realizzo per gli agricoltori anziché essere spalmata nelle varie fasi commerciali, facendo scivolare le quotazioni ai minimi storici.
«Occorre avviare una profonda ristrutturazione del sistema frutticolo al fine di renderlo più competitivo. Si tratta di una svolta decisiva per le sorti del comparto che – sottolinea infine Confagricoltura Emilia Romagna – deve passare in primo luogo da interventi straordinari a sostegno delle imprese attraverso la decontribuzione e defiscalizzazione e da nuovi massicci investimenti in ricerca, nella difesa fitosanitaria e nel contrasto al cambiamento climatico, dalla valorizzazione del prodotto “made in Italy” alla lotta contro le vendite promozionali sottocosto, alla regolamentazione delle importazioni nei periodi di raccolta dei vari prodotti frutticoli».
L’appello di Confagricoltura Emilia Romagna è rivolto a tutte le componenti della filiera, incluso le strutture cooperative, affinché vi sia un giusto riconoscimento dei costi produttivi sostenuti dalle aziende agricole.
[Confagricoltura]
Barbara Bertuzzi
Confagricoltura Emilia Romagna
Testo Allegato:
COMUNICATO STAMPAFrutta, Confagricoltura Emilia Romagna: «Mai più prezzi all’agricoltore sotto ai costi di produzione: nel 2022, pere -60%, mele e susine -50%. Necessari correttivi per ripartire equamente il valore lungo la filiera».Bologna, 14 marzo 2023 – Nell’anno passato ai frutticoltori dell’Emilia-Romagna è stato riconosciuto un prezzo ben al di sotto dei costi di produzione – a esempio: pere – 60% e mele e susine -50% -. Le distorsioni o asimmetrie di potere hanno penalizzato, ancora una volta, l’anello più debole della filiera, gli agricoltori, aggravando così la crisi del comparto che nel periodo 2006-2022, in regione, ha visto ridurre del 35% le superfici frutticole coltivate.Dai frutticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, che si sono riuniti nella sede di Confagricoltura Ferrara, alla presenza dei vertici regionali e provinciali dell’organizzazione agricola, parte ora la richiesta di una soluzione urgente «per garantire all’agricoltore un prezzo minimo che sia congruo, un’equa distribuzione del valore lungo la filiera e stimolare chi commercializza il prodotto a regolare il rapporto con la grande distribuzione».Di fatto, nell’ultimo anno, la fiammata dei costi di produzione è stata imputata come minor valore di realizzo per gli agricoltori anziché essere spalmata nelle varie fasi commerciali, facendo scivolare le quotazioni ai minimi storici.«Occorre avviare una profonda ristrutturazione del sistema frutticolo al fine di renderlo più competitivo. Si tratta di una svolta decisiva per le sorti del comparto che – sottolinea infine Confagricoltura Emilia Romagna – deve passare in primo luogo da interventi straordinari a sostegno delle imprese attraverso la decontribuzione e defiscalizzazione e da nuovi massicci investimenti in ricerca, nella difesa fitosanitaria e nel contrasto al cambiamento climatico, dalla valorizzazione del prodotto “made in Italy” alla lotta contro le vendite promozionali sottocosto, alla regolamentazione delle importazioni nei periodi di raccolta dei vari prodotti frutticoli».L’appello di Confagricoltura Emilia Romagna è rivolto a tutte le componenti della filiera, incluso le strutture cooperative, affinché vi sia un giusto riconoscimento dei costi produttivi sostenuti dalle aziende agricole.