(AGENPARL) - Roma, 22 Luglio 2022 - (AGENPARL) – ven 22 luglio 2022 Latte: Cia, su accordo prezzo pesa variabile rincari produttivi e instabilità
politica
L’intesa con Italatte non soddisfa del tutto la Confederazione. Fase critica per le imprese
zootecniche, serve coinvolgimento di tutta la filiera e governo pienamente operativo
Roma, 22 lug – L’accordo sul prezzo del latte per il 2022 raggiunto con Italatte, società del gruppo
Lactalis, non soddisfa pienamente Cia-Agricoltori Italiani. L’aumento ottenuto dagli allevatori, infatti, rischia
di essere superato presto dall’incremento dei costi di produzione, che non si ferma, complice l’instabilità
dei mercati e, ora, anche quella politica con la caduta del governo. Una situazione difficile, che obbliga a
una riflessione sugli scenari futuri del comparto lattiero-caseario.
Le aziende zootecniche -ricorda Cia- continuano a registrare un’impennata dei costi produttivi.
Solo nel primo trimestre dell’anno, gli esborsi degli allevatori sono cresciuti del 16,6% rispetto allo stesso
periodo del 2021. Sono aumentati i prezzi degli animali da allevamento (+9,8%) e dei mangimi (+21%),
oltre che dei prodotti energetici (+61,5%). E la dinamica dei prezzi di vendita ha dimostrato di non essere
in grado di assorbire i maggiori costi, esponendo gli allevatori all’erosione dei margini di guadagno, ormai
ai minimi storici. Ad aggravare il quadro, poi, le altissime temperature estive che, nella maggior parte delle
stalle, stanno provocando una minore produzione di latte.
L’accordo con Italatte, ieri, è stato raggiunto su una media di 57 centesimi al litro con nello
specifico: 55 cent/l nei mesi di luglio e agosto, 57 cent/l nei mesi di settembre e ottobre, 58 cent/l nel mese
di novembre e 60 cent/l nel mese di dicembre.
Cia ritiene, innanzitutto, che accordi siglati con player che possono condizionare, a livello
nazionale, le future trattative di mercato delle varie realtà del settore, devono coinvolgere
necessariamente tutte le forze della filiera, soprattutto in un momento così delicato e instabile dal punto di
vista politico ed economico.
Una valutazione che si rafforza in considerazione della distanza dell’accordo dagli attuali valori del
latte spot, che il 18 luglio ha raggiunto 65,75 euro al quintale. A Milano le quotazioni si attestano questa
settimana sui 650–660 euro/tonnellata, mantenendosi per la quarta settimana consecutiva sopra la soglia
dei 600 €/t mai raggiunta in precedenza. Prezzi sostenuti anche dalla minore produzione di latte a livello
mondiale.
In questo scenario di settore, e in quello di crisi generale, con l’inflazione al +8% e lo spettro di una
contrazione dei mercati finanziari che rischia di impattare disastrosamente sui mutui e sulla liquidità delle
aziende agricole -osserva Cia- sottoscrivere un accordo che non contempla la variabilità e la complessità
di tutti questi elementi, rischia di avere un effetto controproducente sulla sostenibilità economica delle
stalle, già in una situazione di forte difficoltà, per i forti rincari sull’alimentazione del bestiame, acuiti dalla
perdurante siccità che sta mettendo a rischio le colture foraggere.
“L’attuale situazione del Governo ci pone in una posizione di forte preoccupazione per le
prospettive future delle imprese zootecniche, che necessitano di interventi concreti, urgenti e sicuri, per
superare questa fase critica -spiega il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. C’è bisogno di un
governo pienamente operativo, perché tutto questo caos avrà ripercussioni sull’accesso alle risorse
finanziarie e sulla tenuta delle aziende del settore”.
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