(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2021 - REGGIO CALABRIA «Sulla preoccupante situazione dei fiumi e dei torrenti della città di Lamezia Terme occorre convocare con urgenza un incontro – alla presenza della Regione, della Protezione Civile, del Comune di Lamezia Terme e del Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese – al fine di capire a che punto sono i lavori appaltati dal Comune di Lamezia Terme nonché i lavori, il cui soggetto attuatore dovrebbe essere il Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese, per l’importo di due milioni e mezzo di euro, consistenti in interventi sostanziali e strutturali diretti a eliminare definitivamente le pericolose criticità ambientali». È quanto afferma il consigliere regionale Francesco Pitaro in un’istanza indirizzata «a quanti hanno il dovere di tutelare i cittadini e salvaguardarli da eventuali catastrofi naturali. La comunità lametina deve essere informata in merito a lavori finanziati con denaro pubblico atti a garantire il sacrosanto diritto a vivere serenamente e in sicurezza. Nei giorni successivi al sopralluogo che ho effettuato il 18 febbraio insieme ad alcuni residenti e ai rappresentanti della Protezione Civile, della Regione e del Comune di Lamezia – continua Pitaro – il geologo Michele Folino Gallo della “Prevenzione Pianificazione e Gestione dell’Emergenza-Protezione Civile” mi ha assicurato che lunedì 1 marzo partiranno finalmente i lavori di pulizia e manutenzione del Cantagalli previsti dal progetto (il cui soggetto attuatore è il Comune di Lamezia) di 250.000 euro che la Regione ha stanziato per la messa in sicurezza dell’area interessata dal torrente. Resta da apprendere a che punto è il progetto da due milioni e mezzo che potrebbe risolvere una volta per tutte una situazione dai potenziali gravi risvolti». Conclude il consigliere regionale: «L’eventuale esondazione del Cantagalli – e di tutti gli altri fiumi e torrenti della città su cui non si è mai intervenuti regolarmente con lavori di pulizia e manutenzione – provocherebbe difatti danni inimmaginabili non solo all’ambiente ma soprattutto alle abitazioni che si trovano nelle vicinanze e ai cittadini che vivono con l’angoscia perenne il rischio di conseguenze disastrose. Agire per scongiurare definitivamente il problema non è più procrastinabile, tanto più che le risorse economiche non mancano». (News&Com)
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