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CORONAVIRUS: LA GLOBALIZZAZIONE POST PANDEMIA NON SARA’ PIU’ LA STESSA

CORONAVIRUS: LA GLOBALIZZAZIONE POST PANDEMIA NON SARA’ PIU’ LA STESSA

(AGENPARL) – Roma, 13 settembre 2020 – L’impressione che si ha è che il post pandemia lascerà molte cicatrici profonde e la globalizzazione non sarà più quella di prima.

Il virus ha modificato l’economia globale perché ha fatto emergere lacune e problematiche che prima non esistevano ed ha profondamento cambiato le nostre abitudini.

Prendiamo come esempio una partita. Due squadre che scendono in campo. Stadio gremito. Gli arbitri e i guardalinee prendono i loro posti. Fischio di inizio e a questo punto si notano delle singolarità: appena calciato il pallone l’altra squadra lo prende con le mani ed inizia a passarlo all’indietro. In sostanza due squadre sono entrate in gioco nel campo, una pronta a giocare a calcio l’altra a rugby.

Segue a questo punto il caos perché sono saltate le regole del gioco della partita.

Oggi ci troviamo in questa situazione nel commercio internazionale e nell’economia globale.

Da una parte abbiamo l’Occidente che ha istituito un complesso sistema di regole e scambi internazionali presupponendo che tutti giocassero a calcio, mentre dall’altra abbiamo la Cina ed altri Paesi che si sono preparati a giocare a rugby.

La struttura delle economie cinese e quelle dei regimi comunisti sono fondamentalmente diverse da quella dell’Occidente e confrontarle è come cercare di tenere il punteggio di una partita di calcio con una di basket.

È un compito impossibile che porta a conclusioni sbagliate ed incomprensioni. Ad esempio, il predominio delle banche statali in Cina rende quasi impossibile per il settore privato avere un debito che non è detenuto da banche che sono pesantemente influenzate dalle posizioni politiche del Partito comunista cinese. In Occidente ci sono banche affiliate allo Stato ma sono una piccola parte del settore, di solito servono ad un obiettivo politico ben definito e sono soggette allo stesso controllo delle controparti del settore privato.

Terminologia e definizioni nel commercio, perfezionate da decenni di giurisprudenza e sviluppo statutario nei paesi occidentali, non incorpora completamente il neomercantilismo della Cina.

Lo Stato è così invischiato nel settore privato che è difficile accertare dove finisce uno e inizia l’altro e i diritti di proprietà sembrano negoziabili. In queste economie, lo Stato domina le decisioni in ogni aspetto delle imprese anche apparentemente private, dalla governance aziendale alla strategia. La fluidità di questi termini e diritti rende difficile, se non impossibile, ritenere gli individui responsabili, sradicare la corruzione e proteggere gli interessi di sicurezza nazionale quando si valutano gli investimenti in arrivo da questi mercati.

Metti a confronto queste linee confuse dei diritti del settore privato in Cina con il rifiuto assoluto da parte di Apple di sbloccare un iPhone per l’FBI mentre l’organizzazione governativa stava indagando su una sparatoria di massa.

Negli ultimi decenni è diventato abbondantemente evidente che l’Occidente e gli stati neo-mercantilisti stanno giocando a giochi completamente diversi. La globalizzazione futura e il commercio internazionale dovrebbero essere basati sui partecipanti che giocano con le stesse regole.

Affinché il commercio internazionale continui a crescere, le economie devono giocare lo stesso gioco. La differenza è chiara come segnare un goal o fare meta.

Anche se dobbiamo chiederci se stiamo vivendo un percorso al ritroso che ci porterà ad un nuovo Medioevo, visto il dilagare della superstizione, della irrazionalità che sta travolgendo il genere umano e la Terra. Guerre e guerriglie, lotte di potere senza fine, conflitti di razze e di religioni, instabilità generale, tensioni, rivendicazioni e disgregazioni politiche, lo spettro del Covid, l’inquinamento ambientale, l’invivibilità delle città e delle metropoli che sono diventate vere e proprie giungle di violenza e criminalità. In breve il caos.

E’ vero che bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi, ma la Bibbia spiega che all’inizio il mondo era sprofondato nel caos. Come si vede, le cose da allora non sono molto cambiate di tanto in Italia.

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