Si incrinano i rapporti tra l’Italia e i principali alleati storici sulla gestione delle crisi in Medio Oriente. Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, il posizionamento del Governo Meloni è finito nel mirino di Donald Trump, che ha espresso aperto dissenso per il mancato sostegno italiano alla missione nello Stretto di Hormuz. La frizione diplomatica si inserisce nel quadro della recente decisione di Palazzo Chigi di sospendere il rinnovo dell’accordo di cooperazione militare con Israele risalente al 2005. La scelta italiana, motivata dalla necessità di tutelare la sicurezza del contingente UNIFIL in Libano dopo i recenti incidenti nell’area, segna un…
Autore: Sabrina Panarello
Il nuovo ordine mondiale guidato da Donald Trump sta riscrivendo le gerarchie diplomatiche, travolgendo i protocolli tradizionali e le vecchie alleanze europee. Se lo strappo tra Washington e l’Eliseo è ormai un solco incolmabile – con il tycoon americano che ha pubblicamente isolato Emmanuel Macron per la sua posizione sulla crisi iraniana – Israele ha deciso di cavalcare l’onda, perfezionando il proprio posizionamento strategico in Europa. La mossa su Parigi: oltre Macron La conferma arriva dal Times of Israel: l’ambasciatore israeliano Joshua Zarka ha incontrato discretamente Marine Le Pen. Non è un semplice colloquio, ma la rimozione ufficiale del “cordone…
Il 2026 si sta confermando l’anno della “diplomazia dell’imprevedibile”. Mentre i corridoi del Senato americano sono ancora ingolfati dal fumo di risoluzioni superate dai fatti, la realtà geopolitica corre a una velocità che la burocrazia di Washington non sembra in grado di seguire. Il baricentro del mondo si è spostato tra Islamabad, le coste del Libano e i post su Truth Social di un Donald Trump che ha deciso di agire come unico, assoluto regista globale. La scommessa di Trump: Parlare per non sparare? L’annuncio è arrivato con la consueta dirompente brevità: i leader di Israele e Libano si parleranno…
– La strategia della Casa Bianca sulla crisi iraniana resta focalizzata su tempi stretti e massima pressione. Secondo quanto riferito dall’agenzia TASS, durante la cena ufficiale con i reali dei Paesi Bassi, il Presidente Donald Trump ha ribadito la sua ferma intenzione di giungere a una risoluzione della controversia con Teheran entro il 21 aprile, data di scadenza della tregua. Il ruolo della Casa Bianca Nonostante il dibattito in corso al Congresso e le recenti risoluzioni del Senato in merito ai poteri di guerra, la linea dell’amministrazione Trump rimane orientata all’esercizio delle prerogative presidenziali in politica estera. Il Presidente ha…
In risposta alle crescenti pressioni dell’amministrazione Trump, il Ministero degli Esteri cubano ha ribadito con fermezza che la sovranità dell’isola non è in vendita. “Il sistema politico cubano non è oggetto di discussione”, ha dichiarato la Vice Ministra Anayansi Rodriguez Camejo, sottolineando che Cuba non accetterà mai condizioni imposte da potenze straniere. Sovranità non negoziabile Mentre da Washington filtrano indiscrezioni su piani operativi del Pentagono, l’Avana chiarisce che qualsiasi tentativo di “acquisizione” o cambio di regime si scontrerà con la resistenza del popolo. Il governo cubano si dice disposto a un dialogo civile, ma solo su basi di reciproco rispetto,…
Il Pentagono ha ricevuto direttive ufficiali per avviare la pianificazione di potenziali operazioni militari a Cuba. Secondo quanto riportato da fonti vicine all’amministrazione, i preparativi sono stati richiesti dal Presidente Donald Trump, che sta valutando l’opzione di un intervento nell’isola caraibica. La strategia del “salto a Cuba” Le indiscrezioni seguono una dichiarazione rilasciata da Trump lo scorso 13 aprile, in cui il Presidente ha suggerito che gli Stati Uniti potrebbero “fare un salto a Cuba” (stop by Cuba) non appena conclusa la fase critica delle operazioni relative all’Iran. Già a fine febbraio, Trump aveva ventilato l’ipotesi di una “acquisizione amichevole”…
Giorgia Meloni
Emerge un retroscena inquietante sulla precisione degli attacchi iraniani contro le forze statunitensi in Medio Oriente. Secondo un’inchiesta del Financial Times, rilanciata dalle principali testate internazionali, il corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) avrebbe utilizzato un satellite spia cinese ad alta risoluzione per monitorare e colpire le basi militari americane. Il satellite “fantasma” TEE-01B Al centro dello scandalo c’è il satellite TEE-01B, prodotto dalla società cinese Earth Eye Co. Documenti riservati rivelano che l’Iran avrebbe acquistato il controllo del dispositivo nel 2024 tramite una transazione segreta. Da quel momento, le coordinate orbitali del satellite sono state modificate per sorvegliare…
Il Field Marshal Asim Munir, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito del Pakistan, a capo della delegazione a Teheran
Mentre cresce l’attesa per un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine alle ostilità, il nodo centrale delle trattative è diventato lo sblocco degli asset iraniani congelati all’estero, stimati in circa 100 miliardi di dollari. Le condizioni di Teheran Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato ufficialmente che il rilascio di questi fondi (principalmente proventi petroliferi bloccati in banche straniere) deve avvenire prima di qualsiasi negoziato effettivo. Nonostante alcune indiscrezioni emerse durante i colloqui di Islamabad suggerissero un’apertura di Washington, il governo statunitense ha smentito, confermando che i fondi restano congelati mentre…