(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2026 - In una conferenza stampa carica di tensione diplomatica, il Segretario di Stato Marco Rubio ha fatto il punto sulla strategia statunitense in Medio Oriente, delineando i confini del “Project Freedom” e i futuri rapporti con Teheran e i suoi alleati.
Fine delle operazioni militari dirette
Il Segretario di Stato ha annunciato ufficialmente la conclusione di “Operation Epic Fury”, l’operazione militare su vasta scala lanciata da Stati Uniti e Israele lo scorso 28 febbraio. Rubio ha confermato che tutti gli obiettivi della missione sono stati completati con successo. Tuttavia, ha precisato che questo non equivale alla fine definitiva del conflitto, che potrebbe essere riavviato qualora le circostanze lo richiedessero.
Le condizioni per la stabilità: Nucleare e Hormuz
Per raggiungere una pace duratura, Washington pone due condizioni non negoziabili:
• L’accettazione da parte di Teheran delle richieste del Presidente Trump sul programma nucleare.
• La riapertura immediata dello Stretto di Hormuz.
Rubio ha ribadito che la responsabilità del “Project Freedom” spetta primariamente agli Stati Uniti, in quanto unica nazione dotata della necessaria capacità di proiezione di potenza per garantire la libera navigazione nello stretto.
La pressione diplomatica: Cina e Vaticano
Sul fronte delle alleanze, Rubio ha inviato messaggi chiari a Pechino e alla Santa Sede:
• Cina: In vista della visita del Ministro degli Esteri iraniano a Pechino, Rubio auspica che la Cina solleciti l’Iran a interrompere il blocco dello stretto, sottolineando come l’economia cinese sia la prima a soffrire per l’instabilità delle rotte commerciali.
• Vaticano: Il Segretario di Stato ha minimizzato le divergenze tra il Presidente Trump e Papa Leone XIV. Ha spiegato che la fermezza statunitense contro il nucleare iraniano è volta a proteggere milioni di cristiani e cattolici nel mondo da una potenziale minaccia atomica.
Scetticismo sulle intenzioni di Teheran
Rubio ha concluso sottolineando che le affermazioni iraniane di non voler sviluppare armi nucleari non sono supportate dai fatti. Lo sviluppo di centrifughe avanzate e la costruzione di bunker sotterranei dimostrano, secondo il Segretario di Stato, la mancanza di serietà del governo iraniano nel perseguire un reale percorso di pace.
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