(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2026 - L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha respinto formalmente la risoluzione 9245 della Lega Araba, definendola “priva di fondamento legale” e “politicamente motivata”. In una lettera indirizzata al Segretario Generale António Guterres, Teheran accusa il documento di ignorare deliberatamente le violazioni della propria sovranità compiute dagli Stati Uniti e da Israele.
Secondo la rappresentanza iraniana, le azioni intraprese nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz rientrano nel “legittimo esercizio del diritto all’autodifesa” garantito dal diritto internazionale. Nella missiva, l’Iran punta il dito non solo contro gli aggressori diretti, ma denuncia anche la responsabilità internazionale di Paesi della regione – tra cui Qatar, Bahrain, Kuwait, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania – accusandoli di complicità nel favorire le operazioni militari degli Stati Uniti.
La mossa diplomatica avviene in un momento di estrema tensione, con il Pentagono che ha confermato il blocco navale totale e l’Iran che ha ripreso gli attacchi contro infrastrutture negli Emirati, descrivendo la situazione attuale come una risposta necessaria alla “guerra di aggressione” guidata dall’amministrazione Trump.
