(AGENPARL) - Roma, 8 Ottobre 2020 - COSENZA “Sono 21 i siti di Centrali di produzione di energia elettrica, di proprietà dell’Enel, dislocati in tutt’Italia. Impianti che hanno contribuito alla crescita del nostro Paese e che oggi possono offrire nuove opportunità economiche investendo nell’energia pulita. L’ex centrale Enel di Corigliano Rossano (CS) fa parte dei siti dismessi e che devono essere riconvertiti. Per questa centrale è stata scelta la procedura del Concorso di progetti ‘Futur-e’ – lanciato a marzo 2016 e conclusa nel dicembre 2019 – volto a individuare soluzioni sostenibili per dare nuova vita al sito. Le proposte tecniche non sono state ammesse a negoziazione per la non sussistenza dei requisiti di fattibilità realizzativa, per altri progetti, invece, gli approfondimenti hanno evidenziato la non fattibilità realizzativa da parte della compagine proponente. Il Partito democratico partirà proprio dall’ex centrale di Corigliano Rossano per mettere in campo un progetto di riconversione dei siti e di riqualificazione energetica”. È quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale nonché responsabile nazionale dipartimento ‘Crisi industriali’ del Pd. “Domani, venerdì 9 ottobre, alle ore 10 – è detto in una nota – una delegazione del Pd rappresentata dal responsabile nazionale del Dipartimento ‘Crisi industriali’, Carlo Guccione, e il responsabile nazionale del dipartimento Lavoro, Marco Miccoli, effettueranno un sopralluogo dell’ex Centrale Enel di Corigliano Rossano. Saranno presenti anche il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, e sindaco della città di Corigliano Rossano Flavio Stasi”. “L’ipotesi sulla quale si sta lavorando – spiega Carlo Guccione – è quella di includere anche questo sito in un progetto di transizione Green. Un’occasione per riconvertire l’ex centrale, attualmente in stato di abbandono, in una nuova opportunità, creando nuova occupazione e producendo energia rinnovabile. Le risorse da utilizzare potrebbero essere sia quelle previste dal Recovery Fund sia quelle messe a disposizione dall’Unione Europea da investire nell’ambiente. Il Parlamento europeo, ad esempio, ieri ha deciso di fissare al 60 per cento, entro il 2030, la riduzione delle emissioni di CO2. Si parte dalla Calabria per un Piano nazionale di corretto utilizzo dei fondi europei per fare in modo che l’Italia cresca in termini economici, recuperando vecchi ritardi soprattutto in settori strategici, quali la transizione verde, digitale, la crescita sostenibile, in linea con quanto previsto dall’Unione Europea”. (News&Com)
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