(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2026 - La società energetica britannica Drax sigla una partnership con Brookfield e Radiant per sviluppare uno dei maggiori poli di calcolo per l’intelligenza artificiale del Regno Unito. Il progetto prevede una prima capacità di 100 megawatt entro il 2028, ulteriori 500 MW entro il 2031 e un’espansione successiva oltre un gigawatt. L’investimento potenziale supera i 20 miliardi di sterline e potrebbe proteggere centinaia di posti di lavoro. Restano però aperte questioni fondamentali sui consumi energetici, sulle emissioni della biomassa e sulla sostenibilità ambientale.
Il Regno Unito accelera gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, puntando a trasformare una delle sue più importanti centrali elettriche in un grande polo tecnologico destinato all’elaborazione avanzata dei dati.
Martedì 3 novembre 2026, il gruppo energetico britannico Drax ha annunciato un accordo strategico con Brookfield e Radiant per sviluppare un complesso di data center dedicato all’intelligenza artificiale presso la centrale elettrica di Drax, nel North Yorkshire, con investimenti potenziali superiori a 20 miliardi di sterline.
L’iniziativa potrebbe trasformare il sito, storicamente legato alla produzione di energia elettrica attraverso il carbone e successivamente convertito prevalentemente alla biomassa, in uno dei maggiori centri britannici per l’intelligenza artificiale.
Secondo il comunicato ufficiale pubblicato da Drax il 3 novembre, il progetto verrà realizzato progressivamente, con una prima fase da 100 megawatt di capacità prevista per il primo trimestre del 2028.
Una seconda fase dovrebbe aggiungere altri 500 megawatt tra il 2028 e il 2031, mentre ulteriori sviluppi dopo il 2031 potrebbero portare la capacità totale oltre un gigawatt.
Il valore complessivo dell’investimento, compresi i semiconduttori e le altre apparecchiature necessarie al funzionamento delle infrastrutture, potrebbe superare i 20 miliardi di sterline.
La prima fase prevede un investimento potenziale di 2,5 miliardi.
L’operazione coinvolge tre soggetti principali: Drax metterà a disposizione terreni e infrastrutture energetiche, Radiant contribuirà con le proprie competenze nella progettazione e nella gestione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, mentre Brookfield parteciperà al finanziamento attraverso una joint venture con Qai, società collegata al fondo sovrano del Qatar.
La notizia è stata confermata anche da Reuters, che ha evidenziato l’importanza dell’operazione nel quadro della strategia britannica per rafforzare le proprie capacità di calcolo e ridurre la dipendenza dai fornitori esteri.
L’annuncio ha provocato una reazione positiva sui mercati finanziari, con le azioni Drax in rialzo di circa il 9% nelle prime contrattazioni.
Tuttavia, il progetto si trova ancora nelle fasi iniziali: la realizzazione dipenderà dalle autorizzazioni urbanistiche e regolatorie, dalla disponibilità dei collegamenti elettrici, dall’individuazione dei clienti e dalle decisioni definitive di investimento.
Il progetto Drax-Radiant-Brookfield: un nuovo polo britannico dell’intelligenza artificiale
La partnership nasce dall’esigenza di sviluppare infrastrutture capaci di sostenere la crescita della domanda di potenza di calcolo legata all’intelligenza artificiale.
I moderni sistemi di IA richiedono enormi capacità di elaborazione, soprattutto durante l’addestramento e l’esecuzione di modelli complessi.
La realizzazione di grandi data center rappresenta quindi una componente sempre più importante della competizione tecnologica internazionale.
Secondo la comunicazione ufficiale trasmessa da Drax alla Borsa di Londra, il sito nel North Yorkshire offre condizioni particolarmente favorevoli per un progetto di grandi dimensioni.
La centrale dispone infatti di infrastrutture elettriche già esistenti, terreni disponibili e una connessione alla rete nazionale con una capacità di circa quattro gigawatt.
L’impianto possiede inoltre una capacità di generazione elettrica attiva pari a circa 2,6 gigawatt.
Queste caratteristiche permetterebbero di accelerare lo sviluppo rispetto a un progetto realizzato in una località priva di infrastrutture energetiche adeguate.
La possibilità di utilizzare un sito industriale esistente rappresenta uno degli elementi centrali dell’operazione.
Il progetto non richiederebbe infatti di creare da zero tutte le principali infrastrutture necessarie per l’accesso all’elettricità.
La centrale dispone anche di sistemi di raffreddamento e si trova relativamente vicina alle infrastrutture britanniche di trasmissione dei dati attraverso fibra ottica.
Tuttavia, la presenza di una connessione elettrica già esistente non elimina la necessità di nuove autorizzazioni e valutazioni tecniche.
La realizzazione di un complesso di queste dimensioni potrebbe comportare modifiche significative alla gestione dell’energia e delle infrastrutture locali.
Oltre 20 miliardi di sterline: come sarà distribuito l’investimento
L’investimento annunciato rappresenta una delle operazioni potenzialmente più rilevanti per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel Regno Unito.
Secondo le valutazioni di Brookfield, la spesa complessiva potrebbe superare i 20 miliardi di sterline.
La cifra comprende anche il costo delle apparecchiature tecnologiche, inclusi i semiconduttori utilizzati per l’elaborazione dei dati.
È importante distinguere questo valore dal costo delle sole opere edilizie.
La realizzazione di un data center richiede infatti diverse categorie di investimento.
Una parte riguarda la costruzione degli edifici, dei sistemi elettrici e degli impianti di raffreddamento.
Un’altra riguarda le apparecchiature informatiche, comprese GPU, processori, server, sistemi di archiviazione e infrastrutture di rete.
Una quota significativa può inoltre essere destinata alla sicurezza, alla manutenzione e all’integrazione con le reti elettriche.
Secondo il comunicato congiunto Drax-Brookfield-Radiant, la prima fase potrebbe beneficiare di un investimento iniziale di 2,5 miliardi di sterline.
Il finanziamento verrà sostenuto attraverso la collaborazione tra Brookfield e Qai.
La presenza di un grande investitore internazionale rappresenta un elemento importante per la credibilità finanziaria del progetto.
Tuttavia, il valore di oltre 20 miliardi rimane una stima potenziale e non deve essere interpretato come una somma già interamente investita o definitivamente impegnata.
Il completamento di tutte le fasi dipenderà dalla domanda di servizi di intelligenza artificiale e dall’evoluzione delle condizioni economiche.
Le tre fasi del progetto: da 100 MW nel 2028 a oltre un gigawatt dopo il 2031
Calendario previsto per il nuovo polo di intelligenza artificiale
- Prima fase — Primo trimestre 2028Fino a 100 MW di capacità di calcolo, con alimentazione iniziale direttamente dalla rete elettrica e investimento potenziale di 2,5 miliardi di sterline.
- Seconda fase — Dal 2028 al 2031Obiettivo di aggiungere fino a 500 MW, attraverso una possibile integrazione diretta con la produzione della centrale Drax.
- Terza fase — Dopo il 2031Ulteriore espansione, con l’ambizione di superare complessivamente un gigawatt di capacità.
Fonte: comunicazione societaria Drax del 3 novembre 2026. Le date e le capacità indicate sono obiettivi progettuali soggetti ad autorizzazioni e decisioni di investimento.
La prima fase è quella maggiormente definita.
Secondo Drax, la struttura iniziale dovrebbe diventare operativa all’inizio del 2028.
Radiant guiderà la progettazione, le relazioni con i clienti e la commercializzazione dei servizi.
Drax si occuperà invece dei terreni, dell’integrazione energetica e delle procedure urbanistiche.
La seconda fase prevede un cambiamento importante nel sistema di alimentazione elettrica.
Una parte del data center potrebbe essere alimentata direttamente dalla produzione della centrale, attraverso un sistema di connessione che non richieda il trasferimento dell’intera energia attraverso la rete pubblica.
L’espansione successiva dovrebbe seguire un modello analogo.
Secondo il comunicato ufficiale di Drax dedicato alle fasi del programma, l’obiettivo finale è creare una capacità complessiva superiore a un gigawatt.
Questo valore corrisponde a 1.000 megawatt.
Si tratta di una dimensione molto elevata per un complesso dedicato all’elaborazione dei dati.
La realizzazione completa potrebbe collocare il sito tra le maggiori infrastrutture britanniche dedicate all’intelligenza artificiale.
Il ruolo di Radiant: progettare e gestire infrastrutture per l’intelligenza artificiale
Radiant è una società con sede nel Regno Unito specializzata nello sviluppo di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
L’azienda opera attraverso un modello che integra terreni dotati di accesso all’energia, investimenti a lungo termine e piattaforme tecnologiche per la gestione della capacità di calcolo.
La società è sostenuta da Brookfield, uno dei principali gruppi internazionali attivi nella gestione degli investimenti e delle infrastrutture.
Secondo la documentazione del progetto pubblicata da Drax, Radiant sarà responsabile della progettazione delle strutture, dello sviluppo commerciale e della ricerca di grandi clienti.
Tra i potenziali utilizzatori potrebbero figurare aziende tecnologiche, operatori cloud, istituzioni pubbliche e imprese interessate ad accedere a capacità avanzate di elaborazione.
Il progetto si inserisce nella crescente domanda di infrastrutture capaci di ospitare sistemi informatici particolarmente energivori.
I moderni acceleratori utilizzati per l’intelligenza artificiale richiedono infatti sistemi elettrici e di raffreddamento progettati per gestire carichi elevati.
La disponibilità di energia continua e affidabile rappresenta quindi una componente essenziale.
Drax e Radiant intendono combinare queste esigenze attraverso un modello nel quale la produzione energetica e la capacità di calcolo siano sviluppate in modo coordinato.
Brookfield e il ruolo degli investimenti internazionali
Il finanziamento del progetto coinvolge Brookfield attraverso una collaborazione con Qai.
La joint venture era stata annunciata nel 2025, con l’obiettivo di sostenere investimenti su larga scala nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Qai è collegata alla Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del Qatar.
Secondo la ricostruzione pubblicata da Reuters il 3 novembre, il capitale destinato al progetto verrà fornito attraverso questa struttura finanziaria.
La partecipazione di investitori internazionali evidenzia l’interesse crescente per il settore delle infrastrutture digitali.
La domanda di capacità di calcolo sta infatti attirando capitali provenienti da fondi infrastrutturali, gruppi tecnologici e investitori istituzionali.
La realizzazione dei data center richiede investimenti iniziali elevati, ma può generare ricavi attraverso contratti di lungo periodo con clienti che utilizzano la capacità informatica.
Questo modello presenta tuttavia rischi.
Il valore economico del progetto dipende dalla capacità di trovare utilizzatori disposti a sottoscrivere accordi commerciali e dall’evoluzione della domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
La tecnologia cambia rapidamente e le caratteristiche dei sistemi informatici potrebbero evolvere nel corso degli anni.
Per questo motivo, i partner hanno scelto di sviluppare il complesso attraverso fasi successive.
La centrale Drax: dal carbone alla biomassa e ora all’intelligenza artificiale
La centrale elettrica di Drax si trova nei pressi di Selby, nel North Yorkshire, e rappresenta da oltre cinquant’anni una delle principali infrastrutture energetiche britanniche.
Originariamente progettata per utilizzare carbone, è stata progressivamente convertita alla produzione di elettricità da biomassa.
Il combustibile principale è costituito da pellet di legno, ottenuti dalla lavorazione di materiale legnoso.
La centrale può utilizzare anche altre tipologie di biomassa, comprese alcune materie prime agricole.
Drax considera questa trasformazione parte del proprio percorso di decarbonizzazione.
La società sostiene che la biomassa, se prodotta attraverso filiere sostenibili, possa contribuire alla sicurezza energetica e alla riduzione delle emissioni rispetto all’utilizzo di combustibili fossili.
Tale posizione è però contestata da diverse organizzazioni ambientaliste e da ricercatori che sottolineano le emissioni prodotte dalla combustione del legno e i tempi necessari per il riassorbimento del carbonio.
Secondo la presentazione ufficiale del progetto dedicato ai data center, Drax intende sfruttare le caratteristiche industriali del sito per creare nuove opportunità di sviluppo economico.
La trasformazione rappresenterebbe una nuova fase nella storia dell’impianto.
Dopo il passaggio dal carbone alla biomassa, il complesso potrebbe assumere un ruolo importante anche nell’economia digitale britannica.
Il vantaggio competitivo: quattro gigawatt di accesso alla rete elettrica
Uno dei principali problemi per lo sviluppo dei grandi data center è la disponibilità di energia elettrica.
L’addestramento e l’esecuzione di modelli avanzati di intelligenza artificiale richiedono infrastrutture capaci di sostenere consumi elevati per periodi prolungati.
In molti Paesi, le imprese interessate a costruire nuovi data center incontrano difficoltà nell’ottenere collegamenti adeguati alla rete.
La realizzazione di nuove linee elettriche, sottostazioni e sistemi di trasformazione può richiedere diversi anni.
Il sito di Drax presenta invece una caratteristica particolarmente favorevole.
Secondo la comunicazione societaria pubblicata sulla Borsa di Londra, la centrale dispone di circa quattro gigawatt di accesso alla rete e 2,6 gigawatt di capacità di generazione elettrica attiva.
Questi dati non significano che tutta l’energia sia già disponibile per alimentare il futuro data center.
La capacità effettivamente utilizzabile dipenderà dalle condizioni operative, dagli obblighi della centrale verso il sistema nazionale e dalle autorizzazioni necessarie.
Il valore strategico riguarda soprattutto l’esistenza di infrastrutture energetiche già realizzate.
L’utilizzo di tali strutture potrebbe abbreviare i tempi necessari per l’avvio del progetto.
Un elemento fondamentale: la prima fase sarà alimentata dalla rete, non direttamente dalla biomassa
Uno degli aspetti più importanti del progetto riguarda il sistema di alimentazione elettrica.
L’idea di costruire il data center accanto a una centrale a biomassa può suggerire che tutta l’elettricità necessaria provenga direttamente dalla combustione del legno.
In realtà, il piano prevede una struttura più articolata.
Secondo il comunicato ufficiale Drax del 3 novembre, la prima fase da 100 MW utilizzerà elettricità prelevata direttamente dalla rete nazionale.
La seconda fase, prevista tra il 2028 e il 2031, dovrebbe invece utilizzare anche una soluzione di alimentazione diretta collegata alla centrale.
Questo modello viene definito behind-the-meter, perché l’energia può essere fornita direttamente al cliente attraverso infrastrutture dedicate, anziché essere integralmente trasferita attraverso la rete pubblica.
Il sistema dovrebbe essere regolato da un accordo di fornitura a lungo termine, noto come Power Purchase Agreement (PPA).
Tale impostazione potrebbe offrire maggiore prevedibilità sui costi e sulla disponibilità dell’energia.
Tuttavia, l’impiego diretto della produzione della centrale richiederà ulteriori autorizzazioni.
La seconda fase non può quindi essere considerata già garantita.
Questa distinzione è rilevante anche dal punto di vista ambientale: il bilancio delle emissioni del data center dipenderà dal mix elettrico effettivamente utilizzato e dalle caratteristiche della produzione energetica associata.
Il nodo dei sussidi alla biomassa: cosa succederà nel 2031?
Il progetto si inserisce in una fase importante per il futuro economico della centrale Drax.
Nel novembre 2025, l’azienda ha sottoscritto con il governo britannico un contratto per differenza, conosciuto come Contract for Difference (CfD).
L’accordo riguarda la produzione di circa sei terawattora annui di elettricità da biomassa nel periodo compreso tra aprile 2027 e marzo 2031.
Secondo il documento regolamentare pubblicato da Drax, questo volume equivale a circa il 30% della produzione annua teorica continua delle unità attive della centrale.
Il contratto comprende inoltre un meccanismo attraverso il quale Drax può richiedere di destinare fino a 500 MW di capacità alla fornitura diretta del data center.
La richiesta deve però essere approvata dal governo britannico e dalla Low Carbon Contracts Company.
La valutazione dovrà considerare diversi fattori, compresi il rapporto tra costi e benefici per i consumatori, la sicurezza energetica e la sostenibilità.
La scadenza del sistema di sostegno nel marzo 2031 rappresenta uno degli elementi che rendono strategica la nuova iniziativa.
Un grande cliente industriale potrebbe offrire alla centrale nuove opportunità commerciali oltre il periodo attualmente coperto dal contratto.
Secondo la ricostruzione di Reuters, gli analisti di JPMorgan considerano la partnership un elemento che potrebbe aumentare le prospettive di utilizzo del sito dopo la scadenza del regime di sostegno.
La possibilità rimane comunque subordinata alla realizzazione del progetto e alla conclusione di contratti economicamente sostenibili.
La strategia britannica: accelerare i data center considerati strategici
L’annuncio di Drax arriva pochi giorni dopo la presentazione di nuove misure governative per sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Il governo britannico ha introdotto il Data Centre Covenant, un programma destinato a favorire lo sviluppo delle infrastrutture digitali ritenute strategiche.
Secondo il documento ufficiale del bilancio britannico 2026, l’obiettivo è accelerare i collegamenti elettrici e facilitare la realizzazione di strutture capaci di contribuire alla competitività tecnologica nazionale.
Il programma prevede condizioni specifiche per ottenere un trattamento prioritario.
Le imprese dovranno dimostrare di contribuire allo sviluppo delle comunità locali, creare opportunità occupazionali e proteggere le risorse idriche.
In cambio, i progetti considerati particolarmente importanti potranno beneficiare di strumenti per accelerare l’accesso alla rete.
In circostanze eccezionali, il governo intende consentire anche l’utilizzo temporaneo di sistemi di generazione elettrica sul sito, fino alla disponibilità di una connessione adeguata.
Questa possibilità non rappresenta un’autorizzazione generale a costruire qualsiasi impianto energetico.
Il governo ha precisato che saranno necessari requisiti rigorosi e verifiche sulla sicurezza energetica.
Il progetto Drax-Radiant potrebbe inserirsi in questo quadro, grazie alla presenza di infrastrutture energetiche già operative.
Chi ha annunciato il nuovo Data Centre Covenant?
La misura è stata presentata nel discorso sul bilancio britannico del 2026.
Nella versione ufficiale pubblicata dal governo, il nuovo patto viene illustrato dal Cancelliere dello Scacchiere.
Il testo integrale del discorso sul bilancio chiarisce che l’obiettivo è garantire collegamenti elettrici adeguati ai progetti strategici, richiedendo in cambio investimenti locali, posti di lavoro e tutela delle risorse idriche.
Nel testo di partenza il provvedimento viene attribuito a John Healey, ma tale attribuzione non trova conferma nel documento ufficiale del bilancio.
È quindi più corretto riferire l’annuncio al governo britannico e al Cancelliere dello Scacchiere, senza attribuirlo a Healey.
La misura risponde a una difficoltà concreta.
La crescita delle infrastrutture digitali ha aumentato rapidamente la domanda di elettricità, mentre la rete nazionale richiede investimenti per adeguarsi.
Il governo intende ridurre i tempi di attesa per i progetti che possono contribuire alla crescita economica e alla capacità tecnologica del Paese.
Il caso Microsoft-Nscale mostra le difficoltà della rete britannica
La necessità di accelerare i collegamenti energetici emerge anche dalle difficoltà incontrate da altri progetti.
Nell’ottobre 2026, Microsoft ha deciso di non procedere con una proposta di collaborazione relativa a un grande data center progettato da Nscale nell’Essex.
Secondo quanto riportato da City AM, il progetto non avrebbe potuto ottenere un collegamento adeguato alla rete prima del 2030.
Il ritardo avrebbe contribuito a rendere meno conveniente l’operazione.
La vicenda dimostra che la disponibilità di capitali e tecnologie non è sufficiente per realizzare rapidamente un’infrastruttura di intelligenza artificiale.
Occorre anche poter garantire energia elettrica in quantità adeguate e con continuità.
I ritardi nelle connessioni possono modificare le decisioni degli investitori, soprattutto in un settore nel quale la domanda di capacità di calcolo cresce rapidamente.
La scelta di Drax di utilizzare un sito dotato di infrastrutture energetiche importanti può quindi essere interpretata come una risposta a questo problema.
Resta però necessario verificare se le autorizzazioni e le condizioni tecniche consentiranno davvero di rispettare il calendario previsto.
La questione ambientale: bruciare legno per alimentare l’intelligenza artificiale è davvero sostenibile?
L’aspetto più controverso del progetto riguarda le conseguenze ambientali dell’utilizzo della biomassa.
Drax sostiene che la produzione elettrica attraverso pellet di legno provenienti da filiere sostenibili possa contribuire alla transizione energetica.
La società considera inoltre la centrale un’infrastruttura importante per garantire elettricità programmabile al sistema britannico.
Tuttavia, diverse organizzazioni ambientaliste contestano l’effettiva sostenibilità climatica della combustione del legno su larga scala.
Il problema riguarda soprattutto il ciclo del carbonio.
Quando il legno viene bruciato, il carbonio contenuto nella biomassa viene rilasciato nell’atmosfera sotto forma di anidride carbonica.
La possibilità di compensare queste emissioni attraverso la ricrescita delle foreste dipende dalle condizioni della filiera, dai tempi di rigenerazione e dalle caratteristiche degli ecosistemi coinvolti.
Non è quindi sufficiente classificare il legno come risorsa rinnovabile per concludere automaticamente che la sua combustione sia climaticamente neutrale.
Secondo un’analisi pubblicata dal Guardian il 20 aprile 2026, una nuova ricerca ha sostenuto che, in alcune condizioni, produrre elettricità bruciando legno può determinare un impatto climatico superiore a quello del gas naturale, anche quando vengono considerate tecnologie di cattura della CO₂.
Si tratta di conclusioni che dipendono dalle ipotesi utilizzate nello studio, comprese la provenienza del combustibile, la gestione forestale e i tempi di analisi.
Il dibattito scientifico sulla biomassa rimane quindi complesso.
Per il nuovo data center, la questione sarà particolarmente importante qualora una parte consistente dell’elettricità provenga direttamente dalla centrale.
Le emissioni della biomassa e il problema della contabilizzazione del carbonio
La contabilizzazione delle emissioni prodotte dalla biomassa segue regole differenti rispetto a quelle applicate ai combustibili fossili.
Nei sistemi internazionali di inventario dei gas serra, la CO₂ biogenica emessa durante la combustione viene generalmente contabilizzata attraverso il settore dell’utilizzo del suolo e delle foreste, per evitare duplicazioni.
Questo metodo contabile non significa che le emissioni fisiche di anidride carbonica siano pari a zero.
La combustione del legno produce effettivamente CO₂, mentre il suo eventuale riassorbimento dipende dalla crescita della vegetazione e dalle condizioni delle foreste.
Il problema diventa particolarmente rilevante quando il combustibile viene trasportato su grandi distanze o quando l’approvvigionamento può influire sugli ecosistemi forestali.
Le valutazioni climatiche devono quindi considerare l’intero ciclo di vita del combustibile, comprese raccolta, lavorazione, trasporto e combustione.
Le emissioni effettive del futuro data center dipenderanno inoltre dalla quota di elettricità prelevata dalla rete e da quella eventualmente fornita direttamente dalla centrale.
Una valutazione ambientale attendibile dovrà considerare entrambi gli aspetti.
La cattura del carbonio può risolvere il problema?
Drax ha lavorato anche allo sviluppo di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO₂ proveniente dalla produzione elettrica a biomassa.
Questa tecnologia è conosciuta come BECCS, acronimo di Bioenergy with Carbon Capture and Storage.
L’idea consiste nel catturare una parte dell’anidride carbonica prodotta dalla combustione e impedirne il rilascio nell’atmosfera attraverso sistemi di trasporto e stoccaggio geologico.
In determinate condizioni, il processo potrebbe contribuire alla rimozione netta di CO₂ dall’atmosfera.
Tuttavia, il risultato dipende da numerosi fattori, tra cui la sostenibilità della biomassa utilizzata, la quantità di carbonio effettivamente catturata e le emissioni associate all’intera filiera.
Lo studio esaminato dal Guardian nell’aprile 2026 ha messo in dubbio la convenienza climatica di alcune configurazioni di produzione elettrica da legno anche in presenza di sistemi di cattura.
La questione non può quindi essere risolta attraverso una semplice dichiarazione sulla neutralità carbonica.
Servono misurazioni, criteri di sostenibilità verificabili e analisi del ciclo di vita.
È inoltre importante precisare che l’annuncio del 3 novembre non dimostra che il futuro data center sarà alimentato da una centrale già dotata di sistemi BECCS pienamente operativi.
L’eventuale impatto di tali tecnologie dovrà essere valutato separatamente rispetto al progetto informatico.
Il controverso sistema dei sussidi pubblici a Drax
La centrale Drax è stata più volte al centro del dibattito britannico sui sussidi destinati alla produzione di energia rinnovabile.
La conversione dal carbone alla biomassa ha beneficiato di meccanismi di sostegno pubblico, giustificati dalle autorità nell’ambito degli obiettivi di decarbonizzazione.
I critici sostengono però che questi incentivi abbiano finanziato un’attività le cui emissioni e conseguenze ambientali richiedono valutazioni più severe.
Il tema è stato affrontato anche da Bloomberg in un’inchiesta sul funzionamento dei meccanismi di sostegno energetico.
La nuova partnership con Radiant e Brookfield introduce un ulteriore elemento nel dibattito.
Se una parte della produzione della centrale verrà destinata direttamente a un data center commerciale, sarà necessario valutare il rapporto tra le agevolazioni pubbliche previste per l’elettricità e i ricavi derivanti dalla vendita di energia a clienti privati.
Drax ha chiarito che il contratto del 2025 comprende una procedura specifica per richiedere l’utilizzo di capacità elettrica fino a 500 MW a favore del data center.
La richiesta dovrà essere valutata dalle autorità competenti anche sotto il profilo della convenienza economica per i consumatori.
Questo meccanismo rappresenta un passaggio importante per evitare che la nuova attività produca effetti non previsti sul sistema di sostegno pubblico.
Acqua e raffreddamento: un’altra questione ambientale fondamentale
L’impatto dei data center non riguarda soltanto l’elettricità.
I sistemi informatici ad alte prestazioni producono grandi quantità di calore durante il funzionamento.
Per mantenere le apparecchiature entro temperature operative adeguate è necessario utilizzare infrastrutture di raffreddamento.
Questi sistemi possono basarsi su differenti tecnologie, alcune delle quali richiedono quantità significative di acqua.
L’impatto effettivo dipende dalla progettazione, dalle condizioni climatiche e dalle modalità di gestione del calore.
Nel caso di Drax, la presenza di infrastrutture industriali esistenti potrebbe offrire vantaggi, ma il progetto dovrà comunque dimostrare di rispettare le norme ambientali applicabili.
Il nuovo Data Centre Covenant del governo britannico prevede espressamente che i progetti strategici proteggano le risorse idriche delle comunità locali.
Secondo il bilancio britannico 2026, la tutela dell’acqua rappresenta uno dei criteri previsti per l’accesso ai benefici del programma.
La questione sarà particolarmente rilevante durante il processo di autorizzazione.
Le imprese dovranno valutare il fabbisogno idrico e le possibili conseguenze sulle risorse locali.
Al momento non sono stati comunicati dati progettuali sufficienti per quantificare il consumo idrico complessivo del futuro campus.
Centinaia di posti di lavoro e nuove opportunità per il North Yorkshire
Uno degli argomenti principali utilizzati da Drax per sostenere il progetto riguarda l’occupazione.
L’amministratore delegato Will Gardiner ha dichiarato che l’iniziativa potrebbe contribuire a garantire il futuro del sito e a proteggere centinaia di posti di lavoro.
Il progetto viene presentato anche come un’opportunità per rafforzare l’economia del Nord dell’Inghilterra.
Secondo il comunicato ufficiale della società, la realizzazione del data center potrebbe sostenere l’occupazione locale e attirare nuovi investimenti industriali.
Le opportunità potrebbero riguardare diversi settori.
Durante la costruzione saranno necessarie attività edili, installazioni elettriche, opere impiantistiche e servizi tecnici.
Una volta operativo, il complesso richiederà personale specializzato nella gestione delle infrastrutture informatiche, della sicurezza, dell’alimentazione elettrica e del raffreddamento.
Anche le imprese locali potrebbero beneficiare della domanda di servizi e forniture.
Tuttavia, il numero definitivo dei posti di lavoro creati non è ancora stato comunicato.
La promessa di proteggere centinaia di occupati deve quindi essere distinta da una stima verificata dei nuovi impieghi permanenti.
I data center possono richiedere grandi investimenti ma impiegare, durante la fase operativa, un numero relativamente contenuto di lavoratori rispetto ad altri grandi impianti industriali.
L’effetto economico locale dipenderà dunque anche dalla partecipazione delle imprese del territorio e dalle attività collegate al nuovo campus.
Un fondo per le comunità locali
Drax, Brookfield e Radiant hanno annunciato l’intenzione di istituire un fondo volontario destinato alle comunità circostanti.
Secondo la comunicazione pubblicata sulla London Stock Exchange, il fondo verrà sviluppato attraverso un confronto con i residenti e le realtà locali.
L’iniziativa dovrebbe essere separata dagli obblighi eventualmente imposti dalle autorizzazioni urbanistiche.
Drax ha inoltre precisato che il nuovo fondo sarà aggiuntivo rispetto ai programmi comunitari già sostenuti dall’azienda.
L’obiettivo dichiarato è garantire che una parte dei benefici economici del progetto ricada direttamente sul territorio.
Le modalità operative e l’entità delle risorse non sono ancora state definite.
La società ha annunciato che la consultazione pubblica sulla prima fase dovrebbe iniziare nel novembre 2026.
Questo passaggio sarà importante per raccogliere osservazioni su occupazione, traffico, impatto ambientale, utilizzo dell’energia e benefici economici.
La reazione della Borsa di Londra: azioni Drax in forte rialzo
L’annuncio ha ricevuto un’accoglienza positiva dagli investitori.
Secondo Reuters, le azioni Drax hanno registrato un rialzo di circa il 9% nelle prime contrattazioni di martedì 3 novembre.
Il mercato ha interpretato la partnership come un’opportunità per ampliare le prospettive economiche del gruppo oltre la tradizionale produzione di energia.
Il coinvolgimento di Brookfield viene considerato un elemento favorevole perché introduce un partner con esperienza negli investimenti infrastrutturali.
Anche l’esistenza di un percorso di sviluppo articolato in più fasi ha contribuito ad attirare l’attenzione.
La reazione positiva della Borsa non dimostra però che il progetto produrrà necessariamente i risultati previsti.
Il valore delle azioni riflette aspettative degli investitori, che possono modificarsi nel tempo.
I principali elementi di incertezza riguardano autorizzazioni, costi di realizzazione, domanda effettiva, contratti con i clienti e condizioni di fornitura elettrica.
Il completamento di un investimento di questa portata richiederà diversi anni.
Il Regno Unito vuole rafforzare la propria sovranità tecnologica
La partnership Drax-Radiant-Brookfield si inserisce anche nel dibattito sulla sovranità tecnologica.
Il governo britannico considera strategica la disponibilità sul territorio nazionale di infrastrutture capaci di sostenere lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Le capacità di calcolo avanzate sono infatti fondamentali per la ricerca, la sanità, la difesa, la pubblica amministrazione e numerose attività industriali.
Dipendere esclusivamente da infrastrutture collocate all’estero può creare difficoltà legate alla protezione dei dati, all’accesso ai servizi e alla continuità operativa.
Il bilancio britannico 2026 prevede interventi dedicati alla capacità nazionale di intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica e al sostegno delle imprese tecnologiche.
Il governo punta inoltre a migliorare la disponibilità di infrastrutture informatiche e ad accelerare gli investimenti strategici.
Secondo Drax, il nuovo campus potrebbe offrire alle imprese britanniche e ai centri di ricerca accesso a capacità di elaborazione avanzate senza dover necessariamente utilizzare strutture situate all’estero.
Il risultato dipenderà naturalmente dai clienti che utilizzeranno il complesso e dalle condizioni commerciali applicate.
La presenza fisica del data center nel Regno Unito non garantisce automaticamente il controllo nazionale di ogni tecnologia utilizzata.
I semiconduttori, i software e molte componenti possono continuare a provenire da fornitori internazionali.
Il futuro dei grandi data center dipenderà sempre più dall’energia
Il caso Drax evidenzia una trasformazione importante dell’economia digitale.
Per molti anni, la localizzazione dei data center è stata determinata soprattutto dalla connettività, dal costo dei terreni e dalla vicinanza ai principali clienti.
La crescita dell’intelligenza artificiale sta rendendo l’accesso all’elettricità un fattore sempre più decisivo.
Le infrastrutture informatiche avanzate richiedono potenza elevata e affidabilità di fornitura.
Di conseguenza, siti industriali dotati di grandi connessioni elettriche possono diventare particolarmente interessanti.
La possibilità di collocare data center vicino a centrali elettriche, sottostazioni e infrastrutture energetiche può ridurre alcune difficoltà operative.
Tuttavia, un modello di questo tipo richiede un’attenta valutazione della compatibilità tra domanda informatica, sicurezza del sistema elettrico e obiettivi ambientali.
Un grande data center può diventare un cliente industriale importante per una centrale, ma può anche modificare la distribuzione dell’energia disponibile.
Il caso Drax sarà quindi osservato con attenzione sia dagli operatori tecnologici sia dalle autorità energetiche.
Un investimento storico tra opportunità economiche e interrogativi ambientali
L’annuncio del 3 novembre 2026 rappresenta un passaggio importante nella strategia britannica per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Drax, Brookfield e Radiant intendono trasformare una parte del sito della centrale elettrica nel North Yorkshire in un grande polo di elaborazione dei dati, con una capacità potenziale superiore a un gigawatt.
L’investimento complessivo potrebbe superare i 20 miliardi di sterline, compresi i semiconduttori e le apparecchiature informatiche.
La prima fase dovrebbe rendere disponibili fino a 100 MW entro il 2028, mentre ulteriori sviluppi sono previsti fino al 2031 e negli anni successivi.
Il progetto potrebbe contribuire alla crescita dell’economia digitale britannica, proteggere posti di lavoro e attirare nuovi capitali.
La disponibilità di infrastrutture energetiche esistenti rappresenta uno dei suoi principali vantaggi competitivi.
Ma il successo dell’iniziativa dipenderà non soltanto dalla capacità di costruire grandi infrastrutture informatiche, bensì anche dalla sostenibilità economica, energetica e ambientale dell’intero progetto.
Le controversie sulle emissioni della biomassa, la gestione dei sussidi pubblici, il fabbisogno idrico e le autorizzazioni rimangono questioni fondamentali.
Il piano deve ancora superare diversi passaggi, compresa l’individuazione dei clienti e l’approvazione definitiva degli investimenti.
La nuova partnership mostra comunque una tendenza sempre più evidente: nella competizione globale sull’intelligenza artificiale, la disponibilità di energia affidabile sta diventando importante quanto la capacità di sviluppare semiconduttori e software avanzati.
Per il Regno Unito, il progetto Drax potrebbe diventare un esempio della trasformazione delle vecchie infrastrutture industriali in poli dell’economia digitale.
Resta da dimostrare se questa trasformazione saprà conciliare le ambizioni tecnologiche con gli obiettivi di sicurezza energetica, tutela dell’ambiente e sviluppo delle comunità locali.
