(AGENPARL) - Roma, 30 Ottobre 2026 - Il presidente della Federazione calcistica francese Philippe Diallo interviene in difesa dell’attaccante del Real Madrid dopo le polemiche per aver definito Mao Zedong un «dittatore». Nonostante le scuse, tre importanti marchi cinesi interrompono le collaborazioni commerciali e le emittenti statali sospendono la trasmissione delle partite della Liga.
Una battuta pronunciata durante un podcast si è trasformata in un caso internazionale, con conseguenze commerciali e diplomatiche per uno dei calciatori più famosi al mondo. Kylian Mbappé, attaccante del Real Madrid e capitano della nazionale francese, è finito al centro di una controversia in Cina dopo aver definito l’ex leader comunista Mao Zedong un «dittatore».
Le dichiarazioni del fuoriclasse francese, 27 anni, hanno provocato una forte reazione sui social media cinesi, spingendo diversi sponsor ad annunciare la cessazione dei rapporti commerciali e alcune emittenti statali a sospendere la trasmissione delle partite del campionato spagnolo.
A intervenire in difesa del giocatore è stato il presidente della Federazione calcistica francese (FFF), Philippe Diallo, che giovedì 29 ottobre ha invitato a considerare chiusa la vicenda dopo le scuse pubbliche presentate dal calciatore.
Secondo quanto riportato da Reuters il 29 ottobre, Diallo ritiene che Mbappé non intendesse offendere il popolo cinese e che la controversia abbia ormai assunto proporzioni eccessive.
La difesa della Federcalcio francese: «La polemica è troppo forte»
Il presidente della FFF ha affrontato la questione durante un’intervista al quotidiano francese Ouest-France, sottolineando la necessità di evitare ulteriori conseguenze per la carriera sportiva del capitano della nazionale.
Come riportato da Le Parisien, Diallo ha giudicato la reazione alla battuta del giocatore eccessivamente intensa.
Il dirigente ha spiegato di non ritenere che Mbappé volesse danneggiare l’immagine di una figura storica cinese o insultare la popolazione del Paese asiatico.
Diallo ha inoltre ricordato che il giocatore ha chiarito il contesto delle proprie dichiarazioni e ha già presentato le sue scuse.
La posizione della federazione francese è dunque quella di favorire la chiusura della controversia, consentendo all’attaccante di concentrarsi sugli impegni sportivi con il Real Madrid e con la nazionale.
Il caso, tuttavia, sembra aver superato i confini del calcio, coinvolgendo sponsor, televisioni e rappresentanti diplomatici.
Tutto nasce da un meme: Mbappé paragona una sua immagine a Mao Zedong
L’origine della controversia risale a un episodio del podcast francese The Bridge, nel quale Mbappé aveva commentato alcune immagini satiriche circolate sui social media.
Tra queste figurava un fotomontaggio che sovrapponeva il volto del giocatore a quello di Mao Zedong, storico leader della rivoluzione comunista cinese e fondatore della Repubblica Popolare Cinese nel 1949.
Il meme faceva riferimento, in chiave ironica, alla presunta influenza esercitata da Mbappé sulle decisioni delle società calcistiche per le quali ha giocato.
Nel corso della conversazione, il calciatore ha descritto la figura raffigurata nel fotomontaggio come un uomo che riteneva fosse un dittatore cinese, senza nominarlo direttamente.
Secondo la ricostruzione pubblicata da TIME il 28 ottobre, il riferimento ha rapidamente provocato proteste e critiche sulle piattaforme digitali cinesi.
Il video originale del podcast è stato successivamente rimosso, ma alcune clip avevano già iniziato a circolare online.
La questione è particolarmente delicata in Cina, dove Mao Zedong conserva un ruolo centrale nella storia ufficiale della Repubblica Popolare, pur essendo una figura ampiamente discussa dagli storici per le politiche repressive e le conseguenze delle sue campagne politiche.
La reazione cinese: tre sponsor interrompono gli accordi con Mbappé
Le conseguenze più immediate della controversia sono state registrate sul piano commerciale.
Tre importanti aziende cinesi hanno annunciato la cessazione delle collaborazioni con l’attaccante francese.
Si tratta di Mengniu, uno dei principali gruppi lattiero-caseari della Cina; Shanghai Milkground Food Tech, società attiva nel settore alimentare; ed Eastroc Beverage, produttore di bevande energetiche.
Come confermato da Reuters il 27 ottobre, i tre marchi hanno preso le distanze dal giocatore in seguito alle critiche suscitate dalle sue dichiarazioni.
La decisione evidenzia il peso economico del mercato cinese per le grandi stelle dello sport internazionale.
Mbappé non è soltanto uno dei calciatori più conosciuti al mondo, ma rappresenta anche un testimonial commerciale di grande rilevanza per aziende e campagne pubblicitarie.
La perdita delle collaborazioni potrebbe quindi avere conseguenze economiche significative, anche se non sono stati resi pubblici i valori complessivi degli accordi interrotti.
Secondo un approfondimento pubblicato da Forbes, il caso dimostra quanto le dichiarazioni pubbliche degli atleti possano incidere sulle relazioni con i marchi internazionali, soprattutto quando coinvolgono argomenti politicamente sensibili.
La Cina oscura le partite del Real Madrid e della Liga
Le ripercussioni hanno coinvolto anche il mondo delle trasmissioni sportive.
L’emittente statale cinese Migu ha deciso di non trasmettere la partita del Real Madrid contro il Racing Santander prevista per domenica 1° novembre.
La decisione è stata riportata da Al Jazeera sulla base delle informazioni diffuse da Reuters.
Inoltre, secondo quanto riferito da Eurosport, il gruppo audiovisivo statale China Media Group, che controlla la televisione pubblica CCTV, ha annunciato la sospensione delle trasmissioni del campionato spagnolo.
Si tratta di una misura con possibili conseguenze per la visibilità della Liga nel mercato asiatico.
Il calcio europeo dispone infatti di un pubblico molto ampio in Cina, dove società come Real Madrid e Barcellona hanno sviluppato negli anni importanti attività commerciali, accordi televisivi e collaborazioni con sponsor locali.
Le decisioni delle emittenti evidenziano quindi come una controversia legata alle parole di un singolo giocatore possa coinvolgere un intero campionato.
Real Madrid e Liga presentano le scuse: interviene anche la diplomazia
Di fronte alle reazioni provenienti dalla Cina, anche il Real Madrid e la Liga spagnola sono intervenuti per tentare di contenere le conseguenze della vicenda.
Entrambe le organizzazioni hanno presentato le proprie scuse.
Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha inoltre istituito un gruppo incaricato di gestire la crisi e ha incontrato mercoledì 28 ottobre l’ambasciatore cinese in Spagna, Yao Jing.
Secondo Reuters, l’incontro aveva l’obiettivo di affrontare le conseguenze delle dichiarazioni di Mbappé e preservare i rapporti tra il calcio spagnolo e il mercato cinese.
L’intervento diplomatico rappresenta uno degli aspetti più significativi del caso.
Una discussione nata attorno a un meme pubblicato sui social media ha infatti finito per coinvolgere la federazione calcistica francese, il Real Madrid, gli organizzatori della Liga e la rappresentanza diplomatica cinese.
La vicenda dimostra quanto il calcio internazionale sia ormai intrecciato con interessi economici, reputazionali e istituzionali che vanno ben oltre il terreno di gioco.
Pechino prende atto delle scuse del calciatore
Anche il governo cinese è intervenuto sulla controversia.
Secondo quanto riportato dall’agenzia AFP il 28 ottobre, un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Pechino prende seriamente in considerazione le scuse presentate dal giocatore.
Si tratta di un segnale diplomatico significativo, anche se non equivale a una conferma della fine delle restrizioni commerciali e mediatiche.
Le critiche sui social media cinesi sono state particolarmente intense, soprattutto per il riferimento a una figura storica che continua ad avere una forte rilevanza simbolica nella Repubblica Popolare.
Il quotidiano statale China Daily ha evidenziato come le dichiarazioni dell’attaccante abbiano messo a rischio i suoi rapporti commerciali e mostrato i limiti dell’influenza delle celebrità straniere in un contesto culturalmente e politicamente diverso da quello europeo.
Rimane da vedere se le scuse saranno sufficienti a ristabilire le collaborazioni interrotte.
Mao Zedong, una figura storica ancora divisiva
Al centro della polemica figura Mao Zedong, che guidò la Repubblica Popolare Cinese dalla sua fondazione nel 1949 fino alla morte, nel 1976.
Mao è considerato dalla narrazione ufficiale cinese una figura fondamentale nella costruzione dello Stato moderno e nella vittoria della rivoluzione comunista.
La sua eredità storica è tuttavia oggetto di un ampio dibattito internazionale.
Le politiche attuate durante il Grande Balzo in Avanti contribuirono a una gravissima carestia, mentre la Rivoluzione culturale provocò persecuzioni politiche, violenze e profonde trasformazioni sociali.
Il giudizio sul suo governo è quindi fortemente diverso tra la rappresentazione istituzionale cinese e una parte significativa della storiografia internazionale.
In Cina, le rappresentazioni satiriche o offensive di Mao possono suscitare reazioni particolarmente forti, anche quando provengono da personaggi pubblici stranieri.
La controversia nata attorno alle parole di Mbappé si inserisce proprio in questo contesto, nel quale le interpretazioni storiche e la sensibilità politica si intrecciano con la comunicazione globale.
Libertà di espressione e interessi economici: il caso Mbappé divide
La vicenda solleva anche interrogativi sul rapporto tra libertà di espressione, responsabilità pubblica e interessi commerciali.
Da un lato, il giocatore ha utilizzato un’espressione riferita a una figura politica e storica durante una conversazione informale, senza che risultasse un intento dichiarato di attaccare la popolazione cinese.
Dall’altro, le aziende coinvolte hanno deciso di interrompere i rapporti commerciali in risposta alle reazioni suscitate dalle sue parole.
Le due questioni devono essere tenute distinte: la possibilità di esprimere giudizi su figure storiche non comporta automaticamente l’obbligo per un’impresa privata di mantenere una collaborazione pubblicitaria.
Al tempo stesso, l’intervento delle emittenti statali e il coinvolgimento diplomatico mostrano che la polemica non riguarda soltanto decisioni commerciali indipendenti.
Per il calcio europeo, l’episodio rappresenta un caso significativo delle difficoltà che possono emergere quando personaggi sportivi globali si confrontano con mercati caratterizzati da sensibilità politiche differenti.
La Federcalcio francese prova a chiudere il caso
Philippe Diallo ha scelto una posizione chiara: difendere il capitano della nazionale francese e invitare a non prolungare ulteriormente la controversia.
Come ricostruito da Le Parisien, il presidente della FFF considera importante che Mbappé possa continuare la stagione senza ulteriori conseguenze sportive legate alla vicenda.
Le scuse del giocatore sono state presentate, il Real Madrid e la Liga sono intervenuti e le autorità cinesi hanno preso atto delle dichiarazioni.
Restano però aperte le questioni relative agli sponsor perduti e alle trasmissioni televisive sospese.
Una battuta nata da un meme si è così trasformata in una controversia internazionale, mostrando quanto sia delicato il rapporto tra calcio, politica e grandi interessi economici.
Per Mbappé, la sfida sarà ora recuperare i rapporti con il pubblico e i partner commerciali cinesi, mentre la Federcalcio francese auspica che l’episodio venga definitivamente superato.
