(AGENPARL) - Roma, 30 Ottobre 2026 - Dopo oltre vent’anni di lavori e quattro decenni di ricerca, il governo finlandese autorizza il deposito geologico di Onkalo, progettato per custodire fino a 6.500 tonnellate di combustibile nucleare esaurito a oltre 400 metri di profondità. Prima dell’avvio dello smaltimento serviranno gli ultimi controlli di sicurezza.
La Finlandia scrive una pagina storica nel settore dell’energia nucleare. Il governo di Helsinki ha concesso la prima licenza operativa al mondo per un deposito geologico destinato allo smaltimento permanente del combustibile nucleare esaurito, segnando un passaggio fondamentale nella gestione di uno dei problemi più complessi dell’industria atomica: la conservazione sicura delle scorie radioattive per decine di migliaia di anni.
Il protagonista di questa svolta è Onkalo, l’imponente struttura sotterranea costruita nell’area di Olkiluoto, nel comune finlandese di Eurajoki, dove i materiali radioattivi saranno collocati all’interno di speciali contenitori progettati per impedirne la dispersione nell’ambiente.
La decisione è arrivata il 22 ottobre 2026, quando il governo finlandese ha ufficialmente concesso alla società Posiva Oy la licenza per l’impianto di incapsulamento e smaltimento definitivo, valida fino alla fine del 2070.
Un traguardo senza precedenti, frutto di oltre quarant’anni di studi e di un progetto infrastrutturale avviato più di due decenni fa.
L’autorizzazione non significa, tuttavia, che il deposito abbia già iniziato a ricevere il combustibile radioattivo. Prima dell’entrata in funzione dovranno essere completate ulteriori verifiche tecniche e ottenuto il via libera definitivo dell’autorità nazionale di sicurezza nucleare.
Onkalo, il deposito costruito a oltre 400 metri sotto terra
Il nome Onkalo, che in finlandese significa approssimativamente “caverna” o “cavità”, identifica una complessa rete di gallerie scavate in profondità nella roccia cristallina della Finlandia occidentale.
La struttura è stata realizzata per conservare definitivamente il combustibile nucleare esaurito proveniente dalle centrali finlandesi di Olkiluoto e Loviisa.
Secondo le informazioni ufficiali pubblicate da Posiva, il deposito si basa su un sistema di isolamento geologico e ingegneristico progettato per proteggere l’ambiente senza richiedere una sorveglianza attiva perpetua.
L’impianto è composto da due elementi principali: una struttura di incapsulamento in superficie, dove il combustibile radioattivo viene preparato per lo smaltimento, e un deposito sotterraneo situato a oltre 400 metri di profondità.
Il progetto sfrutta le caratteristiche geologiche del sottosuolo finlandese, costituito da formazioni rocciose estremamente antiche e relativamente stabili.
Questa scelta mira a ridurre il rischio che terremoti, infiltrazioni d’acqua o altri processi naturali possano compromettere le barriere di isolamento nel lunghissimo periodo.
Come funzionerà il sistema di sicurezza per le scorie nucleari
La tecnologia impiegata a Onkalo si basa sul principio delle barriere multiple, ossia una successione di protezioni indipendenti destinate a rallentare o impedire la fuoriuscita delle sostanze radioattive.
Il combustibile esaurito viene prima inserito in contenitori metallici appositamente progettati, dotati di una robusta struttura interna e di un rivestimento esterno in rame resistente alla corrosione.
I contenitori vengono successivamente trasferiti nelle gallerie sotterranee e collocati in appositi fori ricavati nella roccia.
Attorno a ciascun contenitore viene sistemata argilla bentonitica, un materiale naturale che tende a espandersi quando entra in contatto con l’umidità.
La bentonite svolge diverse funzioni: limita il movimento dell’acqua, contribuisce alla stabilità meccanica del sistema e ostacola il trasporto di eventuali sostanze radioattive.
Infine, le gallerie vengono progressivamente riempite e sigillate, trasformando il deposito in una struttura concepita per funzionare attraverso sistemi di sicurezza passiva.
Come spiegato in un approfondimento tecnico di Interesting Engineering, l’obiettivo è isolare il combustibile radioattivo dall’ambiente esterno per tempi estremamente lunghi, sfruttando contemporaneamente le proprietà dei materiali utilizzati e quelle della formazione geologica.
Fino a 6.500 tonnellate di combustibile nucleare esaurito
Le dimensioni del progetto sono considerevoli.
Secondo il comunicato del governo finlandese del 22 ottobre, Onkalo è autorizzato a gestire fino a 6.500 tonnellate di uranio contenuto nel combustibile nucleare esaurito, proveniente dagli impianti attualmente in funzione nel Paese.
Il quantitativo corrisponde a circa 3.300 contenitori destinati allo smaltimento definitivo.
Una volta raggiunta la piena operatività, il sistema dovrebbe consentire il deposito di un massimo di 60 contenitori all’anno.
Le operazioni proseguiranno per diversi decenni, accompagnando il ciclo di vita delle centrali nucleari finlandesi.
Le previsioni ufficiali indicano che il deposito potrebbe continuare a ricevere combustibile fino agli anni Venti del XXII secolo, prima della chiusura definitiva delle gallerie.
Dopo la sigillatura completa dell’impianto, la responsabilità del combustibile esaurito passerà allo Stato finlandese, secondo quanto previsto dalla legislazione nazionale.
La licenza attualmente concessa fino al 2070 riguarda invece la fase autorizzativa iniziale dell’esercizio e non rappresenta la data prevista per il riempimento completo del deposito.
La sicurezza per 100.000 anni: la grande sfida dell’energia nucleare
Uno degli aspetti più ambiziosi del progetto riguarda la durata delle misure di isolamento.
Il combustibile nucleare esaurito contiene sostanze radioattive che possono rimanere pericolose per periodi molto lunghi, con tempi di decadimento differenti a seconda dei radionuclidi presenti.
Per questo motivo, la sicurezza del deposito viene valutata su scale temporali che raggiungono centinaia di migliaia di anni e, in alcune analisi, fino a un milione di anni.
Secondo quanto riportato dall’American Nuclear Society, l’autorità finlandese per la sicurezza nucleare STUK ha esaminato la capacità del sistema di limitare la dispersione delle sostanze radioattive nell’ambiente anche su periodi estremamente lunghi.
Il principio non è che tutta la radioattività scompaia dopo 100.000 anni, ma che il sistema di barriere impedisca esposizioni pericolose durante il progressivo decadimento dei materiali.
Si tratta di una sfida scientifica complessa, perché richiede valutazioni sull’evoluzione della roccia, delle acque sotterranee, dei contenitori metallici e delle condizioni ambientali in un futuro molto lontano.
Il modello finlandese punta quindi a combinare la progettazione ingegneristica con la stabilità naturale delle formazioni geologiche.
La licenza è arrivata, ma Onkalo non è ancora operativo
Nonostante il risultato raggiunto, il deposito dovrà superare gli ultimi controlli prima di iniziare a ricevere le scorie nucleari.
La società Posiva ha annunciato ufficialmente il conseguimento della licenza il 22 ottobre 2026, definendo la decisione una tappa storica per la Finlandia e per l’industria nucleare internazionale.
L’amministratore delegato Ilkka Poikolainen ha evidenziato l’importanza del risultato, ricordando che il progetto è stato possibile grazie a competenze tecniche, stabilità istituzionale e decenni di ricerca.
Rimangono tuttavia alcune procedure fondamentali.
Prima dello smaltimento definitivo, Posiva dovrà completare il collaudo degli impianti, verificare i sistemi di incapsulamento e dimostrare il rispetto di tutte le condizioni di sicurezza previste.
L’autorità finlandese STUK dovrà inoltre effettuare un’ispezione conclusiva. Soltanto dopo il superamento di questo passaggio sarà possibile avviare le operazioni.
La società non ha ancora comunicato una data definitiva per il primo deposito di combustibile esaurito.
La Finlandia supera uno degli ostacoli storici dell’energia atomica
La gestione delle scorie radioattive rappresenta da decenni una delle maggiori questioni irrisolte dell’industria nucleare.
Le centrali producono grandi quantità di elettricità senza emissioni dirette di anidride carbonica durante il funzionamento, ma generano anche combustibile esaurito che deve essere gestito secondo rigorosi standard di sicurezza.
In numerosi Paesi, il materiale viene attualmente conservato in piscine di raffreddamento oppure in contenitori speciali collocati all’interno di depositi temporanei.
Queste soluzioni possono garantire elevati livelli di protezione, ma richiedono manutenzione, controlli e una gestione istituzionale prolungata nel tempo.
Onkalo propone invece una soluzione definitiva, basata sull’isolamento geologico profondo.
La ministra finlandese del Clima e dell’Ambiente, Sari Multala, ha sottolineato nel comunicato ufficiale del governo la responsabilità di garantire una gestione sicura dell’energia nucleare lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, compreso lo smaltimento finale.
L’esperienza finlandese dimostra come la pianificazione a lungo termine e la continuità delle politiche energetiche possano consentire la realizzazione di infrastrutture estremamente complesse.
Stati Uniti ancora senza un deposito permanente per il combustibile esaurito
Il traguardo finlandese mette in evidenza il contrasto con la situazione degli Stati Uniti, che dispongono del più grande parco nucleare commerciale al mondo ma non hanno ancora realizzato un deposito geologico operativo per il combustibile esaurito proveniente dai reattori civili.
Da decenni Washington affronta difficoltà politiche, normative e territoriali nella scelta di una soluzione definitiva.
Il progetto più conosciuto è quello di Yucca Mountain, nel Nevada, che ha incontrato opposizioni e ostacoli istituzionali.
Nel frattempo, il combustibile nucleare esaurito continua ad accumularsi presso gli impianti e nei depositi temporanei.
Secondo un rapporto del Government Accountability Office statunitense, il combustibile esaurito può comportare rischi per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza se non viene gestito correttamente.
La mancanza di una soluzione definitiva genera inoltre costi economici e responsabilità finanziarie che si protraggono nel tempo.
Un’analisi pubblicata da OilPrice ha evidenziato il peso crescente degli obblighi economici legati alla gestione dei rifiuti nucleari americani.
Il risultato ottenuto dalla Finlandia potrebbe diventare un importante riferimento tecnico e istituzionale anche per gli Stati Uniti.
Svezia e Francia seguono il modello dello smaltimento geologico
La Finlandia non è l’unico Paese impegnato nello sviluppo di depositi permanenti.
Anche la Svezia sta procedendo con un progetto di smaltimento geologico profondo del combustibile nucleare esaurito, basato su principi simili a quelli impiegati a Onkalo.
La Francia, attraverso il progetto Cigéo, sta sviluppando una soluzione per i rifiuti radioattivi ad alta attività e a lunga vita, fondata sull’isolamento in formazioni geologiche profonde.
Le differenze riguardano i materiali, le caratteristiche del sottosuolo, le procedure autorizzative e le categorie di rifiuti da gestire.
Il principio condiviso è però quello di evitare che le generazioni future debbano dipendere esclusivamente da sistemi di sorveglianza e manutenzione permanenti.
L’esperienza finlandese rappresenta quindi una tappa importante nello sviluppo internazionale delle tecnologie di smaltimento geologico.
Un progetto destinato a durare oltre un secolo
Il deposito di Onkalo non è stato concepito come un’infrastruttura destinata a operare per pochi decenni.
Il suo ciclo operativo dovrebbe estendersi per oltre un secolo, mentre le barriere di isolamento dovranno continuare a svolgere la propria funzione per tempi immensamente più lunghi.
La decisione del governo finlandese del 22 ottobre 2026 segna l’ingresso del progetto nella fase conclusiva che precede il funzionamento effettivo.
Rimangono le ultime verifiche tecniche e regolatorie, ma la Finlandia ha già raggiunto un primato internazionale: essere il primo Paese ad aver autorizzato l’esercizio di un impianto per lo smaltimento geologico definitivo del combustibile nucleare esaurito.
Onkalo potrebbe così diventare un modello per il futuro dell’energia atomica, dimostrando che la gestione a lungo termine dei rifiuti radioattivi può essere affrontata attraverso investimenti, ricerca scientifica, controlli indipendenti e una pianificazione capace di guardare molto oltre le generazioni presenti.
