(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2026 - “Quando il presente ti mette davanti a Hiroshima un hibakusha (被爆者) cioè un sopravvissuto alle bombe atomiche del 1945, allora attraverso il suo racconto ti rendi conto ancor di più di quanto l’uomo sia capace di autodistruggersi”, dice il Vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, oggi in visita al Memoriale della pace di Hiroshima, nell’ambito della missione in Giappone.
“Avere la possibilità di confrontarsi e di ascoltare la storia da Hiroshi Arada, che all’epoca aveva sei anni e fu investito dall’esplosione mentre teneva per mano il papà alla stazione, significa cogliere gli effetti micidiali di questa catastrofe provocata dall’uomo soprattutto in questo momento nel quale troppo spesso, e con troppa disinvoltura, si affrontano alcune crisi evocando lo spettro dell’utilizzo di ordigni nucleari. Da Hiroshima arriva più di un monito: si tratta di essere consapevoli che non può e non deve ripetersi”.
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“Quando il presente ti mette davanti a Hiroshima un hibakusha (被爆者) cioè un sopravvissuto alle bombe atomiche del 1945, allora attraverso il suo racconto ti rendi conto ancor di più di quanto l’uomo sia capace di autodistruggersi”, dice il Vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, oggi in visita al Memoriale della pace di Hiroshima, nell’ambito della missione in Giappone.
“Avere la possibilità di confrontarsi e di ascoltare la storia da Hiroshi Arada, che all’epoca aveva sei anni e fu investito dall’esplosione mentre teneva per mano il papà alla stazione, significa cogliere gli effetti micidiali di questa catastrofe provocata dall’uomo soprattutto in questo momento nel quale troppo spesso, e con troppa disinvoltura, si affrontano alcune crisi evocando lo spettro dell’utilizzo di ordigni nucleari. Da Hiroshima arriva più di un monito: si tratta di essere consapevoli che non può e non deve ripetersi”.
“Quando il presente ti mette davanti a Hiroshima un hibakusha (被爆者) cioè un sopravvissuto alle bombe atomiche del 1945, allora attraverso il suo racconto ti rendi conto ancor di più di quanto l’uomo sia capace di autodistruggersi”, dice il Vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, oggi in visita al Memoriale della pace di Hiroshima, nell’ambito della missione in Giappone.
“Avere la possibilità di confrontarsi e di ascoltare la storia da Hiroshi Arada, che all’epoca aveva sei anni e fu investito dall’esplosione mentre teneva per mano il papà alla stazione, significa cogliere gli effetti micidiali di questa catastrofe provocata dall’uomo soprattutto in questo momento nel quale troppo spesso, e con troppa disinvoltura, si affrontano alcune crisi evocando lo spettro dell’utilizzo di ordigni nucleari. Da Hiroshima arriva più di un monito: si tratta di essere consapevoli che non può e non deve ripetersi”.



