(AGENPARL) - Roma, 20 Ottobre 2026 - Il vicepresidente americano ribadisce il dissenso sull’adesione di Kiev e chiede di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe, sostenendo che danneggino i consumatori statunitensi.
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance si è espresso contro l’ingresso dell’Ucraina nella NATO. In un’intervista a 2WAY Tonight, ha distinto la collaborazione con Kiev da un rapporto di alleanza formale e ha ribadito la propria contrarietà agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe.
«Non fanno parte della NATO. Non credo che dovrebbero farne parte», ha dichiarato Vance, secondo il resoconto dell’intervista pubblicato dall’agenzia ucraina UNN. Il vicepresidente ha comunque riconosciuto nell’Ucraina un partner degli Stati Uniti e affermato che la cooperazione proseguirà su alcune questioni, pur in presenza di divergenze.
Le sue parole esprimono una posizione politica contraria all’adesione di Kiev. Non costituiscono, da sole, una nuova decisione collettiva dell’Alleanza atlantica.
Vance ha indicato gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe come esempio di interessi non coincidenti tra Washington e Kiev. Secondo il vicepresidente, colpire gli impianti che producono gasolio contribuisce ad aumentare i costi dell’energia per gli americani.
Ha quindi sostenuto che l’Ucraina dovrebbe interrompere queste operazioni, precisando al tempo stesso che gli Stati Uniti continueranno a collaborare con il Paese.
Il collegamento tra gli attacchi e i prezzi dei carburanti rappresenta la valutazione espressa da Vance nell’intervista. Le sue dichiarazioni non offrono una quantificazione dell’impatto specifico di tali operazioni rispetto agli altri fattori che influenzano i mercati energetici.
Il vicepresidente ha descritto un rapporto nel quale il sostegno e la collaborazione non implicano l’allineamento su ogni scelta ucraina. Il punto politico è proprio questo: Washington intende mantenere margini di dissenso sulle operazioni di Kiev, mentre Vance esclude personalmente che il futuro del rapporto debba passare attraverso l’ingresso nella NATO.
L’intervista rende così esplicite due distanze: una sulla prospettiva strategica dell’Ucraina, l’altra sull’impiego degli attacchi contro il settore energetico russo. Resta da vedere come queste posizioni si tradurranno nelle decisioni concrete dell’amministrazione americana e nel confronto con gli altri partner di Kiev.
