(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2026 - De Wever collega le consegne all’arrivo dei nuovi F-35. Nell’incontro con Zelensky a Bruxelles, confronto sulle esigenze della difesa aerea e sul sostegno finanziario a Kiev.
BRUXELLES — Il Belgio prevede di consegnare dieci caccia F-16 all’Ucraina entro la fine del 2026. Lo ha annunciato il primo ministro Bart De Wever durante una conferenza stampa il 15 ottobre, dopo un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine del vertice europeo.
De Wever ha spiegato che il calendario aveva subito ritardi a causa delle consegne degli F-35 destinati a sostituire gli aerei belgi. L’arrivo dei nuovi velivoli consentirebbe ora di procedere ai trasferimenti verso Kiev.
Il ruolo nella difesa aerea
Il premier ha sottolineato l’urgenza delle esigenze ucraine, indicando gli F-16 tra gli strumenti utili per contrastare i droni russi a propulsione a reazione.
Anche il resoconto ufficiale della presidenza ucraina conferma che il colloquio ha riguardato le consegne dei caccia e la possibilità di forniture aggiuntive di munizioni. Zelensky ha richiamato il contributo degli F-16 nel respingere gli attacchi e la necessità di ricevere altri velivoli rapidamente.
Possibili forniture da FN Herstal
Secondo le dichiarazioni riportate dall’agenzia Anadolu, i due leader hanno discusso anche della possibilità che il Belgio fornisca munizioni per gli aerei, comprese quelle prodotte dall’azienda belga FN Herstal.
Si tratta di un’ipotesi esaminata nel confronto: nel resoconto non vengono precisati quantitativi o scadenze per queste forniture.
Restano da chiarire i dettagli dei trasferimenti
L’annuncio dei dieci F-16 rappresenta un impegno sulle consegne entro l’anno, senza equivalere alla conferma che tutti i velivoli siano già stati trasferiti.
De Wever non ha inoltre specificato quanti degli aerei annunciati saranno destinati all’impiego operativo e quanti eventualmente al supporto tecnico o ai ricambi. È una distinzione rilevante per valutare il contributo effettivo alla flotta ucraina.
Il sostegno finanziario e il nodo Euroclear
Nel bilaterale è stato affrontato anche il fabbisogno finanziario dell’Ucraina. De Wever non ha approfondito pubblicamente la possibilità di utilizzare i beni russi congelati, in larga parte custoditi presso Euroclear, con sede in Belgio.
Bruxelles aveva sollevato obiezioni alla proposta di impiegarli per finanziare un prestito di riparazione, richiamando possibili rischi legali e finanziari. Il confronto sugli aiuti militari procede quindi accanto al dibattito europeo sugli strumenti per sostenere economicamente Kiev.
