(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2026 - Il Consiglio europeo chiede maggiore protezione contro le minacce ibride e valuta requisiti più severi sui visti per i cittadini russi. Nel documento anche sicurezza marittima, insediamenti israeliani e difesa della Corte penale internazionale.
BRUXELLES — I leader dell’Unione europea esprimono rammarico per la decisione degli Stati Uniti di sospendere temporaneamente le sanzioni sul diesel russo. Nelle conclusioni del vertice del 15 e 16 ottobre, il Consiglio europeo ribadisce il sostegno all’Ucraina e l’obiettivo di aumentare la pressione su Mosca, riducendone le entrate energetiche e contrastando l’elusione delle restrizioni.
La posizione evidenzia una divergenza con Washington, che ha presentato l’apertura alle forniture russe come una risposta agli elevati prezzi dei carburanti.
Mar Nero, infrastrutture e minacce ibride
Il documento richiama la necessità di ripristinare condizioni di navigazione sicura nel Mar Nero. I leader condannano gli attacchi alle navi civili, compresi gli episodi nelle zone economiche esclusive di Bulgaria e Romania, e chiedono maggiore protezione delle infrastrutture critiche.
Sul fronte delle minacce ibride, sollecitano un rafforzamento della preparazione europea e l’impiego degli strumenti disponibili. Ulteriori sanzioni e requisiti più restrittivi per i visti dei cittadini russi figurano tra le opzioni da considerare: non equivalgono quindi a nuove regole già operative.
Medio Oriente e libertà di navigazione
Le conclusioni affrontano anche l’escalation in Medio Oriente, chiedendo iniziative diplomatiche per evitare un’ulteriore destabilizzazione.
I leader condannano le minacce alla navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz e gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita e le navi mercantili nel Mar Rosso e a Bab el-Mandab. La sicurezza delle rotte marittime viene collegata al rispetto del diritto internazionale e alla necessità di interrompere le ostilità.
Insediamenti, il richiamo alle imprese
Su Gaza e sulla Cisgiordania occupata, il Consiglio esprime preoccupazione per la crisi umanitaria e condanna l’espansione degli insediamenti e la violenza dei coloni contro i civili palestinesi.
A Israele viene chiesto di annullare i progetti di insediamento illegali, incluso quello nell’area E1. Il documento invita inoltre le imprese a non partecipare alle relative gare, richiamando le conseguenze legali, economiche e reputazionali per aziende e istituzioni finanziarie coinvolte.
La difesa della Corte penale internazionale
Il Consiglio europeo deplora anche le sanzioni americane contro la Corte penale internazionale e ne chiede la revoca. Ribadisce il sostegno all’indipendenza della Corte e la disponibilità a proteggerne l’accesso ai servizi finanziari e alle altre prestazioni necessarie al funzionamento.
Il vertice affianca dunque al sostegno a Kiev una più ampia presa di posizione sulla sicurezza e sul diritto internazionale. Per le misure ancora allo studio, saranno necessari successivi atti prima che gli orientamenti politici producano obblighi concreti.
