(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - impegno. Depositata risoluzione
"Israele non esegue condanne a morte dal 1962, ma quest'anno, con tre
provvedimenti tra legislazione della Knesset e ordini militari, ha riaperto
la strada alle esecuzioni. È un arretramento grave, tanto più perché queste
norme rischiano di essere applicate in modo discriminatorio nei confronti
dei palestinesi, anche davanti ai tribunali militari e a un tribunale
speciale" lo dichiara la deputata di Azione Federica Onori, segretaria
della commissione Affari esteri della Camera.
"Non è accettabile che la pena di morte torni a essere uno strumento di
giustizia, tanto meno se rischia di colpire una sola parte della
popolazione. Per questo, come annunciato in commissione Esteri durante
l'audizione di EuroMed Rights, del Public Committee Against Torture in
Israel e del Palestinian Centre for Human Rights, abbiamo depositato una
risoluzione che chiede al Governo italiano di sollevare la questione con
Israele e in sede europea, di monitorare i procedimenti in cui è prevista
la pena capitale e di guidare alle Nazioni Unite il negoziato sulla
moratoria universale, in coerenza con il nostro impegno storico per
l'abolizione della pena di morte" conclude Onori.
