(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2026 - “Le bollette alte dovrebbero convincerci ad avere una maggiore autosufficienza energetica, attraverso energie rinnovabili disponibili sul nostro territorio, senza andare a chiedere a nessuno Stato. Pensiamo al sole e all’acqua. Dobbiamo fare investimenti che restano a casa nostra, che all’inizio possono essere impegnativi ma che poi ritornano sotto forma di posti di lavoro ed energia”. Lo ha detto il climatologo, divulgatore scientifico e presidente della Società Meteorologica Italiana, Luca Mercalli, ospite questa sera de L’Elefante, il programma condotto da Peter Gomez su Rai 3 e RaiPlay.
Nel corso della trasmissione Mercalli ha affrontato i temi della transizione energetica, degli effetti sociali del cambiamento climatico e delle politiche ambientali, sottolineando come siano soprattutto i “più poveri a pagare il prezzo delle catastrofi climatiche. Chi prende una batosta di questo genere ha meno possibilità di ricostruire. Un Paese povero diventa ancora più povero. Nei Paesi ricchi abbiamo la Protezione civile e la capacità delle istituzioni di darci una mano. Insomma, la stessa catastrofe climatica viene assorbita con una capacità di reazione maggiore. Se collassa il sistema ambientale, collassa tutto: l’economia, le imprese e il nostro benessere. Per questo è fondamentale la messa in sicurezza dell’ambiente”.
Sulla contrarietà di alcune forze politiche al Green Deal, Mercalli ha sostenuto che “c’è un mantenimento dello status quo. Pensiamo soltanto alle energie fossili e per questo si tende a mantenere le cose come stanno”. Quanto all’interesse crescente della politica verso il nucleare, “è una voglia di concentrare le risorse. L’energia nucleare è prima di tutto un’energia di Stato e soprattutto lenta. Non è una cosa che ci sarà domani, ma arriverà tra decenni. Nel frattempo, un pannello fotovoltaico lo puoi installare domani mattina e subito dopo produce già energia”.
Mercalli ha poi ricordato che l’industria bellica e militare, “anche senza la guerra”, influisce sul cambiamento climatico “perché assorbe una quantità di risorse di primissima qualità. Quindi usa energia e materie prime. Ha già un consumo e un impatto enormi sull’ambiente e quindi sulle emissioni. In più, quando le armi vengono usate, hanno un impatto ambientale diretto, con emissioni che vanno in atmosfera. È veramente un’assurdità, come dice Papa Leone, che oggi si pensi alla guerra, quando invece dovremmo unire le forze per combattere il cambiamento climatico”.
Sul caldo che ha caratterizzato il 2026, Mercalli ha spiegato che “abbiamo pagato un bilancio sanitario enorme, con 50 mila vittime in Europa. Tanti anziani ci hanno lasciato proprio perché non ce l’hanno fatta a sopportare il caldo dell’estate 2026”.
