(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2026 - "Questo decreto è l'ennesima occasione persa per il Parlamento, per i milioni di lavoratrici e lavoratori della Pubblica amministrazione e per tutte quelle persone che aspettavano dalla maggioranza risposte che, ancora una volta, non sono arrivate. Un provvedimento che avrebbe dovuto rafforzare la PA e contrastare la precarietà e che invece lascia irrisolti i problemi strutturali e tradisce gli impegni assunti dal Governo".
Lo dichiara la deputata Silvia Roggiani della Presidenza del Partito Democratico, intervenendo nell'Aula della Camera sul decreto Pubblica amministrazione.
"Il caso della giustizia – ha aggiunto l'esponente Pd – è emblematico: a fronte di circa 1.600 precari e di una carenza complessiva di organico che supera le 5 mila unità, il Governo risponde aumentando di appena 25 unità il personale della magistratura ordinaria. Ma le promesse tradite riguardano anche migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata, che attendono il rinnovo del contratto da otto anni, e quelli delle RSA, dove il contratto è scaduto addirittura da quattordici anni".
"Non è andata meglio agli enti locali. Restano senza risposta questioni che abbiamo posto durante tutto l'esame parlamentare: dagli straordinari non pagati agli agenti alla stabilizzazione dei vicesegretari comunali, dal personale dei piccoli Comuni e delle comunità montane al salario accessorio di Province e Città metropolitane. Persino su una misura concreta come l'aumento del valore dei buoni pasto, fermo a 7 euro, la maggioranza ha scelto di dire no".
"Ancora più grave – conclude Roggiani – è la scelta di finanziare parte delle misure del decreto sottraendo risorse a due fondi che avrebbero dovuto essere intoccabili: quello destinato agli indennizzi per i danni da vaccinazioni e quello per l'attuazione della riforma della disabilità e dei progetti di vita personalizzati. Avevamo proposto emendamenti concreti per migliorare il decreto e rafforzare davvero la Pubblica amministrazione. La maggioranza ha preferito respingerli e approvare, con l'ennesima fiducia, un provvedimento che non mantiene le promesse e non risponde ai bisogni di chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei servizi pubblici".
Roma, 28 settembre 2026