(AGENPARL) - Roma, 15 Settembre 2026 - AGR Basilicata
Settembre 15, 2026
L'assessore Carmine Cicala: "Un progetto che intendiamo sostenere con convinzione. Il metodo è chiaro: partire dall'identità e dai dati del territorio, costruire una rete istituzionale e produttiva e trasformare la formazione in opportunità concrete".
«La pastorizia non appartiene soltanto alla memoria delle nostre comunità. Può tornare a rappresentare un'opportunità di lavoro per i giovani, uno strumento di cura del territorio e una leva per contrastare lo spopolamento delle aree interne. Per questo, come Assessorato alle Politiche agricole, intendiamo sostenere con convinzione la proposta di realizzare a Castelsaraceno la nuova edizione della Scuola Giovani Pastori».
È quanto dichiara l'assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, al termine della visita compiuta a Castelsaraceno e del confronto con il sindaco Rocco Rosano.
I dati illustrati durante la visita restituiscono la dimensione del cambiamento avvenuto nel territorio. Intorno al 1970 Castelsaraceno contava circa 2.500 abitanti e il 70 per cento della popolazione viveva di pastorizia ovicaprina, con un patrimonio stimato in circa 120.000 capi. Oggi gli abitanti sono circa 1.100, la zootecnia locale è prevalentemente bovina, con circa 15 aziende residenti e 25 concessioni di fida pascolo, mentre nel territorio è rimasto un solo pastore.
«Questi numeri – ha continuato Cicala – spiegano meglio di qualsiasi definizione perché la Scuola debba nascere proprio qui. Castelsaraceno possiede una straordinaria eredità pastorale, ma registra anche la progressiva perdita di competenze e presenze umane che per secoli hanno garantito la cura delle montagne. La sfida è trasformare questa memoria in formazione, lavoro e nuova capacità imprenditoriale».
La proposta della Scuola Giovani Pastori di Castelsaraceno nasce dalla collaborazione con l'Associazione Riabitare l'Italia e il Crea e si rivolge ai giovani interessati a rimanere o a trasferirsi nelle aree interne e montane per intraprendere un percorso professionale nell'allevamento e nella trasformazione casearia.
Dopo le precedenti esperienze realizzate in Piemonte e nelle Madonie, il progetto di Castelsaraceno intende rafforzare il collegamento tra nuova pastorizia, attrazione di nuovi abitanti, turismo rurale e naturalistico e valorizzazione delle produzioni e delle tradizioni locali.
Il modello prevede la selezione di 15 partecipanti attraverso un bando aperto a livello nazionale e internazionale, un percorso residenziale intensivo di formazione teorica e pratica, attività nelle aziende e nei caseifici, moduli online di accompagnamento alla progettazione e la costituzione di un tavolo permanente con istituzioni, operatori economici, organizzazioni professionali e realtà del territorio. È previsto anche il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, per costruire specifici percorsi rivolti agli studenti.
«Come Assessorato – ha ribadito – ho espresso un indirizzo chiaro: sostenere questa proposta e attivare, attraverso il Dipartimento Politiche Agricole, gli approfondimenti tecnici e amministrativi necessari a definirne modalità, strumenti e condizioni di realizzazione. Il progetto dovrà essere costruito insieme al Comune, al Crea, alle aziende e a tutti gli attori interessati, affinché la formazione sia collegata a concrete possibilità di inserimento nelle filiere locali».