(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2026 - "Non siamo qui per cercare colpevoli, perché i colpevoli sono i criminali che fanno saltare gli sportelli. Siamo qui per capire cosa possiamo fare insieme, ciascuno per la propria competenza, affinché al danno provocato dagli assalti non si aggiunga la beffa per i cittadini, costretti a perdere un servizio essenziale, a spostarsi in altri comuni e magari anche a pagare una commissione per poter prelevare il proprio denaro".
"Abbiamo voluto mettere attorno allo stesso tavolo – prosegue – Regione, Forze dell'Ordine, ABI, Poste Italiane, Ossif, ANCI e rappresentanti dei lavoratori perché siamo davanti a un problema che non riguarda soltanto l'ordine pubblico. Quando uno sportello viene fatto esplodere, soprattutto in un piccolo comune, le conseguenze ricadono su un'intera comunità e spesso a pagarle maggiormente sono le persone anziane e chi ha meno possibilità di spostarsi o di utilizzare i servizi digitali. Quanto ascoltato in audizione dal responsabile della tutela aziendale di Poste Italiane Area Sud, Stefano Formica, da Marco Iaconis di Ossif, il Centro di ricerca dell'Associazione Bancaria Italiana sulla sicurezza anticrimine e dagli altri intervenuti ci rassicura sugli standard di sicurezza adottati e anche su un punto al quale teniamo particolarmente: l'istituzione di un Osservatorio regionale sul fenomeno degli assalti agli sportelli automatici, in dialogo con una cabina di regia nazionale e con le Forze dell'Ordine impegnate sia sul campo sia sul piano strategico nell'ambito dei Comitati per l'ordine e la sicurezza delle Prefetture. Importante anche lo sforzo delle banche di credito cooperativo, che spesso presidiano territori nei quali il fenomeno della desertificazione bancaria è più evidente e che, nonostante la recrudescenza degli assalti, continuano a garantire la propria presenza".
"Da cittadina della provincia di Foggia conosco bene la realtà dei piccoli comuni e delle aree interne – sottolinea la consigliera Rossella Falcone – dove ancora oggi ci sono ATM non ripristinati, non funzionanti o attivi soltanto per alcune ore. Parliamo spesso di paesi abitati prevalentemente da persone anziane, senza sportelli bancari alternativi e con collegamenti insufficienti verso i comuni vicini. Non possiamo chiedere a un pensionato di avere necessariamente un'auto e percorrere chilometri anche solo per prelevare. Comprendiamo i tempi tecnici necessari dopo un assalto, ma non possiamo permettere che comunità già geograficamente isolate subiscano un ulteriore isolamento nell'accesso ai servizi essenziali. Non basta quindi sapere se in un comune esiste un ATM, dobbiamo sapere se funziona davvero".
