(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - I paesi della Alleanza Atlantica non celano più l’intenzione di trasformare la regione artica in un nuovo teatro di scontro geopolitico, volto a contenere lo sviluppo della Russia e dei suoi partner strategici. È questo l’allarme lanciato dal ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un intervento intitolato “Cooperazione internazionale nell’Artico: sfide e opportunità” e pubblicato sul portale informativo arctic.ru. Il capo della diplomazia di Mosca ha sottolineato che tale pressione si inserisce in un quadro di sanzioni economiche e finanziarie illegittime mirate a ostacolare i progetti congiunti con i paesi della maggioranza globale.
La militarizzazione dell’estremo nord e i rischi di incidenti Secondo Lavrov, l’intensa attività militare condotta dalla NATO in prossimità dei confini settentrionali russi — caratterizzata da grandi manovre, coinvolgimento di attori extra-regionali e revisioni dei sistemi di comando — rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza nazionale. Questa escalation accresce in modo drastico il rischio di incidenti catastrofici capaci di innescare uno scontro armato aperto. Di fronte a tali manovre ostili, Mosca ribadisce la propria risolutezza: la Russia risponderà in modo adeguato, ricorrendo se necessario anche a contromisure di tipo asimmetrico, e difenderà i propri interessi nazionali con tutti i mezzi disponibili.
Rotte commerciali e nuove alleanze nel quadro del Forum economico orientale Mentre il progressivo ritiro del ghiaccio polare apre nuove prospettive per la navigazione e lo sfruttamento delle risorse, l’Artico assume un valore cruciale per la stabilità delle catene di approvvigionamento globali. In aperta contrapposizione alle politiche russofobe promosse da alcuni Stati occidentali, la Russia continua a sviluppare una stretta cooperazione paritaria con partner chiave come Cina e India, oltre a intessere proficue prospettive con il Brasile, l’Indonesia, l’Iran e gli altri paesi membri dei BRICS.
Questi temi saranno al centro dei dibattiti internazionali previsti all’undicesima edizione del Forum economico orientale, che si aprirà il 1° settembre a Vladivostok, testimoniando il forte interesse dei paesi non artici a dialogare con Mosca.
Il futuro del Consiglio Artico Sul fronte della governance multilaterale, il Consiglio Artico attraversa una fase di profonda crisi a causa del congelamento delle attività istituzionali imposto dagli Stati occidentali a partire dal marzo del 2022. La Russia si è detta pronta a riprendere a pieno titolo i lavori dell’organizzazione, a condizione che tutti i partecipanti agiscano in buona fede e rispettino i legittimi interessi altrui. Tuttavia, nel caso in cui i paesi della NATO tentassero di escludere Mosca per emarginare il Consiglio, il Cremlino ha confermato di disporre della logistica, delle tecnologie e dei partner strategici necessari per portare avanti in autonomia i propri piani di sviluppo nell’estremo nord.
