(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2026 - L’Higher Presidential Committee for Church Affairs in Palestine ha inviato una lettera ufficiale ai leader e ai capi delle chiese di tutto il mondo per esprimere profonda preoccupazione riguardo alla continua escalation di violenze, agli sfollamenti forzati e alle persecuzioni che colpiscono la popolazione palestinese, con un’attenzione particolare ai cristiani in Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est) e nella Striscia di Gaza.
Un modello sistematico di attacchi e restrizioni
La missiva, firmata da Ramzi Khouri (membro del Comitato Esecutivo dell’OLP e capo del comitato ecclesiastico), sottolinea che le aggressioni contro i cristiani palestinesi non possono più essere considerate episodi isolati. Al contrario, fanno parte di un disegno sistematico che comprende:
- La violenza dei coloni, la confisca di terre e l’espansione degli insediamenti.
- Le restrizioni alla libertà di culto e all’accesso ai luoghi santi cristiani e islamici.
- Aggressioni dirette contro il clero, le suore, le chiese, i monasteri e le proprietà ecclesiastiche.
Il comitato ha inoltre espresso forte preoccupazione per i tentativi di alterare lo status quo storico e giuridico che governa i luoghi santi di Gerusalemme.
La situazione a Taybeh e l’emergenza Gaza
Le pressioni esercitate da queste politiche stanno minacciando la presenza storica e radicata dei cristiani nella loro terra d’origine. Particolare apprensione è stata espressa per Taybeh, l’ultimo villaggio interamente cristiano della Palestina, che sta subendo un doloroso calo demografico. Dal 2023, un numero crescente di famiglie cristiane è costretto a lasciare il paese a causa delle pessime condizioni economiche, delle restrizioni e dell’assenza di prospettive politiche.
La lettera affronta anche la catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, ricordando che la sofferenza dei palestinesi fa parte di una realtà comune che non separa la presenza cristiana dalla più ampia causa del popolo palestinese.
L’appello alla comunità internazionale e alle chiese
Nel documento, il comitato rivolge un invito chiaro ai leader religiosi di tutto il mondo:
- Ascoltare le voci delle chiese locali, del clero e dei teologi palestinesi.
- Visitare la Palestina per constatare direttamente la realtà sul campo, incontrando le comunità cristiane e visitando i luoghi santi.
- Passare all’azione, trasformando la solidarietà e le espressioni di simpatia in prese di posizione concrete e incisive a difesa della giustizia, della dignità e della protezione dei luoghi sacri.
In allegato alla lettera, il comitato ha trasmesso un rapporto dettagliato che documenta le violazioni commesse contro i cristiani palestinesi, le loro chiese e i siti religiosi dall’inizio del 2026 fino ad agosto. Il messaggio conclusivo ai leader mondiali è un pressante invito all’azione: “Vedi. Ascolta. Parla. E fa’ sì che ciò che vedi e ascolti si traduca in azione”.
