(AGENPARL) - Roma, 8 Agosto 2026 - Peggio di così non poteva andare, questa volta la pretestuosa crisi diplomatica con la Spagna voluta dal governo Meloni da figuraccia internazionale si è tradotta in un autogol. Meloni ha voluto approfittare della crisi di Ceuta per attaccare Sanchez e ha deciso addirittura di sospendere il trattato di Schengen sulla libera circolazione: chi proviene dalla Spagna è ora sottoposto ai controlli di frontiera. Una misura insensata visto che Ceuta non è in Europa, e visto che la crisi si è risolta in 48 ore, con la quasi totalità dei migranti rientrata in Marocco. Una mossa che, nell'ottica meloniana, mira a dare una lezione al premier socialista spagnolo che osa non sottomettersi ai diktat di Trump, che rifiuta di investire il 5 % del pil in difesa e che denuncia il genocidio del popolo palestinese per mano del governo Netanyahu. Madrid chiede a Roma di rimuovere i controlli entro domenica, visto che non c'è alcun motivo per mantenerli. Altrimenti dovrà prendere misure proporzionate. A Palazzo Chigi, neanche a dirlo, prevale la postura nazionalista: nessuno può dire all'Italia cosa fare, non si accettano ultimatum o imposizioni dall'estero. Regola che ovviamente non vale per Trump. E come finisce? Che la Spagna introduce i controlli per tutti i viaggiatori provenienti dall'Italia "per la persistente pressione migratoria irregolare" che riguarda il nostro paese.
A brigante, brigante e mezzo.
Roma, 8 agosto 2026