(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - giudiziario *
"Azione voterà contro la fiducia al decreto in materia di giustizia. Il
nostro voto contrario non è contro l'Europa e neppure contro il Patto
europeo sulla migrazione e l'asilo. Siamo contrari a un metodo che
mortifica il ruolo del Parlamento e ad un provvedimento che affronta alcune
conseguenze senza intervenire sulle cause. Il nostro voto non è contro il
Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Ma oggi siamo chiamati a
esprimerci sulla fiducia al Governo ed è qui che nasce la nostra
contrarietà". Lo ha detto Daniela Ruffino, deputata di Azione, nella
dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto per l'attuazione del Patto
dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo.
"Le sfide migratorie – ha proseguito Ruffino – non conoscono confini
nazionali. Lo abbiamo visto a Lampedusa e a Ceuta: quando una frontiera
europea è sotto pressione, è l'intera Europa ad essere chiamata a
rispondere. Ancora una volta il Governo sceglie di comprimere il dibattito
parlamentare e veniamo privati della possibilità di discutere e migliorare
un provvedimento che riguarda diritti fondamentali e il funzionamento della
giustizia. Il Parlamento non è il notaio del Governo. È condivisibile
l'istituzione dell'Ufficio per il processo–stralcio presso le sezioni
specializzate in materia di protezione internazionale. Come pure gli
investimenti nella digitalizzazione dell'amministrazione della giustizia
per avere una giustizia moderna con strumenti informatici efficienti. Sono
condivisibili anche gli interventi sull'equa riparazione, perché quando lo
Stato non rispetta il principio della ragionevole durata del processo, è
giusto che il cittadino sia tutelato. Ma questi aspetti non ci bastano".
"Sui giudici di pace – ha continuato Ruffino – registriamo le maggiori
fragilità per la mancanza di cancellieri, funzionari e personale
amministrativo. La giustizia deve investire sulle persone, le riforme
camminano sulle donne e sugli uomini che ogni giorno tengono aperti i
tribunali. Per noi il tema dei minori è dirimente; ogni decisione tardiva
pesa sul loro futuro. L'Italia è stata richiamata dalla Corte europea dei
diritti dell'uomo per non avere garantito un'adeguata tutela a un minore
straniero non accompagnato, rimasto per mesi in una struttura destinata
agli adulti. E questa è una sconfitta morale. Quindi bene l'obiettivo di
accelerare i procedimenti in materia di protezione internazionale. Per
avere un sistema giudiziario moderno non basta limitarsi a cambiare le
norme".
