(AGENPARL) - Roma, 19 Luglio 2026 - Dura reazione di Pechino alle parole del ministro della Difesa giapponese: “Tokyo mina la stabilità dell’Indo-Pacifico per rispolverare vecchie ambizioni”.
La reazione della Cina alle dichiarazioni del ministro della Difesa giapponese, Shinjiro Koizumi, non si è fatta attendere. Il Ministero degli Esteri di Pechino ha risposto duramente allo strappo di Tokyo. Le autorità cinesi hanno definito “estremamente irresponsabili” le aperture di Koizumi sul superamento del tabù nucleare
Le accuse di neo-militarismo
Secondo la linea ufficiale di Pechino, la mossa del ministro giapponese è molto pericolosa. Koizumi ha infatti messo in discussione i tre principi non nucleari, la storica linea guida che vieta al Giappone di produrre, possedere o ospitare armi atomiche sul proprio territorio. Tokyo starebbe sfruttando le tensioni regionali per legittimare un trend di “neo-militarismo”. La Cina avverte che questa dinamica rischia di compromettere la sicurezza dell’intero scacchiere dell’Indo-Pacifico.
La sfida della deterrenza nell’Indo-Pacifico
Tuttavia, la replica di Pechino si inserisce in un contesto di forti provocazioni militari reciproche. I recenti test balistici condotti da sottomarini cinesi hanno spinto il Giappone a difendersi. Tokyo vuole infatti rivalutare l’efficacia del proprio ombrello protettivo. Di conseguenza, la dura presa di posizione cinese contro Koizumi proietta le relazioni tra le due superpotenze in una fase di aperta e tesa deterrenza strategica.
