(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - HANOI – Il Segretario Generale del Partito Comunista e Presidente del Vietnam, To Lam, ha tracciato una linea netta sulla gestione dello spazio digitale nazionale, definendo il futuro del sistema mediatico del Paese come una questione di sicurezza e sovranità. In un intervento programmatico in vista dell’anniversario del Giornalismo Rivoluzionario, il leader vietnamita ha inquadrato la competizione informativa nell’era digitale non solo come una questione tecnica, ma come una sfida strategica di primo livello.
Il cuore della strategia: Sovranità informativa
To Lam ha esplicitamente sollevato la necessità per il Vietnam di affrancarsi dalla dipendenza dagli algoritmi delle piattaforme transfrontaliere. Secondo il Presidente, affidare la diffusione delle notizie a meccanismi di raccomandazione esterna espone il Paese a rischi di manipolazione, perdita di dati sensibili e indebolimento dell’identità nazionale.
“Il giornalismo deve essere la forza principale per proteggere la sovranità informativa”, ha dichiarato To Lam, ponendo l’accento sulla necessità di costruire infrastrutture e canali proprietari che permettano allo Stato di mantenere un legame diretto e incontaminato con la propria cittadinanza.
Il contesto geopolitico
L’analisi di To Lam riflette una tendenza crescente tra le potenze del cosiddetto “Sud Globale”: il rifiuto di un panorama digitale dominato da attori esterni. Con oltre 85 milioni di utenti internet — l’84% della popolazione — il Vietnam si pone come un laboratorio cruciale per testare la tenuta di un modello di comunicazione che combina l’integrazione tecnologica con un controllo statale rigoroso sulla “verità” pubblica.
Le priorità del Partito
Il leader vietnamita ha dettato tre pilastri per la stampa nazionale:
- Autonomia algoritmica: Ridurre la dipendenza dalle piattaforme estere per evitare la frammentazione del controllo editoriale.
- Difesa dello spazio nazionale: Elevare la protezione del copyright e della sicurezza dei dati come asset strategici, specialmente di fronte all’avanzata dell’Intelligenza Artificiale.
- Etica e rigore: Contrapporre alla velocità dei social media la verifica delle fonti, in un’ottica in cui la stampa non deve solo informare, ma agire come baluardo della stabilità sociale.
Il messaggio di To Lam è chiaro: nel XXI secolo, chi controlla il flusso delle informazioni e le piattaforme di diffusione non sta solo guidando il mercato editoriale, ma sta definendo i confini della propria sovranità nazionale.
Il confronto con il modello europeo: due approcci alla sovranità
Il richiamo di To Lam alla “sovranità informativa” trova un’eco, seppur su presupposti filosofici e politici divergenti, nel recente dibattito europeo. Se l’Unione Europea, attraverso il Digital Services Act (DSA), mira a creare un ecosistema digitale più sicuro, trasparente e responsabile per proteggere i diritti fondamentali dei cittadini e l’integrità del processo democratico, il modello proposto da Hanoi spinge il concetto di “sovranità” verso una difesa più attiva delle strutture statali e del controllo delle narrative.
Mentre a Bruxelles la discussione si concentra sulla regolamentazione dei colossi tecnologici (garantendo che gli algoritmi non siano “black box” opache), in Vietnam l’obiettivo è la creazione di un’infrastruttura digitale nazionale che funga da baluardo contro influenze esterne. Entrambi gli attori — seppur con obiettivi diametralmente opposti in termini di libertà d’espressione — riconoscono che il controllo degli algoritmi è diventato, a tutti gli effetti, il nuovo terreno di gioco della geopolitica del XXI secolo.
Crediti: Office of the President of Russia / CC BY 4.0.
