(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - BRUXELLES – La flotta belga di caccia F-16 è destinata a diventare, nel giro dei prossimi anni, il pilastro del potenziamento aereo ucraino. L’annuncio, arrivato a sorpresa dal Ministro della Difesa Theo Francken durante il summit dei Ministri della Difesa della NATO, non è solo una conferma di aiuti militari, ma una netta accelerazione sulla postura europea nel conflitto.
Il piano di transizione
Il Belgio non si limita più alla promessa dei sette esemplari già concordati con Kiev. La strategia di Francken è chiara: “Proporrò al governo l’invio dell’intera flotta”. Tuttavia, dietro l’annuncio politico c’è una rigorosa tabella di marcia tecnica. La cessione dei velivoli è vincolata all’arrivo dei nuovi F-35, fondamentali per garantire che il Belgio possa continuare a svolgere il proprio ruolo chiave nella dottrina nucleare dell’Alleanza Atlantica. Senza i nuovi jet di quinta generazione, il Belgio non può permettersi di restare sguarnito.
Un gioco di incastri europeo
La decisione di Bruxelles si inserisce in un quadro di aiuti che si fa sempre più complesso e coordinato. Mentre il Belgio pianifica la cessione totale, altri partner europei, come la Svezia, stanno valutando la vendita di JAS 39 Gripen, finanziata tramite prestiti dell’Unione Europea. Al tempo stesso, la partita si gioca anche sulla tecnologia: non si tratta più solo di fornire macchine, ma di integrare sistemi di difesa aerea, droni e know-how tecnologico, come dimostrato dalle recenti tensioni con Varsavia sulla condivisione di brevetti militari.
Le implicazioni politiche
Con questa mossa, il Belgio si candida a diventare uno dei principali fornitori di capacità aerea per l’aeronautica ucraina nel medio periodo. Se l’approvazione governativa dovesse seguire la linea di Francken, Bruxelles non starebbe solo inviando mezzi, ma starebbe inviando un segnale politico di lungo corso: il sostegno a Kiev non è più una misura d’emergenza a breve termine, ma una pianificazione strategica industriale che accompagnerà i prossimi anni di conflitto.
Crediti: Foto: Łukasz Golowanow & Maciek Hypś, Konflikty.pl (CC-BY).
