(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Roma, 26 mag. – "Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sostiene l'introduzione dei piccoli reattori nucleari modulari (SMR) nelle aree industriali italiane, perfino nelle fabbriche, per ridurre i costi energetici. Ma il Presidente Orsini, potrebbe anche citare, gentilmente, un altro posto nel mondo dove questo sia già avvenuto? Cioè dove siano stati realizzati impianti SMR che abbiano ridotto i costi energetici alle imprese? Come fa a dichiarare che gli SMR faranno ridurre i costi energetici, quanto tutti i centri studi nazionali ed internazionali, a partire da bankitalia, dichiarano esattamente il contrario? Chi li pagherebbe questi impianti? Chi garantirebbe i crediti necessari per gli investimenti e l'acquisto a prezzi multipli dell'energia prodotta? Esiste un'azienda in Italia, disposta ad assumersi il rischio di investire sugli SMR, senza intervento dello Stato? E' vero che l'Italia paga l'energia più cara d'Europa, ma se è così, come fa a fidarsi ancora della premier Meloni, che da quando è al Governo ha sbagliato tutte le scelte in materia di politica energetica, portando il Paese a 35 mesi di calo continuativo della produzione industriale? E' fuori di dubbio che dobbiamo abbassare il costo dell'energia in Italia. Ma se il nucleare fosse la soluzione, perché è da 40 anni che sta letteralmente riducendosi la sua quota, a livello globale? La Spagna quando la Meloni è andata al Governo pagava l'energia più o meno come noi. Nonostante avesse già il nucleare. La Spagna ha chiuso due dei suoi impianti e previsto la chiusura degli altri 5 nei prossimi anni. Contemporaneamente ha investito massicciamente per 4 anni nelle rinnovabili. Lo stesso periodo nel quale, Meloni investiva nel gas, con il plauso di Confindustria. Oggi le aziende spagnole pagano l'energia la metà di quelle Italiane. Chi ha completamente spagliato e continua a sbagliare le proprie politiche energetiche, Sanchez o la Meloni? Da Confindustria, in tema di energia, ci saremmo aspettati una visione concreta e indirizzata a soluzioni realizzabili e con un rapido impatto sui prezzi dell'energia; mi riesce difficile capire perché si schieri invece a favore di un azzardo economico e di una prospettiva basata su tecnologie non mature e che verosimilmente potrebbero non concretizzarsi mai, quando le soluzioni tecnologiche economiche e sicure per ridurre il costo dell'energia ci sono già. Lavoriamo, piuttosto, per sbloccare i 131 gigawatt di impianti in attesa di autorizzazione e dimenticati nei cassetti ministeriali, perché il problema del costo dell'energia troppo elevato deve essere risolto e risolto subito". Così in una nota il deputato M5s Enrico Cappelletti.
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