(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2026 - Le speranze di un’imminente svolta diplomatica subiscono una frenata questa mattina. Fonti informate citate dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim hanno dichiarato che Teheran non nutre “alcun ottimismo” nei confronti dell’amministrazione statunitense, definendo il clima dei colloqui — mediati dal Pakistan — profondamente pessimistico.
Secondo la fonte, nonostante lo scambio di messaggi, non è stata raggiunta alcuna intesa definitiva. I nodi restano legati a clausole specifiche, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani congelati, che Teheran considera una precondizione fondamentale. L’Iran ha inoltre ribadito una linea di estrema prudenza: anche in caso di un eventuale accordo iniziale, Teheran continuerà a monitorare con sospetto le mosse di Washington, avvertendo che manterrà attive tutte le proprie “leve di pressione” per rispondere a qualsiasi violazione degli impegni da parte statunitense.
Il retroscena: le “linee rosse” di Teheran bloccano l’intesa
A quanto emerge, il rallentamento nei negoziati non è un fatto dell’ultima ora. Già nella tarda serata di ieri, fonti vicine a Tasnim avevano segnalato che l’ostruzionismo statunitense — in particolare sui nodi critici del rilascio dei fondi congelati — stava mettendo a serio rischio la firma di un Memorandum d’Intesa (MoU).
L’Iran ha ribadito ieri sera la propria posizione di fermezza: Teheran non intende arretrare sulle proprie “linee rosse”, considerate vitali per i diritti del popolo iraniano. Questo stallo, che dura ormai da oltre 12 ore, conferma che la negoziazione non è solo una questione di dettagli tecnici, ma un vero e proprio braccio di ferro politico su quanto gli Stati Uniti siano effettivamente pronti a concedere in termini di sblocco delle risorse economiche.
