
(AGENPARL) - Roma, 18 Maggio 2026 - Mentre Teheran e Washington continuano lo scambio di documenti tecnici tramite Islamabad, da Mosca arriva una raffica di indiscrezioni che sembrano puntare a un unico obiettivo: far saltare il banco. L’agenzia russa TASS, in una rassegna stampa rilancia scenari di guerra imminente che stridono con la cauta diplomazia delle ultime ore.
Il “fantasma” dell’attacco congiunto USA-Israele
Citando testate come Izvestia, i media russi parlano apertamente di preparativi per “nuovi attacchi” contro le basi missilistiche iraniane e lo Stretto di Hormuz. Secondo gli analisti russi, Washington avrebbe già pronto un piano per colpire le infrastrutture vitali iraniane per rispondere alla “mancanza di progressi” nei negoziati. È una lettura che ignora deliberatamente il “piano in 14 punti” presentato da Teheran e i colloqui in corso proprio in queste ore.
Il ricatto del barile: petrolio sopra i 100 dollari
Il vero cuore della manovra russa emerge però nelle analisi di Rossiyskaya Gazeta. Con il greggio stabilmente sopra i 100 dollari, Mosca preme affinché gli Stati Uniti estendano le deroghe per l’acquisto di petrolio russo. Il messaggio del Cremlino è chiaro: senza il greggio di Mosca, l’economia mondiale affonderà. La Russia ha tutto l’interesse a mantenere alta la tensione nel Golfo Persico per massimizzare i profitti energetici e distogliere l’attenzione dal fronte ucraino.
Propaganda e “scaricabarile”
Colpisce la nota finale di TASS, che si dichiara “non responsabile” per i materiali citati. Una mossa che permette alla Russia di lanciare messaggi di guerra a Cuba (citando presunti droni iraniani a Guantanamo) e attacchi verbali a Trump, senza però assumersene la paternità diplomatica ufficiale.
Il punto: Siamo di fronte a un classico caso di “disturbo frequenze”. Mentre i mediatori lavorano sui dettagli tecnici (arricchimento uranio e sicurezza di Hormuz), Mosca cerca di spingere l’Iran verso l’escalation militare. Resta da vedere se Teheran cadrà nella trappola russa o se sceglierà la via del “compromesso intelligente” mediato dal Pakistan.
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