(AGENPARL) - Roma, 18 Maggio 2026 - Oggi l’Italia si ferma. Lo sciopero generale dei settori pubblico e privato, con la scuola in prima linea, non è un capriccio ma un grido di allarme e di dignità. Come Senatrice della Repubblica, mi unisco con forza alla mobilitazione dei lavoratori, dei docenti, del personale ATA e delle famiglie per denunciare l’inadeguatezza cronica di questo Governo di fronte ai bisogni reali del Paese, in particolare del sistema formativo che rappresenta il pilastro della coesione sociale e del futuro dell’Italia. Questo Esecutivo, insieme a sindacati troppo spesso compiacenti, ha firmato contratti vergognosi solo per rispettare formalmente scadenze e apparenze, senza affrontare le emergenze strutturali della scuola pubblica. I fondi del PNRR, annunciati con enfasi come la grande occasione di rilancio, sono rimasti in gran parte sulla carta: niente strutture adeguate con impianti di condizionamento mentre il caldo estivo rende le aule invivibili, niente piano serio per l’assunzione di docenti di ruolo stabili, niente adeguamento degli stipendi ai livelli europei né al tasso di inflazione che erode ogni giorno il potere d’acquisto dei lavoratori della conoscenza. Le aule sono fatiscenti, spesso sovraffollate, con arredi obsoleti che non garantiscono sicurezza né dignità. I dirigenti scolastici sono costretti a reggenze multiple, mentre le linee formative risultano confuse e frammentate tra licei, istituti tecnici e professionali. La riforma dei tecnici quadriennali, con lo stage camuffato da formazione già dal secondo anno, sta distruggendo la tradizione di alta professionalità di questi percorsi e sta esponendo i ragazzi a rischi crescenti, come dimostrano i dati preoccupanti sugli infortuni denunciati dall’INAIL. Non è questa la scuola che serve all’Italia. Non è questo il Governo per i cittadini. Un Governo che ignora il disagio di migliaia di insegnanti precari, che lascia il personale scolastico tra i più penalizzati d’Europa sul piano retributivo e che tratta la formazione come una variabile di bilancio da comprimere invece che come investimento strategico per la crescita del Paese. USB e tutte le sigle che oggi scioperano hanno ragione: la scuola non è un costo, è il futuro. Pretendiamo investimenti concreti, edilizia scolastica sicura e moderna, assunzioni stabili, valorizzazione professionale e salariale del corpo docente, e una riforma seria dei percorsi tecnici che non trasformi gli studenti in manodopera precoce. Io, come Senatrice, mi batto per la scuola dentro e fuori il Parlamento e continuerò a farlo con determinazione affinché questa voce forte e unitaria di oggi non resti inascoltata. Chiedo al Ministro dell’Istruzione e all’intero Governo di assumersi le proprie responsabilità: basta annunci e spot, servono fatti. La comunità scolastica non accetterà più di essere trattata come ultima ruota del carro. L’Italia merita una scuola all’altezza della sua storia e delle sfide del presente. Dichiarazione della Senatrice Marinella Pacifico
